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LO SCIENZIATO DELLA PECORA DOLLY DISCUTE LE PROSPETTIVE DELLA CLONAZIONE

Da Dolly al trattamento delle patologie è il titolo della lecture che Sir Ian Wilmut, (MRC Centro di Medicina Rigenerativa, Università di Edimburgo), lo scienziato che creò il primo clone di un mammifero, la famosa pecora Dolly, terrà il 31 marzo alle ore 17 nell’ Aula Magna dell’Università di Pavia, per discutere le prospettive aperte dalla clonazione nel campo delle terapie cellulari per il trattamento di patologie umane.

Occasione straordinaria per gli studenti dell’università di Pavia che 31 marzo nell’aula magna dell’Università, alle ore 17, potranno ascoltare il Prof. Sir Ian Wilmut, lo scopritore della pecora Dolly, oggi Direttore del Centro di Medicina Rigenerativa dell’Università di Edimburgo.

Ian Wilmut terrà infatti a Pavia la “M.Fraccaro Lecture 2013-14” organizzata dai collegi universitari Cairoli e Volta. Lo scienziato “padre di Dolly”, i cui lavori hanno dimostrato che il genoma di una cellula differenziata può essere riprogrammato, aprendo la strada alla clonazione animale per scopi di ricerca e di allevamento e dando un forte impulso alla ricerca biomedica e alla medicina rigenerativa, interverrà a Pavia sulle prospettive aperte dalla clonazione nel campo delle terapie cellulari per il trattamento di patologie umane.

I nuovi metodi di produzione di cellule staminali offrono infatti straordinarie opportunità per lo studio dei meccanismi molecolari dell’ereditarietà delle malattie genetiche. Queste tecniche rendono possibile la produzione di cellule da pazienti identiche a quelle possedute alla nascita e, nel caso di pazienti con malattie ereditarie, il confronto di queste cellule e quelle di donatori sani consente di definire i cambiamenti responsabili della malattia e la messa punto di tests per identificare nuovi farmaci per la malattia stessa. In linea di principio, queste ricerche sono applicabili a molte patologie ereditarie, tra cui le malattie del motoneurone, la schizofrenia, alcune forme di cancro e l’insufficienza cardiaca improvvisa. La lecture illustrerà non solo il potenziale di queste nuove tecniche, ma anche il fatto che la loro ideazione abbia tratto origine da ricerche in un campo apparentemente molto distante: la clonazione di una pecora.