“Marco è un uomo squadra, quindi io sono certo che a Maldini gli ha proposto un ruolo dove bisogna collaborare e giocare di squadra.
Probabilmente, secondo me, non è riuscito a motivare bene Maldini facendogli capire che quella è una grandissima opportunità per lui. Non conosco bene Maldini, non ho mai avuto la possibilità e la fortuna di conoscerlo, quindi non so che approccio ha avuto su questa cosa, di certo bisogna rendersi conto che nelle società che sono deputate in prospettiva futura a giocare per vincere e ad essere le migliori, ormai non ci può essere più un “one man show”, ma un gruppo di persone che lavorano insieme e che insieme prendono le decisioni.” commenta così il caso Maldini a Tutti convocati su Radio 24 Gianpaolo Montali, Direttore Generale del “Progetto Ryder Cup 2022”. Montali spiega anche il suo rapporto con Marco Fassone: “Io conosco molto bene Marco Fassone perché, forse in pochi lo sanno, prima di andare alla Roma io e Fassone abbiamo messo in piedi tutto quello che era il progetto Napoli, scelto l’allenatore Mazzarri, scelto Bigon, lui non sarebbe venuto il primo anno ma sarebbe venuto il secondo, perché aveva alcuni anni di contratto alla Juventus, quindi insieme abbiamo preparato quel prospetto, quel progetto che era il Napoli Calcio. Dopodiché cosa è successo? io sono andato alla Roma lui è rimasto un altro anno li, però conosco molto bene la mentalità di Marco.”
MALDINI – GIANPAOLO MONTALI, A TUTTI CONVOCATI SU RADIO 24: PRETENDERE STIPENDI ADEGUATI A QUELLI DEI GIOCATORI? NON PUÒ ESSERE COSÌ. LA COSA PIÙ IMPORTANTE SIA ENTRARE CON LA GIUSTA UMILTÀ
“Il grande problema dei grandi giocatori, quelli che sono stati dei fuoriclasse, è reinventarsi in ruoli diversi, perché è difficile. La prima cosa che bisogna fare è togliersi completamente la pelle del giocatore, non vale più quello che è stato fatto fino al giorno prima. Probabilmente Maldini in questo momento non ha capito bene se il nuovo gruppo lo voleva solo ed esclusivamente come una figurina da mettere all’interno della società e non ha capito che c’era un percorso su di lui in prospettiva futura. Io non so se è vera questa storia che riportano i giornali di pretendere degli stipendi adeguati a quelli dei giocatori, non può essere così. Quando tu entri con un ruolo nuovo, che non hai mai fatto, credo che la cosa più importante sia entrare con la giusta umiltà e togliersi completamente quella che era la pelle del giocatore. Chi riesce a fare questo, fa il salto di qualità. Allora può imporsi anche in altri ruoli, chi fa fatica a togliersi questa pelle difficilmente riuscirà a integrarsi.” Questo il parere sulla questione economica del caso Maldini di Gianpaolo Montali, Direttore Generale del “Progetto Ryder Cup 2022” intervenuto a Tutti convocati su Radio 24.






