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L’anticipo: Paulinho risponde a Pozzi

 

Sampdoria – Livorno 1 – 1 

Sampdoria: Romero; Berardi, Gastaldello, Rossini, Castellini; Palombo, Obiang, Krstic (Laczko 23’ s.t.); Juan Antonio ( Foggia 38’ s.t.), Pozzi, Bertani (Piovaccari 38’ s.t.). All. Iachini 

Livorno: Bardi; Salviato, Knezevic, Bernardini, Lambrughi; Piccolo (Bernacci 26’ s.t.), Filkor, Luci, Schiattarella (Belingheri 38’ s.t.); Dionisi (Siligardi 41’ s.t.), Paulinho. All. Madonna 

Arbitro: Luigi Nasca di Bari.

Assistenti: Iori di Reggio Emilia, Tegoni di Milano. Quarto uomo: Gallione di Alessandria 

Marcatori: Pozzi ( S ) 10’ s.t.; Paulinho ( L ) 36’ s.t. Ammoniti: Berardi ( S ); Obiang ( S); Schiattarella ( L ) Migliori in campo: Piccolo ( L ); Pozzi ( S ) Additional time: 1’ – 5’ 

Termina in un pareggio l’anticipo della 23° giornata di Serie B tra Sampdoria e Livorno. Dopo il successo a Padova, i blucerchiati non hanno fatto vedere niente di buono, dimostrando poca qualità e personalità. Una squadra troppo ingenua ed intontita in difesa, senza movimento a centrocampo, con un Palombo troppo fermo che non va mai a cercarsi la palla e troppo timorosa in fase di attacco. Il Livorno getta al vento molte palle gol, vanificando tutto il bel gioco costruito. Tra le migliori azioni degli amaranto, si distinguono maggiormente quella di Piccolo, che facendosi strada da solo, lascia partire una cannonata da quasi 30 metri che esce di pochissimo e, quella di Lambrughi che entrato nell’area piccola conclude ma senza superare un ottimo Romero. Nella ripresa la Sampdoria ha la meglio riuscendo con Pozzi, che si distingue per qualità, a passare in vantaggio al 10’. I blucerchiati, paghi del momentaneo vantaggio, arretrano il baricentro arroccandosi in difesa. Il Livorno accusa il colpo e perde in lucidità, continuando ad attaccare a testa bassa e trovando il gol al 36’ con una splendida punizione calibrata nel sette da Paulinho. Il Livorno, si porta a 25 punti, continuando ad ottenere risultati utili dall’arrivo di Madonna, mentre la Sampdoria si porta a 30, mettendo nei guai l’allenatore e la dirigenza.

Fabiana Rebora

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