La stagione 2025-2026 della Ligue 1 sta raccontando una storia diversa rispetto al copione abituale. Accanto al consueto protagonismo del Paris Saint-Germain, si è inserito con continuità e autorevolezza il Lens guidato da Pierre Sage. Il tecnico francese, arrivato tra aspettative misurate e qualche scetticismo, ha trasformato la squadra in una realtà solida e competitiva, capace di stazionare stabilmente ai vertici della classifica e di alimentare una corsa al titolo che sembrava destinata a rimanere a senso unico.
Il confronto con il PSG resta inevitabile ma, per la prima volta da diversi anni a questa parte, la formazione allenata da Luis Enrique sembra avere un reale competitor. I parigini, forti di una rosa profonda e di individualità di livello internazionale, partivano ancora una volta come favoriti per la conquista del titolo. Tuttavia, il Lens ha saputo approfittare di alcune incertezze della capolista, mantenendo il passo e riducendo il distacco in classifica. La lotta si è così riaperta, offrendo alla Ligue 1 un equilibrio che mancava da diverse stagioni. Questo ha un riflesso sul piano dei pronostici, l’ascesa del Lens ha infatti modificato quelle che erano le prospettive iniziali. Si tratta infatti di risultati sicuramente inaspettati per una squadra che negli ultimi due anni ha palesato diverse lacune, ma che già nel 2023 era riuscita in un exploit piazzandosi al secondo posto in classifica con un solo punto in meno rispetto ai parigini. Oggi i numeri delle partite di Ligue 1 e le analisi degli esperti parlano però di una realtà che sembrerebbe avere poco da invidiare alle big come Lione e Marsiglia, almeno in questo momento. La continuità nei risultati e la solidità del collettivo hanno ridimensionato l’idea di un semplice fuoco di paglia, rafforzando la percezione di una candidatura credibile nella corsa al titolo.
Il lavoro di Sage si è fondato su un’organizzazione tattica rigorosa e su una valorizzazione intelligente delle risorse a disposizione. Il Lens ha mantenuto una struttura compatta, alternando difesa a tre e a quattro a seconda dell’avversario, ma senza rinunciare a un’identità precisa: pressing coordinato, linee strette tra i reparti e ripartenze rapide sugli esterni. La squadra ha mostrato equilibrio tra fase difensiva e offensiva, limitando le distrazioni che nelle stagioni precedenti avevano compromesso la continuità dei risultati.
Determinante è stata anche la gestione del gruppo da parte di Sage, non solo sotto il profilo tattico ma anche psicologico. Il tecnico ha lavorato sulla responsabilizzazione dei singoli, distribuendo leadership e valorizzando elementi spesso rimasti ai margini nelle stagioni precedenti. La crescita di alcuni giovani come Ganoiu (ex Annecy, nel secondo campionato francese) e Risser (al debutto assoluto nella massima divisione), affiancati da giocatori più esperti come Thauvin (ex Udinese), ha dato vita a un mix equilibrato che unisce entusiasmo e consapevolezza. La capacità di adattarsi agli avversari, senza snaturare il proprio impianto di gioco, rappresenta un ulteriore segnale di maturità tattica.
Non va trascurato uno degli aspetti più evidenti dell’attuale campionato: la maturità acquisita nei momenti chiave. Il Lens ha conquistato punti pesanti negli scontri diretti, dimostrando di non soffrire il confronto con organici più blasonati. La compattezza del gruppo, unita a una condizione atletica costante, ha consentito di mantenere alta l’intensità anche nelle fasi più congestionate del calendario. L’ambiente dello Stade Bollaert-Delelis, tradizionalmente caloroso, si è trasformato in un ulteriore fattore di spinta.







