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MATE DELIC DELUXE: UN MESE DA TOP PLAYER SCALA IL RANKING E PRENOTA WIMBLEDON

Mate Delic

Mate Delic

Finale al Challenger di Vercelli, semifinale a Tunisi, ottavi a Roma e quarti all’Atp 250 tedesco di Dusseldorf: tutto in meno di 30 giorni.

Quattro settimane che il ventunenne croato Mate Delic ricorderà per sempre, e che l’hanno proiettato in una nuova dimensione. Da lunedì prossimo il gigante di Spalato, che da tempo si allena al Bordighera Lawn Tennis Club sotto la guida di coach Cristian Brandi, entrerà fra i primi 200 giocatori del mondo, assestandosi intorno alla posizione numero 180, ma ha già mostrato di valere molto di più. Per avere una dimensione della sua scalata, basta analizzare la sua situazione in classifica. Prima dell’exploit di Vercelli, Delic era numero 343 del mondo, con 129 punti Atp. Solo nelle ultime settimane, invece, ne ha messi insieme ben 161, forieri di un deciso salto di qualità. Ha superato le difficoltà nel passaggio dai Futures ai Challenger, e non pago ha vinto cinque match di fila anche a Dusseldorf, dove ha superato le qualificazioni e raggiunto per la prima volta in carriera i quarti di finale nel circuito maggiore, prima di arrendersi in tre set al top 30 Philipp Kohlschreiber. Un’ascesa, la sua, tanto repentina quanto annunciata. Impossibile, per chi lo conosce bene, non pronosticargli un futuro di successo, tanto che da tempo in Croazia puntano forte su di lui, e sono addirittura arrivati ad indicarlo come il nuovo Goran Ivanisevic. Le similitudini non sono soltanto nell’atteggiamento bizzoso in campo e nelle bordate di servizio che scaglia dai suoi 196 centimetri di altezza, ma anche in tante altre qualità, che potrebbero portarlo presto nel tennis di vertice. Non a caso, uno dei primi a credere nelle sue potenzialità è stato Riccardo Piatti, uno che di talenti ne ha visti passare tanti, e sa riconoscere chi può arrivare in alto.

Per un motivo o per l’altro, sino al mese scorso Delic non era mai riuscito a esplodere, ma ora che la ruota è finalmente girata, il futuro non può che sorridergli. “Mate è veramente un bravo ragazzo – spiega il presidente del BLTC Maurizio Massaccesi – e si merita tutti i risultati che sta ottenendo. Ha sempre lavorato duro anche nei momenti più difficili, e ora ne sta raccogliendo i frutti. Fuori dal campo è un ragazzo tranquillo, simpatico e sempre di buon umore. Basti pensare che lo scorso inverno si è reso volentieri disponibile per il nostro torneo sociale di doppio pro-am, e l’ha pure vinto, in coppia col consigliere del club Giacomo Trucchi”. Per motivi di classifica non è andato al Roland Garros, dove nel 2011 raggiunse la semifinale fra gli under 18, ma i punti raccolti negli ultimi mesi gli permetteranno di prendere parte alle qualificazioni di Wimbledon, suo primo torneo del Grande Slam. Proprio sugli stessi prati dove nel lontano 2001 Ivanisevic mise tutti in fila, centrando un’impresa storica.
BORDIGHERA LAWN TENNIS CLUB 1878: IL PIÙ ANTICO CIRCOLO D’ITALIA
Era il 1878 quando in Riviera nacque il Bordighera Lawn Tennis Club, che poi si radicò nel primo Novecento e a ridosso della Prima Guerra Mondiale. Nell’immediato dopo guerra cominciarono a disputarsi le prime gare a livello sociale e, nel 1927, il Circolo cominciò a organizzare tornei internazionali di alto livello agonistico. Da lì in poi una storia lunga e gloriosa che ha portato fino alle celebrazioni per il centenario del 1978. Oggi il club bordigotto può contare su un passato nobile e un presente di alto livello. Da una parte il primo campo d’Italia, con una targa celebrativa, e dall’altra un’attività fervente. A Bordighera fanno base due dei tecnici italiani più famosi e più vincenti di sempre, Riccardo Piatti, allenatore del Top 15 mondiale Milos Raonic, e Massimo Sartori, coach di Andreas Seppi, attualmente numero 2 d’Italia. Sei campi in terra rossa e prenotabili on-line, bar, ristorante, club house e palestra.