In questo libro sono proposte due pratiche psicofisiche, il Qi Gong e FlessibilMente, che hanno lo scopo di agevolare la naturale capacità dell’organismo di rispondere allo stress costituito dagli allenamenti.
Nonostante l’argomento principale sia relativo all’ambiente sportivo, le stesse tecniche possono essere utilizzate semplicemente per il benessere quotidiano.
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L’allenamento sportivo è costituito da una serie di stimoli, chiamati allenamenti, che esercitano uno stress, a cui l’organismo reagisce migliorando la propria capacità di risposta. Molto spesso, tuttavia, nell’impostazione della preparazione atletica non si considera adeguatamente il ruolo che ha il recupero psicofisico, nell’indurre gli adattamenti alla base dello sviluppo della prestazione. Non si comprende, in particolare, come l’effetto di un allenamento sia determinato da quello che accade una volta che esso si sia concluso. Tutto quello che facciamo, al di fuori della seduta di allenamento, ha un impatto sulla sua efficacia, poiché determina la qualità dei processi di recupero e supercompensazione.
La prima parte del libro è dedicata ad un’analisi sommaria dei presupposti scientifici alla base dello stress e delle tecniche di recupero; nella seconda parte, più applicativa e filosofica, si spiega come praticare Qi Gong e FlessibilMente, e quali sono i modelli culturali a cui fanno riferimento. Tuttavia, le due parti si possono leggere indipendentemente poiché trattano lo stesso tema da angolazioni differenti: gli autori hanno cercato di capire come l’analisi scientifica abbia indagato gli effetti delle pratiche non cliniche sul benessere psicofisico e, allo stesso tempo, hanno voluto conservare l’approccio filosofico originale tramandato dagli antichi terapeuti ritenendo che il contesto culturale da cui derivano sia essenziale per una corretta esecuzione.
Cristiano Caporali, preparatore atletico per la società Sportslife, studioso dell’allenamento, autore di Triathlon. Il manuale (Miraggi edizioni 2010).
Massimiliano Caporali, insegnante di arti Marziali, Tai Chi Chuan stile Tokitsu-Ryu e Qi Gong metodo Yayama.
Intervista a Cristiano Caporali a cura della redazione.
Come è nata l’idea di questo manuale?
Nel mondo dello sport, specialmente quello amatoriale, si stenta a recepire il fatto che tutti gli effetti che determinano il miglioramento della prestazione avvengano durante il tempo che intercorre tra un allenamento ed il successivo, ovvero durante il recupero. Esistono migliaia di manuali dedicati ai metodi per allenarsi, ma quelli che trattano il tema del recupero si contano sulle dita di una mano e, molto spesso, trattano l’argomento esclusivamente da un punto di vista teorico senza proporre soluzioni concrete al problema. Deve essere chiaro che migliore è il recupero psicofisico e più probabilità ci sono che gli allenamenti abbiano un’azione incisiva sul miglioramento prestativo. Il nostro intento è stato quello di stimolare l’attenzione verso l’argomento proponendo alcune tecniche che hanno dimostrato scientificamente la loro efficacia.
Come capire e far emergere le potenzialità della mente che aiutano il fisico?
Il tema mente/corpo è stato interpretato dualisticamente nella recente cultura occidentale, probabilmente è conseguenza del fatto che il pensiero non ha una connotazione materiale e quindi si fatica ad attribuirgli un’origine fisica. C’è una frase di Marvin Minsky, un “mostro sacro†della ricerca sull’intelligenza artificiale, che descrive molto bene l’unità mente-corpo: “La mente è semplicemente ciò che fa il cervello”, per ricordare la dimensione materiale che rende possibile il pensiero e quindi la mente. Il pensiero è determinato da processi biochimici allo stesso modo in cui lo è la contrazione di un muscolo; le mente esiste perché c’è un corpo che trasmette sensazioni al cervello. Nelle neuroscienze, in seguito alla scoperta (una volta tanto per merito di scienziati italiani) del sistema dei neuroni specchio, si parla di “cognizione incarnata” perché c’è la convinzione che lo sviluppo cognitivo dipenda indissolubilmente dal nostro “abitare” in un corpo fisico. La ricerca scientifica ha definitivamente dimostrato, inoltre, come la qualità dei nostri pensieri determini il nostro stato di salute: “purificare” la mente significa rompere un circolo vizioso che, letteralmente, avvelena il nostro organismo con un eccesso di sostanze endogene prodotte. Quante volte rimuginiamo sulle azioni che abbiamo compiuto nel passato o viviamo con ansia situazioni che avranno luogo nel futuro? Quest’attività comporta dei costi in termini di stress che, inevitabilmente, ha ripercussioni fisiche sull’organismo. Le tecniche che proponiamo hanno lo scopo di educare mente-corpo ad un approccio “ecologico” verso la vita, nello sport come nelle attività sociali di tutti i giorni.
A chi si rivolge il libro?
Il testo nasce con il preciso scopo di colmare una lacuna nel mondo dell’attività motoria, in cui si è indagato molto su come sovraccaricare l’organismo e molto poco su come aiutarlo ad assorbire queste offese. Tuttavia, le tecniche descritte hanno una valenza assoluta nella gestione di ogni genere di stress e quindi il libro può essere letto molto proficuamente da chiunque voglia perseguire uno stile di vita sano. Anzi, a tal proposito, può essere un mezzo per avvicinare persone con una vita sedentaria alla riscoperta della propria mente-corpo, aiutandole a comprendere l’importanza del movimento per vivere un’esistenza piena e consapevole.
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