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Minerva – Pietro Citati e Lorenzo Capellini raccontano Cervo, la riviera dei fiori

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“Cervo Riviera dei Fiori”
di Pietro Citati con le fotografie di Lorenzo Capellini

Esce in libreria l’11° volume della collana “I luoghi dei sentimenti”, una raccolta di pubblicazioni uniche e suggestive che vede il curatore Lorenzo Capellini accompagnare illustri scrittori nei loro luoghi del cuore.

“Cervo Riviera dei Fiori” è un originale reportage assemblato a quattro mani che rappresenta un’equilibrata fusione di immagini e letteratura, di scatti carpiti durante i vagabondaggi per le strade di questa città e le illustrazioni letterarie composte in presa diretta dallo scrittore Pietro Citati.

Tra immagine e parola si crea una tensione che diventa comune sensibilità di inquadrature e identità d’occhio, d’amore, che tradisce più passione che mestiere.

Le fotografie di Lorenzo Capellini restituiscono una grande emozione che si fa addirittura olfattiva e tattile al ricordo dei luoghi e dei momenti evocati.

https://www.minervaedizioni.com/cervo.html

Pietro Citati, scrittore saggista critico letterario, è nato a Firenze nel 1930. Scrittore poliedrico, si è cimentato con successo nella saggistica e nella biografia letteraria di grandi scrittori: Omero, Manzoni, Kafka, Goethe che gli fece vincere il Premio Viareggio, Tolstoj che gli fece vincere il Premio Strega, Katherine Mansfield con cui vinse il Premio Bagutta, Leopardi, Proust e altri. Ha dedicato varie opere anche ai miti dei popoli antichi e della grecità, Omero innanzi tutto, alle dottrine religiose e filosofiche. È stato insignito di varie onorificenze in Italia e in Francia.

«Il luogo a cui sono più legato al mondo è un paese nella costa di ponente della Liguria, Cervo, a metà strada tra Alassio e Imperia. È un paese bellissimo: probabilmente il più bello della Liguria. È molto antico. E le rare volte in cui penso al mio passato, mi accorgo che Cervo è l’unico luogo che conservo, intero o quasi, nella mente.» Pietro Citati

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Lorenzo Capellini. Dal 1958 al 1964 vive a Londra dove inizia l’attività di fotografo. Collabora con il “Mondo” di Mario Pannunzio.
In Inghilterra realizza servizi e documentari per la Rai, tra cui la serie Aria di Londra. Nel 1964 si trasferisce in Africa per alcuni anni. Alla fine del 1969 torna in Italia, a Milano, concentrando il suo lavoro soprattutto sugli artisti e nella fotografia industriale, nella moda, nell’architettura e nell’arredamento. Tra il 1969 e il 1972 è in Brasile, in Messico e a Cuba. Dal 1974 al 1986, su invito del presidente della Biennale di Venezia, ha l’incarico di fotografo ufficiale della prestigiosa istituzione. Nel 1979, e negli anni successivi, torna in Africa con Alberto Moravia per il “Corriere della Sera”. Dal 1984 al 1990 è fotografo ufficiale del Teatro Comunale di Bologna. Nel 1989 ha una sua personale al Beaubourg a Parigi. Per l’editore Umberto Allemandi & C., realizza la collana “Guide di architettura di città italiane”. Dal 1992 e per alcuni anni è invitato dall’International Fund for Animal Welfare, nei ghiacciai del nord del Canada e per due anni in Sud Africa. Nell’ottobre 1995, una mostra curata dalla Fondazione Italiana per la Fotografia, Fotografie dal 1954 al 1995. Per il Teatro alla Scala di Milano fotografa spettacoli di balletto e opere liriche. Del marzo 2002 è il volume Il Prato della Valle (ed. Umberto Allemandi & C.), e dello stesso anno il libro Giotto, vis-à-vis (ed. Umberto Allemandi & C.), sugli affreschi di Giotto nella cappella degli Scrovegni di Padova, dopo i restauri. Nel 2004 la Galleria d’Arte Moderna di Bologna, per la rassegna “Il Nudo fra ideale e realtà”, lo invita per una personale sul tema del nudo. Nel 2008 pubblica La mano di Palladio con testo di Paolo Portoghesi e Il fascino dei Cavalli (ed. Umberto Allemandi & C.). Nel 2007, in occasione del centenario della nascita di Alberto Moravia, dedica al grande scrittore e amico la mostra e il catalogo La mia Africa con Alberto Moravia (Minerva Edizioni). A Milano cura la mostra e il catalogo Aldilà del muro (Minerva Edizioni) in occasione del ventennale della caduta del Muro di Berlino. Nello stesso anno, nel Museo della Zacheta a Varsavia, cura la mostra Il teatro di Jerzy Grotowsky, e a Roma, presso la Camera dei Deputati, la mostra e il catalogo Veneto Barbaro di muschi e nebbie (Minerva Edizioni). Del 2011 è la mostra Forme Nude, che è invitato a esporre alla Biennale di Venezia (ed. Skirà). Per i 150 anni dell’Unità d’Italia la mostra L’Italia per Garibaldi a Firenze e a Roma (cataloghi Minerva Edizioni). Nel 2014 la mostra Lorenzo Capellini. Fotografie dal 1954 a oggi, al Palazzo Ducale di Genova. Nel 2014 pubblica Vita e sguardi di un fotografo (ed. Rubbettino). Per Minerva pubblica inoltre Pantelleria luci e colori (2011), Garibaldi per l’Italia. L’Italia per Garibaldi (con Giovanna Portoghesi, 2011), Autunno in Calabria (con Marina Valensise, 2013), Con D’Annunzio al Vittoriale (2015) e In Africa (2016), L’isola il cui nome è iscritto nel mio (con Raffaele La Capria, 2016), La mia Sicilia (con Dacia Maraini, 2017).

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