Grazie alla grande disponibilità che la contraddistingue Bikersbyte si è fatto una lunga chiacchierata con Alessia Polita, che ha risposto alle nostre domande.
Nata a Jesi il 26 Agosto 1985 Alessia ha un curriculum di tutto rispetto avendo conquistato (solo per citare alcuni dei suoi successi sportivi) il gradino piu’ alto del podio nella categoria donne nel 2003 nella “Coppa Italia 125 SP”, ha conquistato il primo posto anche nel 2006 European Women’s Cup 1000 ed al Campionato Italiano Femminile nel 2008 e nel 2009
Quest’anno corre con i colori del team Andreozzi.
Bikersbyte: Nel 2000 sali su una 250 SP oggi guidi un R6 come sono cambiate le moto?
Alessia: Differenze ci sono a livello di moto… la 250 era un 2 tempi e quella che sto guidando è un 4 tempi di 600 cc. solo questo le rende imparagonabili.
Anche il motociclismo era diverso a quel tempo, a mio parere , più “sano” e “più vero”.
Bikersbyte: Motociclismo sempre visto al maschile, hai dovuto superare dei pregiudizi?
Alessia: Pregiudizi? Indubbiamente si! Soprattutto all’inizio finché non mi hanno vista in pista.
Anche se certe volte le ho sentite davvero grosse, persone che esordivano con frasi del tipo:”Ma no dai, era suo fratello (Alex Polita) che guidava, non lei!” .
La gente è ignorante ma io ho imparato a non ascoltare e a farmi scivolare addosso tante chiacchiere inutili.
Bikersbyte: Come mai il motociclismo femminile non riesce a trovare una sua identità ? Di chi è la colpa?
Alessia: Il motociclismo in rosa non trova identità perché la velocità è costosissima.
Veramente troppo dispendiosa e con aiuti pari a zero!
Esiste un mondiale di cross femminile perché in confronto alle categorie della velocità il costo è almeno di 10 volte inferiore.
Magari se qualcuno investisse sarebbe una bellissima cosa. Ma la vedo dura!
Bikersbyte: Parliamo di CIV…come si é avviata questa stagione e quali sono i tuoi obbiettivi?
Alessia: Quest’anno l’inizio è stato davvero pietoso. Siamo partiti veramente “con una scarpa e una ciabatta” come si dice in gergo.
Io già lo sapevo, ma pur di correre mi sono accontentata lo stesso.
Molte persone mi stanno aiutando, ma purtroppo mancano i soldi e questi sono alla base di questo sport.
Nella prima gara ho corso con una moto da trofeo (prestata dal Chri44 racing Team) purtroppo poco competitiva e quindi il risultato non è stato soddisfacente.
Nella seconda gara ho ripreso la mia moto, ma non era per niente in buone condizioni. Ho avuto diversi problemi che non siamo riusciti a risolvere per tutto il fine settimana.
Mancano tante cose ma non me ne frega niente, cerco di andare avanti lo stesso.
Per chi è del settore sa benissimo in che condizioni sto correndo e che i tempi che sto facendo quest’anno non sono i “miei”, ma io non posso farci nulla.
Sono alla portata di stare benissimo nei primi 10 eppure c’è sempre qualcosa che non va e non mi sto per niente divertendo .
Ora speriamo che per la competizione di Misano di due moto se ne possa fare una decente e magari proverò anche a divertirmi perché, per il momento, per me è stato solo “un bagno di sangue”.
Bikersbyte: Ad una ragazza che si avvicina alla pista che consiglio ti senti di dare?
Alessia: Consigliare qualcosa ad una ragazza che si avvicina alle moto? Se è talentuosa le direi “vai avanti solo se hai la valigetta di soldi al tuo fianco altrimenti vattene…”. Questo è sicuramente un mondo poco simpatico ma in questa disciplina ci vogliono l’equivalente di “3 o 4 ville” per andare avanti e se non le hai, sarai destinato a rimanere li fermo a soffrire per non avere almeno un occasione.
Bikersbyte: Speri un domani nuovamente in una classe femminile o ormai non ne senti più il bisogno?
Alessia: Certo che spero che un giorno la categoria femminile torni!
Mi piacerebbe portarla avanti (anche perché non tornerà a breve e io sarò invecchiata), vorrei essere la colonna portante di questo campionato.
Bisognerebbe trovare però qualcuno interessato ad investire e “a sganciare qualche assegno”.
Bikersbyte: Quali sacrifici dal punto di vista personale comporta affermarsi in questo sport per una donna e qual’è stata la tua più grande rinuncia ? Ti sei mai pentita delle scelte fatte?
Alessia: Io nessun sacrificio. Amo le moto e quello che ho scelto di fare. L’ho fatto perché lo volevo. Certo a 16 anni, quando tutti uscivano il sabato sera, io andavo a letto perché il giorno dopo avevo qualche test ma andare a dormire presto mi ha portato a vincere qualche titolo, ed a loro…?
Quindi, felicissima di ciò che ho fatto e rifarei tutto da capo. Mi sono solo pentita di non aver insistito di più. I miei genitori mi hanno fatto cominciare a 16 anni ed è tardi.
La maggior parte dei piloti hanno iniziato tutti/e dal minicross o minimoto, io a quel tempo guardavo dalle tribune.
Bikersbyte: Ti vediamo sempre con papà Giancarlo (che salutiamo), quanto conta averlo accanto?
Alessia: “Mio papa’ è davvero tutto, lui è il “prolungamento della mia passione” il mio Gianky è il mio 5° arto senza lui “non se po’ fa!”
Bikersbyte: Una brutta caduta ti ha coinvolta mentre lottavi in supersport a Monza. Ritieni sicuri i nostri circuiti?
Alessia: Amo Monza. Mi dispiace molto che al CIV non abbia corso quest’anno.
Diciamo che dovrebbe lavorare di più con gli spazi di fuga.
Ne sono successe di tutti i colori: moto che sono uscite al di là delle reti, scavalcato muretti. Io personalmente ho preso quel cavolo di “airfrance” bucandolo!
Nel mio caso, infatti, non ho fatto in tempo a cadere che mi sono fiondata in quel coso; in un ‘altra pista queste cose non succedono.
La prima “esse” è da “chi sopravviverà ?” Qualcosina farei a Monza. Modificare la sicurezza, ma toglierla no! A me piace da matti. Il resto delle piste sono ok!
Bikersbyte: Conosciamo Mauro di Fisomet che ti segue, quanto è importante la preparazione fisica in questo sport?
Alessia: La preparazione fisica è tanto, ma importante è soprattutto il massaggiatore. Io ho tanti problemi di contratture, ma tanti.
Il mio massaggiatore Mauro mi dice sempre: “ho trattato tanta gente, ma contratta come te non ne ho mai vista!” quindi ogni volta per sbloccarmi, poverino, ci impiega le mezze giornate.
Soffro anche di tendinite del tennista, quindi se non ci fosse lui a trattarmi il braccio ogni volta sarebbe un vero problema.
Ad Imola poi, ho sempre problemi con la gamba sinistra che mi si blocca.
Questo però è il risultato di quando ti piace poco la preparazione e io non faccio molto, quindi stresso parecchio il mio fisico e faccio sforzi che il mio corpo non è allenato a fare.
Bikersbyte: Per concludere, ci racconti qualcosa di te? Hai altri Hobby?
–Alessia: Qualcosa di me…..
AMO LA VITA, LA MIA VITA. Fatta della mia famiglia, dei mie amori pelosi Aaron e Nora, di Moto.
Amici pochi ma quelli giusti.
Vado ogni tanto con la moto da cross, mi piace andare con lo snowboard, leggere libri e bere tanti cappuccini anche alle 3 di notte se necessario.
In futuro vorrei una famiglia e anche dei bambini, ma nel frattempo mi godo la mia vita, quando sarò pronta penserò anche a quello. Credo che una donna non debba assolutamente privarsi del bellissimo dono che sono i figli e se poi mi chiedessero una moto, maschio o femmina che sia, acconsentirò ma li butterei senza dubbio nel cross!
L’importante è che abbiano passioni, cosa che i giovani oggi non hanno più.






