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Milan – Lecce

Semplice ordinaria amministrazione

Settimana intensa per i rossoneri, iniziata martedì con lo spavento all'Emyrates, che alla fine ha regalato la qualificazione ai quarti di finale, con tanto di strascico polemico per le dichiarazioni forti rilasciate da Ibrahimovic, e diventata dolce mercoledi con la conquista solitaria della vetta della classifica, per la prima volta quest'anno, dopo il pari della JUventus a Bologna.
L'avversario di oggi, il Lecce di Cosmi, appiedato però dal giudice sportivo, è reduce da 1 sconfitta nelle ultime 9 uscite ed una strisci di ben 16 punti che hanno reso la salvezza non più una chimera, ma un sogno da cullare.
Allegri ripropone Emanuelson dietro Ibra e Robinho, torna Muntari a centrocampo mentre in difesa entrano Bonera e Antonini.
Milan (4-3-1-2): Abbiati; Abate, Bonera, Thiago Silva, Antonini; Nocerino, Van Bommel, Muntari (17' st Aquilani); Emanuelson, Robinho (33' st El Shaarawy), Ibrahimovic. A disp. Amelia, Yepes, Mesbah, Ambrosini, Inzaghi. All. Allegri.
Lecce (3-5-2): Benassi; Miglionico, Carrozzieri, Esposito; Oddo (1' st Obodo), Blasi, Giacomazzi (30' st Giandonato), Bertolacci (36' st Di Matteo), Brivio; Bojinov, Muriel. A disp. Petrachi, Piatti, Seferovic, Corvia. All. Cosmi.
Si parte al piccolo trotto con il MIlan che palleggia a ritmi lenti ed il Lecce che difende basso e resta guardingo sulle sue.
Al 6' pero', al primo affondo il Milan passa subito in vantaggio, spnda acrobatica di Ibra per l'accorrente Nocerino che in demì volèe trova la schiena di un difensore che porta la sfera ad infilarsi a fil di palo, lontano dalla portata di Benassi, realizzazione numero 9 per il centrocampista napoletano.
Il Lecce accusa il colpo ed i rossoneri straripano, sfondando da tutte le posizioni, ci prova due volte da fuori Muntari trovando sempre qualche difensore a deviare in corner, poi è Emanuelson a costringere Benassi ad un mezzo miracolo, infine è il solito Robinho , tutto solo in area, a provare un improbabile pallonetto che si trasforma in un passaggio per il portiere.
Qui il MIlan si ferma, si ritrae nella sua metacampo e si mette a fare un fraseggio lento ed inconcludente che annoia il pubblico e fa storcere il naso anche ad Allegri, ne approfitta il Lecce che finalmente mette il naso fuori dalla sua area e sfiora il pareggio con Muriel che conclude di poco altocolpendo al volo un preciso cross di Oddo, il MIlan risponde con una magia di Ibra che da posizione impossibile prova una giocata da cineteca e poi con una sberla dal limite di Robinho che sfiora la traversa.
La ripresa comincia con il Lecce propositivo ed il MIlanche prosegue il suo tranquillo tran tran che non punge nè diverte, anzi spazientisce, dopo un paio di conclusioni che non trovano la porta èla squadra ospite a farsi pericolosa con una bella conclusione dal limite di Bojinov su cui Abbiati salv ain due tempi.
Finalmente Ibra decide che è tempo di mandare i titoli di coda, Robinho trova la testa di Emanuelson in area che fa da sponda per lo svedese che esplode una delle sue straordinarie bordate che non dà scampo al portiere e regala ai suoi il 2-0, suo diciannovesimo centro in campionato.
Qui finisce la partita con il Lecce che ammaina la propria bandiera ed i rossoneri che giocano impostando il match sui ritmi a loro più consoni che li portano a sfiorare ripetutamente il terzo gol, con Emanuelson, El Shaarawy ed Ibra un paio di volte, ma trovando sempre sulla loro strada un Benassi formato superman.
Il Milan vince e aumenta il suo vantaggio a quattro punti sulla JUventus, fermata sul pareggio a Genoa, e conferma di essere in un ottimo momento di forma fisica e mentale.
Il Lecce fa la sua onesta partita, ma la salvezza passa da altri match.
I migliori: nel Milan Van Bommel ed Ibrahimovic, nel Lecce Benassi e Muriel. 
giuseppe floriano bonanno