Ultimo appuntamento per la rassegna Marginalia, ideata dall’associazione Musicaround, attiva sul territorio genovese e ligure. Con un programma di otto concerti in altrettanti luoghi della Genova medievale poco nota e decentrata, la rassegna ha accompagnato il pubblico alla scoperta di pagine nascoste, marginali appunto, della storia cittadina e del repertorio musicale antico e non solo. Domenica 14 dicembre la chiusura del percorso non sarà da meno con l’esecuzione del rito del Canto della Sibilla al Boschetto di Cornigliano, con Eugenia Amisano e Musicaround Ensemble, diretto da Vera Marenco. Il concerto inizierà alle 20.30, alle 19.30 è prevista la visita guidata all’Abazia (via del Boschetto 29, Genova Cornigliano).
Il Canto della Sibilla è uno dei più affascinanti documenti della cultura europea medievale che, con i suoi diciassette secoli di storia, è giunto fino a oggi e nel 2010 è stato dichiarato Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco. Le sue origini remote risalgono all’epoca che vede il tramonto della civiltà pagana e l’affermarsi del Cristianesimo: la Sibilla è il solo personaggio pagano a entrare nella liturgia, quale annunciatrice della seconda venuta di Cristo il giorno del Giudizio Universale. Il testo era cantato su una suggestiva melodia, trasmessa in vari manoscritti medioevali: dopo il Concilio di Trento il rito fu abolito dalla liturgia ufficiale, ma continuò ad essere praticato per tradizione orale in varie località. Si tratta di un canto molto particolare: ancora oggi nelle chiese di alcune località del Mediterraneo la notte di Natale un bambino vestito di un manto rosso intona un testo che profetizza il giorno dell’estremo Giudizio. Tradotto fin dal Medioevo in varie lingue volgari, Il canto della Sibilla è tuttora cantato in catalano in alcuni centri delle Isole Baleari e della Sardegna.
Oltre al Canto della Sibilla nella versione catalana medievale, il programma prevede alcuni rari brani legati al giorno del Giudizio: il testo di Audi Tellus – di sorprendente attualità – è presentato sia nella versione risalente al IX secolo sia in quella più tarda contenuta nel Codex Las Huelgas. Di rara esecuzione è Ordo prophetarum, dramma liturgico del XII secolo: in questa rappresentazione, che veniva eseguita la notte di Natale, la serie dei profeti interrogati dal praecentor (qui realizzato coralmente) sulla venuta di Cristo termina proprio con la Sibilla e con il presagio del Signum Judicii. Il Benedicamus finale e i mottetti strumentali sono tratti dal coevo Codex Las Huelgas. La cantiga 422 Madre de Deus ora è una rivisitazione dello stesso testo, in cui si chiede l’intercessione di Maria per ottenere salvezza. Il concerto si conclude con il canto gregoriano del Dies Irae della liturgia dei morti, che cita a testimonianza ancora la Sibilla.
Il complesso dell’Abbazia di San Nicolò del Boschetto, che sorge non lontano dalla sponda destra del
Polcevera, sulle prime pendici della collina di Coronata, ebbe origine da una cappella costruita nel 1311 dalla famiglia Grimaldi, che ne divenne “patrona”. Nel 1410 venne affidata ai benedettini, sotto la guida del monaco Gioacchino da Pavia, che la trasformarono in chiesa conventuale, cui in seguito fu aggiunto il grande complesso del monastero, che ben presto assunse una certa importanza nella regione. Nel monastero professarono benedettini illustri, tra cui il beato Nicolò di Prussia, e molte tra le maggiori famiglie genovesi fecero cospicue donazioni e lo scelsero come luogo di sepoltura.
Qui riposano alcuni dogi, tra cui Luca Grimaldi. Nel 1533 fu eretto ad abbazia, e subì molte trasformazioni architettoniche fino al 1747 quando le truppe austriache vi stabilirono il comando,
saccheggiarono e devastarono, e i monaci si rifugiarono in città portando con sé parte dell’archivio e gli oggetti più preziosi. Ne ripresero possesso ma nel 1810 il complesso fu messo all’asta per gli espropri napoleonici e molti beni furono dispersi. Acquistato dapprima dai Brignole e poi dai Dellepiane, nel 1912 tornò ai benedettini per volontà dell’ing. Francesco Dellepiane, divenuto poi sacerdote.
Nel 1957 fu acquistato dall’Opera Don Orione, che lo acquisì nel 1960 adattando un’ala a “Casa dell’Operaio”, ma già dal 1941 era stato affidato agli Orionini, che dal 1941 al 1943 vi avevano insediato l’Istituto Teologico. In verità nei suoi chiostri e nelle numerosissime celle spartane hanno trovato ospitalità tanti operai sradicati dal proprio paese per guadagnarsi il pane in una città sconosciuta. Aspettavano con orgoglio il giorno di paga per inviare a casa l’assegno o per accumularlo nel conto per prepararsi una dimora tutta per loro. A oggi il complesso, gestito direttamente dall’Opera don Orione, ospita attività rivolte a lavoratori trasfertisti, lavoratori indigenti, nuclei familiari in situazione di disagio abitativo, nucleo familiare madre – bambino, genitori separati adulti inseriti in progetti di reinserimento sociale proveniente dal carcere o in pena detentiva alternativa, ragazzi provenienti dall’igiene mentale, rifugiati politici e categorie con problemi alloggiativi non rientranti in patologie legate alla dipendenza ed autonomi nella gestione delle attività quotidiane.
EUGENIA AMISANO
Diplomata in teatro-danza alla scuola d’arte drammatica “Paolo Grassi” di Milano, studia canto con la madre Carmen Vilalta, docente e cantante lirica catalana, attraverso la quale si avvicina al mondo musicale della Spagna. Fra i suoi maestri Hervè Diasnas, Claude Coldy, Adriana Borriello, Giovanni Di Cicco (danza), Francesca Breschi, Elena Ledda (canto), Lia Ruscica e Simona di Spirito
(flamenco), Maria Consagra e Federica Granata (teatro).
VERA MARENCO
Musicista appassionata, cantante e direttore di coro, si afferma dagli anni ’90 come soprano del Ring Around Quartet, ensemble vocale, con cui svolge intensa attività concertistica in Italia e all’estero nelle più prestigiose stagioni e Festival. Nel 2003 fonda Musicaround, associazione che si occupa di didattica, ricerca, diffusione della musica vocale e del repertorio antico. Laureata in filosofia, diplomata in canto e specializzata in polifonia rinascimentale con Diego Fratelli, è docente ai corsi Musica Antica a Palazzo di Genova, direttrice artistica delle rassegne La Voce e il Tempo, Marginalia e, con Manuela Litro, di FestivAlContrario. Ha al suo attivo numerosissime produzioni musicali e discografiche dedicate al repertorio medievale, rinascimentale, barocco e contemporaneo.
Il concept di Marginalia prende spunto da un pensiero della studiosa e ricercatrice Sara Fantini: “Il panorama musicale dell’Italia medievale è stato ricostruito sulla scorta dei pochi, grandi codici musicali sopravvissuti al tempo. Ne è uscita una storia agita da pochi protagonisti, che sembrano muoversi in un deserto sonoro, o quasi: a fronte dei centri scrittori maggiori, poco o nulla è stato detto, cantato e suonato delle periferie, delle tracce musicali nascoste ai margini dei manoscritti monumentali e delle grandi città”.
I biglietti sono acquistabili su Vivaticket o direttamente in cassa da mezz’ora prima dell’orario della visita. Dati i limiti di capienza, per tutti gli eventi occorre effettuare la prenotazione su prenota.marginaliagenova.it
Abbazia S. Nicolò del Boschetto – Cornigliano, 14 dicembre ore 20.30 (visita ore 19.30)
IL CANTO DELLA SIBILLA
Eugenia Amisano & Musicaround Ensemble
Marginalia è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura attraverso il bando del Comune di Genova destinato alle periferie delle Città Metropolitane
Informazioni al 351 – 3933733 mail: [email protected]
www.marginaliagenova.it







