Gentilissima Maria Pia, come richiesto sono a darvi l’attuale situazione delle morti sul lavoro aggiornate a oggi 18 marzo 2014.
A oggi, dall’inizio dell’anno sono morti sui luoghi di lavoro 95 lavoratori e oltre 200 se si
aggiungono i morti sulle strade e in itinere. L’Osservatorio l’ho aperto il
1° gennaio 2008, dopo pochi giorni della tragedia della ThyssenKrupp di
Torino: cercavo notizie in Internet sulle morti sul lavoro, ma quelle più
recenti erano dell’INAIL però vecchie di quasi un anno. Subito mi accorsi
che c’era qualcosa che non andava e di poco chiaro, nelle tabelle excel mi
risultavano molti più morti si quelli diramati dalle statistiche ufficiali.
Denunciavo già dall’ora quest’ anomalia, ogni anno mi trovavo a registrare
mediamente il 30% delle morti in più. Ma su questo argomento, nonostante
migliaia di mail, mandate a politici, giornalisti, media ecc. Nessuno si è
mai degnato di rispondere. Solo recentemente ho avuto la certezza che
quello che scrivevo era corretto. L’INAIL monitora solo i propri assicurati
e tantissimi lavoratori morti sul lavoro e in itinere non lo sono. Le Forze
Armate tutte, i Vigili del Fuoco, i lavoratori in nero, agenti di
commercio, agricoltori già pensionati e soprattutto le partite IVA
individuali che hanno un’assicurazione propria. Per non parlare di altre
infinite situazioni e contestazioni da parte dei familiari di lavoratori
morti o che hanno subito infortuni gravi. Il problema vero e gravissimo è
che con queste morti “parziali” che non comprendono tanti lavoratori, si
sono alterate le percezioni del fenomeno, si sono fatte leggi contro “la
burocrazia” e alleggerite le norme sulla Sicurezza. In realtà, se si
monitorano tutte le morti, posso dimostrare che quell’ormai lontano 1°
gennaio 2008 le morti sono sempre state costanti. Credo che tutto questo
sia stato fatto con molta leggerezza dalla politica, DI TUTTA LA POLITICA e
dei partiti che sono in Parlamento, e anche probabilmente non in buona
fede. Grave anche che con i dati così alterati si siano dirottate risorse
in direzione di categorie che hanno percentualmente pochi morti, mentre
altre come per esempio gli agricoltori e gli edili avrebbero bisogno di
un’attenzione particolare per il semplice fatto che in queste due categorie
muoiono ogni anno più della metà di tutti i lavoratori. Occorre anche
capire come queste risorse siano state spese e con che criteri. Dovrei fare
un “conteggio” accurato ma sui luoghi di lavoro, dal giorno dell’apertura
sono morti oltre 6000 lavoratori sui LUOGHI DI LAVORO e se si aggiungono le
morti sulle strade, ma qui è impossibile avere dati certi, penso che siano
altre 13000 i lavoratori morti complessivamente. Immaginate solo quante
milioni di partite IVA individuali si sono create dopo quell’anno e che se
muoiono sulle strade, sono classificate genericamente come morti per
incidenti stradali. Tutti quanti criticano i sindacati, ma c’è una verità
che è impossibile occultare, dove sono presenti le morti sono quasi
inesistenti. E solo per questo dovrebbe avere un valore inestimabile per
chi lavoro. Io sono sempre stato il primo a criticarli, lo faccio tuttora,
ma sono un baluardo contro queste barbarie. Per fortuna che abbiamo un
Presidente come Napolitano che ha sempre denunciato queste carneficine e
che recentemente, anche se è quasi passato inosservato quello che ha detto,
ha dichiarato che le morti delle statistiche ufficiali non comprendono
tutte le morti sul lavoro. Finalmente ho pensato io, il nostro Capo dello
Stato ha preso atto che ci sono tante morti sul lavoro che non appaiono e
che devono venire alla luce.
E questo cambierà completamente la percezione del fenomeno, i Ministri del
lavoro e dell’Agricoltura e lo stesso Primo Ministro Renzi, cui ho mandato
mail con la richiesta d’intervenire immediatamente, non potranno non
tenerne conto. C’è un ultimo aspetto che mi preoccupa molto, dai dati
raccolti risulta che i precari muoiono numerosissimi e questo ha un’ovvia
spiegazione. Chi è precario, oltre che bassi stipendi non può opposi
neppure alla scarsa sicurezza di un lavoro pena il licenziamento. E
pensare che nelle nuove leggi sul lavoro ci sia un’ulteriore
liberalizzazione del precariato: in pratica il lavoro a tempo
indeterminato, quello che stabilizza oltre che il lavoro (con anche la
Sicurezza) anche la famiglia di chi lavora non esisterà più. E che questa
precarizzazione sia poi portata a queste estreme conseguenze un Ministro
del Lavoro che viene dalle Cooperative, lascia una grandissima amarezza.
Carlo Soricelli Curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti
sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.com






