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L’angolo culturale della Stazione delle Biciclette in: chissà che l’utopia non vinca, il libro di Bidon

Siamo lieti di ospitare la redazione di Bidon e il loro nuovo sforzo creativo: Chissà che l’utopia non vinca.
“Chissà che l’utopia non vinca” è un omaggio esteso a chi pedala, racconta, sogna usando la bicicletta come strumento per inseguire l’orizzonte.

È un libro in cui dopo un pezzo su Ernest Hemingway si parla con nonchalance di Niki Terpstra; tra Froome e Rogli? spuntano Giotto e Garcia Márquez.

Dopo averli ascoltati e aver sognato un po’ anche noi, ci sarà spazio e tempo per acquistare una copia autografata e soprattutto abboffarsi di panettone, crema di mascarpone e spumantino.

Vi aspettiamo Mercoledì 5 dicembre dalle 19.30 La stazione delle Biciclette, Via Ettore Ponti 21

I più attenti di voi avranno capito che questa è la prima delle serate che ci porteranno alla festa dei 15 anni. Facendole tutte avrete un bel cartellino timbrato e chissà quale sorpresa alla fine.

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Le nostre offerte

Cashback del 10% valido fino a dicembre pagando con Satispay e del 20% tutti i venerdì

La nostra vetrina facebook è sempre in aggiornamento, trovate un bel po’ di bici in offerta, chissà che non vogliate fare qualche regalo di natale

Altri eventi

Rockville SSCXIT ’19, 6 gennaio 2018, Villarocca di Pessina cremonese: la classica immancabile del ciclocross singlespeed.

Circumnavigando Milano, 20 gennaio 2018, La stazione delle Biciclette, Via Ettore Ponti 21: alla scoperta del circondario milanese, tra stradine sconosciute campi e aree dismesse. Maggiori informazioni presto sul blog

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Cinelli semper, una bici da corsa all’inglese per uscire tutti i giorni con qualsiasi tempo

Ruote fatte a mano, 650b plus, le prime col nuovo centraruote park tool

Una Citazione

„Si è perduto tanto sangue per un confine che è sempre una spartizione contro natura e contro storia; spartizione, però, che nella sua assurdità costringe popoli ed etnie a vivere insieme ed a tenere saggio conto gli uni degli altri. I confini potevano avere un senso quando veramente segnavano una barriera di difesa contro la prepotenza, contro chi minacciava l’indipendenza e la libertà. Oggi che tutto questo si sa che dovrà regolarsi su altri equilibri, i confini sono solo una violenza al diritto dell’uomo alla sua umanità. A cinquant’anni dalla guerra, mezzo secolo che ha percorso il tempo di un’era, in una prospettiva che non è solo europea ma da governo del mondo, i confini sono sorpassati. Questo, in generale. Personalmente, poi, io vivo e sento “al di là” dei confini; nell’utopia, se si vuole. Ubbidisco alle leggi, ma non le sento quando violentano la mia anima che considera la terra senza recinti. L’uomo è fratello anche nella diversità; anzi la sua diversità è comune ricchezza spirituale.“
Celso Macor