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«Se entrate sarà un bagno di sangue». Le minacce di Casa Pound alla Magistratura. Quando li abbiamo denunciati, non li avevano nemmeno indagati

CasaPound

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La stampa ha riferito della frase pronunciata da alcuni militanti di Casa Pound, quando lunedì, 22 ottobre u.s. la Guardia di Finanza si è presentata in un quartiere di Roma per accertare la situazione di una palazzina occupata abusivamente ormai da 15 anni.

I Finanzieri – che avrebbero dovuto acquisire documentazione – sono tornati indietro. E – anche se CasaPound ha poi negato, sostenendo di aver solo chiesto un rinvio del controllo – il caso ha destato comprensibile clamore. L’atto istruttorio era stato infatti disposto dalla Corte dei Conti, e l’unica certezza è che l’ispezione non c’è stata. Poiché il palazzo è pubblico, e risulta occupato senza titolo, la questione è solo rimandata. «Se entrate sarà un bagno di sangue», sarebbe stata la minaccia di CasaPound nei loro confronti.

«Non ci stupisce che i militanti di Casa Pound utilizzino espressioni violente – commenta Aleksandra Matikj, Presidentessa del “Comitato per gli immigrati e contro ogni forma di discriminazione” – perché già è capitato altre volte in passato. Come Organizzazione abbiamo avuto modo di segnalare frasi discutibili, inneggianti al fascismo, e contro i migranti, come: “Viva il duce”, “Io sono fascista”, “Siamo orgogliosi di rappresentare il fascismo”, oppure contro i migranti come: “… ora cadono le teste…”, era impossibile non agire e depositare presso la Procura di Genova. Ma, incredibilmente, furono lasciate tranquillamente impunite pure le inaccettabili parole come “negra” per Cecile Kyenge, e “puttana” per Laura Boldrini. L’uso di parole pesanti, nei confronti anche di cariche istituzionali, è stato tollerato. Avevamo ritenuto di dover prendere posizione, di fronte a segnali che risultavano inquietanti. Non c’era stato riscontro, da parte dell’autorità giudiziaria.

Pochi giorni dopo, un ragazzo Antifascista è stata accoltellato a Genova da un Militante di CasaPound.

Dispiace, perché episodi come quello appena accaduto, se confermato, costituiscono un ennesimo campanello d’allarme. Atteggiamenti di mancato rispetto nei confronti della Magistratura ed utilizzo di termini violenti contro cariche istituzionali costituiscono un modo di fare non adeguato ad una democrazia. Le divisioni, le contrapposizioni, la violenza, sono un veleno, che può portare a conseguenze molto serie. La nostra attenzione rimarrà pertanto alta, dalla parte sempre del rispetto delle regole, per una convivenza che sia pacifica e positiva per tutti».