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MORTI BIANCHE PER FOLGORAZIONE: LA MORTE DI ANGELO PAOLOZZI, 37 ANNI, DOVREBBE INDURRE AD UNA PROFONDA RIFLESSIONE

epigrafe dei decessi sul lavoro e che dovrebbe spingere a riflettere tutti noi sull’importanza di ogni singola vita.

Perché questi tremendi incidenti mortali che spezzano l’esistenza di centinaia di lavoratori ogni anno (a fine luglio 2012 erano già 308 i decessi in ambiente ordinario di lavoro in Italia) non devono rimanere nel limbo della mera notizia di cronaca che ‘vive’ una manciata di secondi per la sua lettura, ma dovrebbero indurre ad un maggior impegno per tradurre gli obblighi legislativi già esistenti in concrete azioni mirate ad acquisire un modus operandi “sicuro”. Solo quando imprenditori e lavoratori avranno conseguito un’abitudine a operare in completa sicurezza si potrà parlare di cultura acquisita.

Spesso, tra le principali cause di tante tragedie c’è la sottovalutazione del rischio che porta a trascurare l’importanza del rispetto delle procedure di sicurezza. Ecco perché, per evitare casi simili alla tragedia trevigiana, è fondamentale approfondire le tematiche della valutazione del rischio elettrico e della gestione della sicurezza elettrica in azienda; sarebbe sufficiente osservare e applicare rigorosamente le norme esistenti (CEI EN 50110-1 e CEI 11-27), che purtroppo ancor oggi sono sconosciute a molti addetti ai lavori. Non molti sanno infatti che ciascun impianto elettrico aziendale dovrebbe essere affidato alla responsabilità di una persona, denominata “Responsabile dell’Impianto” (RI) e i lavori stessi affidati ad un “Preposto ai lavori elettrici” (PL), qualifiche che vanno attribuite a personale appositamente formato.

Non è più tollerabile che a tutt’oggi sfuggano ancora questi concetti dettati da norme di sicurezza elettriche in vigore da molti anni.

L’appello alla sicurezza si dovrebbe concretizzare anche attraverso coloro che hanno il compito di sanzionare i comportamenti illegali. Necessita insomma anche una maggiore severità nei controlli.

Un esempio di concreta lotta agli “evasori” della sicurezza è dato dal procuratore di Torino Raffaele Guariniello, il magistrato che più di tutti negli ultimi decenni ha combattuto in prima linea per rendere Giustizia alle vittime innocenti del lavoro nel nostro Paese. E sarà con noi proprio a Treviso il 24 settembre per contribuire a diffondere i messaggi di sicurezza nel nostro territorio.