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Minerva – “Manufatti del dissesto” di Gabriele Borgna

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“Manufatti del dissesto” di Gabriele Borgna

Collana di poesia Cleide diretta da Giancarlo Pontiggia e Cinzia Demi

Quanta vita segreta si nasconde in un verso?

Leggendo l’opera poetica di Gabriele Borgna, colpisce la presenza di domani, futuro, di qualcosa sul punto di accadere, ma che pure continua a restare sospeso, quasi indecifrabile, perennemente incompiuto.

I versi sono vita liberata dalle segrete dell’inconscio.

Questa voglia di altrove e altro odora di speranza cristiana, di passi spesi nell’attesa di qualcosa che ci sollevi da tutti i nostri patimenti terreni, inseguendo l’ombra di quella felicità capace di sfuggirci troppo spesso dalle mani per mancanze prima nostre che altrui: la felicità infatti – per dirla alla maniera di Democrito – dimora nella nostra anima, nella capacità di godere di ciò che abbiamo senza piegarci alla materialità oggi imposta come unico credo.

Scopri il libro: https://www.minervaedizioni.com/manufatti-del-dissesto.html

“Queste parole non ambiscono al consenso, chiamando all’appello il non percettibile. Sono la vita che ti prende per le viscere e ti trascina giù senza scampo in un susseguirsi di gioia e di angosce. Sono tutto il dissesto che siamo e che ci tocca vivere, il come si pronuncia”. Queste le parole dell’autore Gabriele Borgna.

Descrive così l’opera, il curatore Giancarlo Pontiggia: “C’è tutta la tradizione della poesia ligure in questo nuovo, secondo libro di Gabriele Borgna, in cui si leggono gli echi – mai dimenticati – dei fratelli Novaro, di Ceccardo, di Sbarbaro, e naturalmente del grande Montale, fin sull’orlo della poesia di questi ultimi anni, che non a caso il giovane Borgna celebra fin dagli eserghi dedicati a Nanni Cagnone, Giuseppe Conte, Massimo Morasso. Lo dice il paesaggio evocato per strappi e per cenni, in cui compaiono portici «smangiati dalla spuma», carrugi, arenili, lampare, gozzi in secca, scenari poveri e arcaici battuti dai venti, morsi dal sale marino. La poesia di Borgna è una poesia che nasce – come dice il titolo – da un «dissesto», una lacuna dell’anima, una crepa che si allarga progressivamente, fino a mostrare un buio che è l’altra faccia della luce del mondo. Il poeta stesso viene ritratto in pose allucinate e sospese, cariche di tensione e di attesa («quel mio stare a lato / fissando le macerie, / una guerra di posizione / sul fronte dell’abisso»), a volte con esiti sentenziosi: «Siamo l’infiorescenza dell’aloe, / anime spaiate / appese alla realtà».

E il cielo non è solo quello di Liguria, ma anche un cielo «interno», su cui «un’altra lingua irrompe / dall’utero del non ancora, / germogli di rose e di mirto / parole non parole». Qui ha inizio il libro, come dopo un diluvio, alle soglie di un mistero che l’anima intuisce, ma non sa ancora riconoscere.”

“Comunicatore, temerario, testimone, profeta, visionario, internauta: com’è o come dev’essere il poeta degli anni Duemila, già ampiamente iniziati? – osserva la direttrice della Collana Cinzia Demi – Vorremmo cercare di scoprirlo attraverso le produzioni dei giovani autori, consideriamo tali gli under 40, e il loro approccio all’idea di poesia, all’idea di quest’arte che possa farci inquadrare il suo creatore, appunto, come un poeta. Secondo il mio parere si tratta di una miscellanea di tutte queste qualità che formano un talento, un talento mvero, capace di donare incantamento. Perché in fondo la poesia è incantamento che passa attraverso la parola, usata come strumento, come mezzo per relazionarsi con il reale, se pure composto di mille contraddizioni: strumento umile e gratuito, naturale e potente, certo e variabile, capace di mettere a fuoco riadattandosi al sentire, un’idea, un fatto, un pensiero, un sentimento. Senza questa mediazione non avremmo la più antica delle arti che, unita alla memoria, ci permette di raccontare la verità della vita, la bellezza feroce, gioiosa e dolorosa del suo mistero che incanta, innamora e chiede di essere detto. Il poeta, in sintesi, è l’aedo del mistero e della verità racchiusi nella vita.”

“La poesia è il tutto che cerca di dirsi per condurre l’uomo oltre il campo della semantica e dare un senso altro e pieno all’esistere di chi scrive e di chi leggerà a posteriori. È un luogo dove l’io si tramuta in noi e viceversa, la congiunzione fra ragione e sogno, un vento che ci batte modellando ciò che saremo” conclude l’autore.

BIOGRAFIA

Gabriele Borgna (Savona, 1982) vive a Porto Maurizio (Imperia). Del 2017 è la silloge d’esordio Artigianato Sentimentale (Puntoacapo Editrice, prefazione di Giuseppe Conte), presentata al Salone Internazionale del Libro di Torino e al Festival Internazionale di Poesia di Genova. È curatore del Concorso Internazionale di Poesia Parasio –Città di Imperia, e membro del comitato scientifico del Festival della Cultura Mediterranea. Suoi testi sono presenti in antologie, riviste e siti letterari italiani ed esteri.