“Ridiamo l’acqua pubblica ai Comuni.
Le bollette non possono avere un costo eccessivo e le aziende di distribuzione non dovrebbero fare utili, come accade per Iren Tigullio che ieri ha annunciato un dividendo di 550mila euro per i soci Iren Acqua spa (66,55%) Comune di Chiavari (20%) Comune di Lavagna (10%) Marina Chiavari srl (1%) Comune di Favale di Malvaro (1%) Comune di Orero (1%) Comune di Leivi (0,45%).
Inoltre, la società quotata in borsa ha annunciato un utile per il 2018 di 1.669.000 euro (quello del 2017 era stato di 1.634.000 euro) e quindi rischia di finire in mano ad aziende multinazionali.
Pertanto, l’unica soluzione appare quella di ridare in mano al pubblico ossia ai Comuni o a consorzi di Comuni del territorio la rete e la distribuzione dell’acqua, seguendo peraltro la volontà della maggioranza dei cittadini che nel 2011 hanno votato a favore del referendum.
In questo modo, si riuscirebbe anche a controllare meglio il servizio agli utenti, la depurazione dell’acqua, gli eventuali sprechi amministrativi e tecnici, la correttezza nella compilazione delle bollette che talvolta sono state contestate (con ragione) da molti utenti per la mancanza di chiarezza”.
Vittorio Mazza, consigliere regionale Lega Nord Liguria – Salvini






