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MARCOZZI TENNISTAVOLO – Castel Goffredo più forte in A1 maschile

Yang Min e Mondello due pezzi di storia della gloriosa Marcozzi

Yang Min e Mondello due pezzi di storia della gloriosa Marcozzi

I LOMBARDI APPENA, APPENA SUPERIORI

E proprio dal risultato avverso maturato nella sfida di ieri si è capito che con un granello di cognizione in più quel secondo posto non sarebbe continuato ad essere lontano anni luce. La formazione di Massimiliano Mondello si arrende a quella del suo ex compagno di nazionale Yang Min dopo una lunga maratona in salsa pongistica sostanzialmente governata dal bilico e dai consigli dei due ex stellari giocatori. Alla fine è stata premiata la squadra che ha saputo gestire con maggior razionalità e cattiveria i punti dell’incertezza. La disfatta è tale solo dal punto di vista numerico perché anche ieri si è visto un ottimo Alessandro Baciocchi. Se il perugino non si facesse possedere da una rabbia smodatamente inopportuna sarebbe davvero un signor giocatore in grado di impensierire e mazzolare chiunque. Incanta invece un redivivo Michael Oyebode che dà una severa lezione ad un Leonardo Mutti che sta pagando le fatiche di un periodo denso di impegni. Senza infamia e senza lode la duplice apparizione di Stefano Tomasi che ha la meglio con fatica su Seretti e si arrende (per due volte ai vantaggi) a Marco Rech. A tre giornate dal termine la classifica sembra delineata con il clan isolano che si dovrà accontentare del terzo posto.

CAMPIONATO DI SERIE A1 MASCHILE 2012/13

VI GIORNATA DI ANDATA

Martedì 5 MARZO 2013– ore 20:00
Palatennistavolo–Via Crespellani – Cagliari

MARCOZZI TENNISTAVOLO CAGLIARI 2
Tomasi – Oyebode
STERILGARDA TENNISTAVOLO 4
Rech – Rech – Mutti – Seretti

PARTITA LUNGA E GRADEVOLISSIMA

C’è molta attesa nel vedere all’opera i freschi argentei juniores di Lignano Sabbiadoro. Soprattutto il padrone di casa Alessandro Baciocchi che nella partita inaugurale se la deve vedere contro il numero tre d’Italia Marco Rech Daldosso. Il campioncino umbro appare tonico e il primo set lo gestisce a modo suo esibendo un vasto campionario di soluzioni tattiche che gli permettono di passare ai vantaggi. Il castellano però è atleta regolare, determinato e talvolta con gli spigoli amici. Semplici fattori caratterizzanti un normale incontro di tennistavolo che però fanno andare in bestia il padrone di casa, smarrito nei suoi soliti monologhi nervosi ai limiti della liceità. In men che non si dica si ritrova sotto di un set e riprende a macinare gioco solo nella quarta frazione quando però è costretto ad arrendersi allo scoccare del quindicesimo punto. La riscossa marcozziana non si fa attendere ed arriva con un perfetto uno – due targato Tomasi e Oyebode. Il pongista di Rovereto fatica con un Damiano Seretti tecnicamente e fisicamente perfetto ma che alla fine può diventare scontato agli occhi del suo avversario molto più navigato che, quando c’è da chiudere il match, seppure al quinto set, non se lo fa chiedere due volte. Michael Oyebode si esprime ai livelli dei suoi tempi d’oro quando la scuola nigeriana imperversava nello stivale. Il suo gioco sprizza tonicità ed eleganza da tutti i pori: che dire poi se dall’altra parte del tavolo c’è un signorino chiamato Leonardo Mutti, esausto e spossato quanto vuoi ma pur sempre capostipite del futuro pongistico italiano nel mondo?
La seconda tornata di incontri comincia con la disputa tra Tomasi e Rech. Vince l’ospite ma l’incontro è equilibrato e culmina con un lunghissimo quarto set dove “Tommy” annulla sei palle match e a sua volta è incapace di chiuderlo a suo favore in almeno quattro circostanze. Finirà 22/20 per Rech. Come nella sua precedente uscita Baciocchi parte bene, poi soccombe per 3/1 contro il suo compagno di nazionale Mutti che a fine incontro si becca anche i complimenti del tecnico Mondello per come sia riuscito a ricomporsi dopo la violenta frustata subita da Oyebode. Al perugino, oltre ai soliti brontolii da esagitato, va il merito di aver combattuto alla pari per tre set, mentre nel quarto si è lasciato prendere con troppa facilità dallo sconforto. Lungo e appassionante l’ultima contesa della nottata a Mulinu Becciu durante la quale anche Damiano Seretti si riscatta dalla precedente sconfitta imponendosi su un Oyebode mai domo che capitola solo al quinto set davanti ad una freschezza atletica dettata da ventidue anni di differenza.

MICHAEL OYEBODE E IL SUO LAMPO DA SECONDA GIOVINEZZA

“Ci mancherebbe che non fossi soddisfatto”. Per Michael Oyebode i tifosi non si sono risparmiati, coprendolo di applausi dopo il suo impeccabile acuto del primo match. Negli spogliatoi racconta la sua magica serata: “Avevo programmato di divertirmi attraverso l’agonismo e così è stato –confessa l’italo nigeriano – non potevo pretendere lo stesso dall’aspetto tecnico. Ho battuto Leo Mutti perché lui non era in una delle sue giornate migliori, questo però nulla toglie al valore della mia prestazione perché anche quando un avversario non è in giornata talvolta vince ugualmente”. Se fosse riuscito a battere pure Seretti lo avrebbero portato in trionfo: “Purtroppo non mi sono ripetuto con lui, anche l’ultima volta l’incontrai, due anni e mezzo fa, ci avevo perso al quinto. Non ho nulla da recriminare a parte un paio di schiacciate a campo libero incredibilmente fallite, però lui ha meritato di vincere”. Infine traccia un giudizio sul rendimento dei suoi compagni: “Non mi aspettavo che Tommy riuscisse giocare così bene, però non è più veloce come un tempo, quando usava sovente il dritto, ora invece ricorre al rovescio perché fa fatica; in passato realizzava qualche punto in più grazie ad una smodata mobilità. Alessandro è ancora un ragazzo, tecnicamente deve migliorare tante cose, altre deve impararle completamente perché non le sa proprio fare; per esempio non riesce a bloccare la pallina, dobbiamo in qualche modo riuscire ad insegnarglielo perché non si può sempre giocare a
mille all’ora, continuando così certe gare non le vincerà mai”.