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La Valigia dell’Attore

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La Maddalena, La Valigia dell'attore, Giovanna Gravina Volontè, Fabio Canu, Premio Volontè, Isole del Cinema

Giovedì 28 luglio

 

Ex Magazzini Ilva (Cala Gavetta)

Ore 11:00

 

Omaggio a Francesco Rosi e Gian Maria Volonté

Björn Blixt e Giulia Longo

presentano in anteprima nazionale

Rosi about Eboli (2020) 20’

Regia di Björn Blixt, Peter Englesson

 

A seguire

 

Incontro con

Björn Blixt

Giulia Longo – mediatrice culturale tra Italia e Danimarca

Domenico De Gaetano – direttore del Museo Nazionale del Cinema, Torino

Claudia Bozzone – responsabile della diffusione e promozione mostre del Museo Nazionale del Cinema,Torino

Fortezza I Colmi (Strada panoramica)

Ore 21:00

 

Incontro con

Alba Rohrwacher

A seguire

Consegna del Premio “Gian Maria Volonté”

all’eccellenza artistica di

Alba Rohrwacher

A seguire

I cieli di Alice (2020) 92’

regia di Chloé Mazlo

con Alba Rohrwacher, Wajdi Mouawad

 

Ingresso libero

Anticipato da un’intervista del 1979 a Gian Maria Volonté proiettata alla serata inaugurale de La Valigia dell’Attore 2022, il documentario inedito Rosi about Eboli, realizzato dai registi svedesi Björn Blixt e Peter Englesson nel backstage del film di Francesco Rosi Cristo si è fermato a Eboli, sarà mostrato in versione integrale la mattina di giovedì 28 luglio. Lo scenario sarà quello degli Ex Magazzini Ilva a Cala Gavetta, sull’isola di La Maddalena, dove Boris Sollazzo e Fabio Ferzetti introdurranno l’opera e modereranno l’incontro, a fine proiezione, col regista Blixt, la mediatrice culturale Giulia Longo, promotrice della divulgazione del lavoro in Italia, Domenico De Gaetano, direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino che ne ospiterà in autunno la visione nell’ambito delle iniziative celebrative del centenario di Rosi e Claudia Buzzone, responsabile della diffusione e promozione mostre del Museo.

 

La terza serata de La Valigia dell’Attore vedrà invece protagonista Alba Rohrwacher, la prima dei due interpreti a cui quest’anno è stato riconosciuto il Premio Volonté all’eccellenza artistica.Alle ore 21:00 l’attrice incontrerà la platea della Fortezza I Colmi per raccontare la sua esperienza, prima di ricevere l’ambito riconoscimento: una barca in rame ideata da Mario Bebbu e realizzata da Umberto Cervo.

Alba Rohrwacher, per intensità drammatica, sguardo magnetico e duttilità interpretativa, ha saputo incarnare con perfezione ed estrema professionalità ruoli difficili e personaggi che ha reso unici, conquistando – nel panorama italiano e internazionale – gli unanimi consensi di pubblico e critica. Di recente diretta da Jasmine Trinca in Marcel!, sua opera prima come regista, sarà sempre lei ad introdurre uno dei suoi film internazionali più espressivi, I cieli di Alice, altro lungometraggio d’esordio del 2020 a firma della francese Chloé Mazlo che verrà proiettato al termine dell’incontro.

 

ALBA ROHRWACHER

Alba Rohrwacher nasce a Firenze. Diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia nel 2004, dal suo debutto, con L’amore ritrovato di Carlo Mazzacurati, ha lavorato con alcuni tra i più importanti autori del cinema italiano, da Marco Bellocchio (Sorelle mai, Bella addormentata) a Daniele Luchetti (Mio fratello è figlio unico, Lacci), da Pupi Avati (Il papà di Giovanna, David di Donatello per la migliore attrice protagonista) a Giorgio Diritti (L’uomo che verrà), da Silvio Soldini (Giorni e nuvole, David come migliore attrice non protagonista) a Luca Guadagnino (Io sono l’amore). E ancora, Saverio Costanzo (La solitudine dei numeri primi e Hungry Hearts, Coppa Volpi a Venezia), Alice Rohrwacher (Le meraviglie, Lazzaro felice), Laura Bispuri (Vergine giurata, Figlia mia, Il paradiso del pavone), Nanni Moretti (Tre piani), Paolo Genovese (Perfetti sconosciuti), Emma Dante (Via Castellana Bandiera), Gianni Zanasi (Troppa grazia), Ginevra Elkann (Magari).

Numerose anche le “incursioni” nel cinema internazionale, al fianco di nomi come Doris Dorrie (Gluck), Nicolas Saada (Taj Mahal), Arnaud Desplechin(I fantasmi di Ismael), Jonathan Nossiter (Last Words), Chloé Mazlo (I cieli di Alice), Maggie Gyllenhaal (The Lost Daughter)

Per la televisione ha preso parte alla serie tv Il miracolo diretta da Niccolò Ammaniti, e presta la sua voce come narratrice per L’Amica geniale.

Di recente è stata protagonista dell’opera prima di Jasmine Trinca, Marcel!. Prossimamente la vedremo nel nuovo progetto di Mark Cousins, Marcia su Roma, e nel film di Roberta Torre, Mi fanno male i capelli.

I CIELI DI ALICE

REGIA Chloé Mazlo

CON Alba Rohrwacher, Wajdi Mouawad, Isabelle Zighondi, Mariah Tannoury, Jade Breidi

TITOLO ORIGINALE Sous le Ciel d’Alice.

TITOLO INTERNAZIONALE Skies of Lebanon

GENERE Drammatico, – Francia, 2020

DURATA 92 minuti

DISTRIBUZIONE I Wonder Pictures

 

SINOSSI

Anni ’50: la giovane Alice vive con la famiglia tra i monti della Svizzera, ma aspetta solo l’occasione per andare alla scoperta del mondo. Quando le viene offerto un lavoro come ragazza alla pari a Beirut, in Libano, coglie subito l’occasione. Scopre così una città solare, vivace, libera e proiettata verso il futuro. Qui trova anche ben presto l’amore di Joseph, astrofisico gentile e ambizioso, e assieme a lui costruisce la famiglia dei suoi sogni. Tutto ha il profumo della felicità. Ma una guerra civile arriva a cambiare il volto del paese tanto amato, e ogni equilibrio comincia a vacillare.

“I cieli di Alice” è il primo lungometraggio realizzato da Chloé Mazlo.

IL REPORT DELLA PRIMA SERATA

Una vasta platea per l’esordio della XIX edizione de La Valigia dell’Attore, accompagnato finalmente dalla brezza del maestrale. Sul palco della Fortezza I Colmi, la serata, presentata da Boris Sollazzo e da Fabio Ferzetti ha dato subito voce a Giovanna Gravina Volonté che con emozione e gratitudine ha presentato al pubblico la prima ospite della rassegna Giulia Longo. Mediatrice culturale tra Italia e Danimarca, filosofa e appassionata di cinema, ha portato nel nostro Paese per la prima volta l’opera del regista svedese Björn Blix che nel 1979 realizzò il documentario Rosi about Eboli. “Fu un viaggio quasi rocambolesco – ha raccontato Giulia di quella lontana avventura. Björn era partito in treno per l’Italia appena
diplomatosi alla Scuola Svedese di Cinema di Stoccolma, con il compagno di studi Peter Englesson ed un bagaglio di registratori e cinepresa prestatogli dalla scuola. Ad ogni frontiera da passare era necessario fare dogana per quel materiale e all’ultima, quella tra Austria e Italia, un disguido tecnico impedì all’amico di salire sul treno in partenza per l’Italia. Si ritrovarono per un caso fortuito a Roma e di lì si diressero in Lucania, sul set del film di Francesco Rosi”. Del documentario, che sarà visibile in versione integrale giovedì 28 luglio agli ex Magazzini Ilva a partire dalle ore 11.00, è stata proiettata una breve parte. Ci sono le riprese del celebre film in cui Rosi dirige le comparse in quel mondo estremo e autentico; e poi una delle rare interviste su un set al protagonista Gian Maria Volonté. Di quell’esperienza Volonté riflette sull’importanza di scegliere i ruoli nella sua carriera di attore, del fatto che devono coincidere e sovrapporsi ai suoi personali valori culturali ed etici. E della necessità di
prepararsi in modo certosino all’interpretazione di ogni personaggio, a volte con mesi di preparazione.
Chiamato sul palco, Domenico De Gaetano, Direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino che interverrà anche nella mattinata del 28 luglio, ha ribadito la straordinaria importanza dell’opera di Björn Blixt, capace di testimoniare e narrare un modo di fare cinema che appartiene all’irripetibile storia del Novecento. Rosi About Eboli sarà presentato nell’ambito di un omaggio dedicato a Francesco Rosi in occasione dei 100 anni dalla nascita: tre giorni di proiezioni al Cinema Massimo e un’esposizione alla Mole Antonelliana dal 15 novembre 2022 al 23 febbraio 2023.

(Giulia Longo: foto di Nanni Angeli)