Egr. Sig. Ministro Martina, anche ieri sono morti 3 agricoltori schiacciati dal trattore, due schiacciati dal mezzo e uno dal rimorchio.
Con questo volevo solo dirle che polemizzare attraverso le pagine del Manifesto, con me, un volontario che dal 1° gennaio 2008 monitora, senza percepire neppure un euro, e lavorando diverse ore al giorno le morti sul lavoro è assurdo. Ho cominciato a farlo dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, 7 lavoratori morti pochi settimane prima Ancora più assurdo scrivere “certe polemiche di qualcuno”. Da anni tempesto di mail chi ci governa, scrivendo che i morti sul lavoro stanno aumentando e non calando, che sono molti di più di quelli che denuncia l’INAIL che monitora solo i propri assicurati. Per anni sono stato ignorato, ma ormai tutti gli italiani sanno che quello che scrivo è vero: che l’INAIL monitora solo i propri assicurati. I morti sui luoghi di lavoro (escluso l’itinere) sono oggi 12 novembre, dall’inizio dell’anno 615, erano secondo i nostri dati 573 nello stesso giorno del 2008, il 6,6% in più. Lo stesso giorno del 2014 sono stati il 6,9% in più. A questi poi occorre aggiungere ne almeno altrettanti che muoiono sulle strade e in itinere. Il 33% di tutti i morti sul lavoro sono nel comparto agricolo, la politica, il governo, Stampa e televisioni sono state tempestate dall’Osservatorio che dirigo di mail. A Lei chiedevo di fare qualcosa per le centinaia di agricoltori che ogni anno muoiono schiacciati dal trattore. Il 28 febbraio del 2014 ho mandato una mail a Lei, a Renzi e Poletti, vi chiedevo (come da diversi anni a chi vi ha preceduto) di fare almeno una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo, perché dai dati raccolti nel corso degli anni sapevo che entro pochi giorni sarebbe ricominciata la strage, Niente neppure un twitter da parte Sua, di Renzi e Poletti. Chiedevo (come tutti gli anni) che venissero messi a disposizione dei fondi per mettere in sicurezza i vecchi trattori. Nel 2014 ne sono morti così atrocemente 152 (un morto sui luoghi di lavoro su 5 è causato dal trattore). Quest’anno ne sono morti già 127 e 91 nel periodo d’apertura dell’EXPO. Poi come scrive Le sul Manifesto i l’INAIL ha messo recentemente a disposizione die fondi, e io credo che anche la campagna portata avanti dall’Osservatorio nel corso di tutti questi anni sia stata determinante. Ma i cittadini non contano niente e il merito deve sempre andare a chi è in alto. Tutti gli italiani sanno ormai che il trattore è un mezzo che uccide facilmente e per tante ragioni che non sto a elencare. E Lei che cosa fa invece di ringraziare un cittadino che con lavoro volontario dimostra coscienza civile? Polemizza con lui. Cerchi invece d’impegnare le sue energie al massimo per ridurre il numero di queste tragedie che è veramente spaventoso. Poi cercate di capire come mai in questi anni sono passati con la complicità dei media messaggi su “favolosi” cali delle morti, E in base a questi presunti cali leggi che hanno ridotto la Sicurezza sul lavoro, mentre invece i morti, se si prendono in esame tutti i morti per infortuni non sono mai calati . Poi sarebbe anche opportuno rivedere la Legge Fornero, come potrà vedere nel grafico allegato che c’è stato un forte incremento delle morti sui luoghi di lavoro tra gli ultra sessantenni, costretti a svolgere lavori pericolosi con riflessi poco pronti e acciacchi di varia natura. Tra l’altro con pericolo per se e per gli altri. Aspettando una sua risposta che non sia polemica mi metto a sua disposizione. Cordiali saluti Carlo soricelli.curatore dell’osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it In allegato la mail che gli ho spedito il 28 febbraio 2014 e il grafico sugli ultra sessantenni
Sicurezza in agricoltura, la replica del ministro Martina
Maurizio Martina
Pubblicato 5.11.2015, 22:04
Cara direttrice, ritengo opportuno rispondere alla lettera di Carlo Soricelli pubblicata martedì scorso sul Suo giornale, intitolata «L’Expo e il trattore».
Al di là dei toni, stupisce infatti che il nostro impegno per garantire condizioni sicure di lavoro, portato avanti in questi mesi di governo, sia stato ignorato proprio da chi si occupa in prima persona di queste tematiche. Eppure prevenzione e sicurezza sono al centro della nostra azione politica.
Con la Legge di stabilità, infatti, abbiamo realizzato una misura strutturale insieme a Inail. Con 45 milioni di euro nel 2016 e 35 milioni di euro per ogni anno a partire dal 2017 incentiviamo il rinnovo delle macchine agricole, puntando su tecnologie innovative, sicure e sostenibili, con l’obiettivo di favorire il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Con l’istituzione di un fondo specifico, presso l’Inail, verranno finanziati gli investimenti per l’acquisto o il noleggio con patto di acquisto di macchine o trattori agricoli e forestali.
Sempre per sostenere l’ammodernamento della meccanizzazione nelle aree rurali, attraverso i Programmi di sviluppo rurale regionali, saranno messi a disposizione, fino al 2020, più di un miliardo di euro da investire in sistemi innovativi per le imprese, con un contributo che va da un minimo del 40% a un massimo del 50%. Interventi non banali con cui vogliamo alzare gli standard di sicurezza. Anche sul fronte prevenzione, questione cruciale, abbiamo messo in campo azioni mirate. La revisione periodica, ad esempio, per cui abbiamo firmato con il Ministero delle infrastrutture un decreto che colma finalmente una lacuna dell’ordinamento legislativo in materia. Non capisco poi il tentativo di confondere la questione sicurezza con Expo, che è stata un’esperienza irripetibile per il settore e tutto il Paese, con ricadute positive sia in termini di immagine che economiche, che raccoglieremo anche nel medio e lungo periodo. Così come è stata una piattaforma di confronto globale sui principali temi dell’agroalimentare, compreso appunto il problema sicurezza a cui abbiamo dedicato numerosi approfondimenti.
Questi incontri sono la base per aprire un’ulteriore e più ampia discussione su queste tematiche e mettere in atto un deciso cambiamento che faccia della cultura della sicurezza lo scopo primario di una società più moderna e civile. Per arrivare a tutto ciò serve l’impegno di tutti e non certo polemiche di qualcuno.
Cordialmente,
Maurizio Martina, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali






