ATTI DI NASCITA di Claudia di Palma
Collana di poesia Cleide diretta da Giancarlo Pontiggia e Cinzia Demi
Atti di nascita, seconda raccolta poetica di Claudia Di Palma, è, come evocato nel titolo, un libro sulla nascita e sulla rinascita. Si articola in cinque sezioni, cinque tappe di un viaggio (quello della nascita appunto) che è un percorso in discesa, una caduta.
Si parte dal “vocabolario del cielo” e si approda in un “sacchetto per la spazzatura”. In mezzo, tra questi due estremi, c’è il corpo, teatro di contraddizioni, “dove tutto ha inizio e fine, / debutto e replica”.
Ogni luogo è un paesaggio da “rovistare”, nel tentativo vano, e forse disperato, di portare alla luce il mondo, far esistere (ex-sistere) tutte le cose, anche gli scarti.
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Gli oggetti buttati, dimenticati “nel bidone dell’indifferenza”, sono risorse (o risurrezioni), certificano la nascita e l’abbandono. Tutto è documento, segno che rimanda a qualcos’altro, in una continua gestazione, un incessante “atto di nascita”.
Descrive così l’opera, la curatrice Cinzia Demi: “Densa di contenuti che si intersecano tra loro, dalla migrazione all’ecologia, dalla religiosità alla ritualità, formando un mosaico di tematiche che scavalcano l’intimo per approfondire il sociale, ma anche viceversa, questa seconda raccolta di Claudia Di Palma affonda nelle radici cristiane la sua ricerca di spiritualità interrogando il corpo, quale luogo e intermediario per le esperienze di vita, mentre forgia la versificazione su quella dimensione antropologica che è propria della poesia.
In un mondo sommerso dai rifiuti, dalla miseria, dagli invisibili, lo straniamento proposto nel titolo della terza sezione, sembra una forma di sopravvivenza indispensabile: se il volto dell’uomo assomiglia sempre più a una busta di plastica contenente spazzatura, anziché essere l’immagine del cielo, diventa fondamentale, come dice la stessa autrice, non solo il chiedersi chi siamo, ma: chi non siamo ancora? chi possiamo diventare? Così, nel distico: «Porto alla luce i diecimila nomi dell’essere / ma ogni nome ti nomina invano» non è difficile immaginare il tentativo di conoscere l’altro, nello scavo interiore che porta in primis alla conoscenza di se stessi, innalzando il poeta a quel ruolo di minatore di caproniana memoria, e autenticando la poesia in una sequenza di veri e propri Atti di nascita.”
“Viviamo in una realtà culturale complessa e insieme disgregata: l’affollarsi dei materiali e delle notizie, che ci assediano ben oltre ogni nostra capacità di ascolto, e si danno in una miriade di forme spesso invasive e incontrollabili, ci espone ogni giorno all’esperienza dell’inessenzialità e del fastidio. – commenta così il direttore di Collana, Giancarlo Pontiggia – Parliamo molto, e ciò che ascoltiamo ci pare inessenziale, se non inautentico. La poesia è nata proprio per contrastare il dominio inevitabile della chiacchiera e della dispersione: è un’esperienza conoscitiva che si fonda sulla disciplina della forma e sulla sintesi di pensiero, immaginazione e sensibilità; un modo, dunque, di rappresentare il mondo e di lasciare che si manifesti nelle nostre parole attraverso un esercizio di ascolto e di meditazione. Questo carattere, che è della poesia di sempre, acquista oggi un significato nuovo e ulteriore: alla potenza vuota e sterile dell’universo mediatico, la parola della poesia oppone i suoi mezzi poveri ed elementari, ma proprio per questo scavati nella nostra interiorità, resi veri da un lungo processo di decantazione e di verità esistenziale.”
“Mi ritengo un’autrice di poesia che a volte si confronta con tematiche sociali – afferma Claudia Di Palma – “Penso che il compito del poeta sia prima di tutto quello di creare un non-mondo, un territorio libero dai pregiudizi della società e dalle sue leggi. Uno spazio anarchico, abitato esclusivamente dalle parole. Parole che il poeta ruba al mondo per salvarle dal mondo. Il poeta deve immondizzare le parole, sottrarle all’ordine rigido del mondo (kosmos) e favorire la contaminazione, il disordine; in una parola, la creazione.”
BIOGRAFIA
Claudia Di Palma, nata a Maglie nel 1985, vive e lavora a Lecce. Tra le sue esperienze più importanti si annovera la passione per il teatro. Ha collaborato con “Astragali Teatro” (2005) e “Asfalto Teatro” (2006/2012) e attualmente collabora con la compagnia teatrale “Suddarte”. Nel 2016 ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, Altissima miseria(Musicaos Editore), ricevendo diversi premi e riconoscimenti (Vincitrice del Premio Nazionale di Poesia “Luciana Notari” nella sezione “Opera prima”, Finalista Premio Gradiva-New York, Finalista Premio Internazionale di Letteratura “Città di Como”, Attestato di Merito al Premio Internazionale di Letteratura Alda Merini -Brunate, Vincitrice del Premio speciale del Presidente della Giuria del Concorso “Interferenze” indetto da “Bologna in Lettere”, “Medaglia d’onore” al Premio Internazionale di poesia “Don Luigi Di Liegro”). Nel 2020 la sua silloge Altrove, immondoè risultata vincitrice del Premio Poesia Onesta e la poesia Il documento è stato redatto bene ha vinto il Premio Internazionale di poesia “Don Luigi Di Liegro”. È presente nell’antologia poetica Il corpo, l’eros(Giuliano Ladolfi Editore 2018), nell’Almanacco di poesia italiana Secolo Donna 2019(Macabor Editore), in Maternità marina(Terra d’ulivi edizioni 2020) e in diverse riviste, tra cui Atelier, Gradiva, Le Voci della Luna. Le sue poesie sono state tradotte in inglese e in spagnolo. Fa parte della piattaforma europea di poesia “Versopolis” e della redazione del lit-blog “Poeti Oggi”







