
L’Associazione Nazionale Carabinieri (A.N.C.) di Varazze, Sezione “Salvo D’Acquisto”, con il patrocinio della città di Varazze e la collaborazione dell’Atelier d’Arte Gambaretto di Albisola Capo e del Gruppo Artisti Varazzesi, organizza da mercoledì 21 a domenica 25 novembre 2018, la mostra di pittura e cimeli storici dell’Arma dedicata alla “Virgo Fidelis”, Patrona dell’Arma.
Inaugurazione dell’esposizione d’arte visiva, sui temi legati all’iconografia tradizionale dell’Arma dei Carabinieri ed arte personale degli artisti partecipanti, allestita presso la propria sede di via Baglietto n.9-11, si terrà alle ore 10:00 di mercoledì 21 novembre, visitabile fino a domenica 25 novembre con il seguente orario: 10,00/12,00 e 14,00/18,00 – sabato 10,00/12,00 e 14,00/17,00.
Gli organizzatori invitano la cittadinanza e i gentili ospiti ad intervenire. Ingresso libero.
A lato l’immagine della Vergine Maria raffigurante la “Virgo Fidelis”, un’opera di Caterina Galleano appositamente realizzata per questa esposizione, che l’artista ha deciso di donare all’Associazione d’Arma varazzina.
“Virgo Fidelis”
Da www.carabinieri.it:
«Sotto questo nome la Vergine Maria è divenuta Patrona dell’Arma dei Carabinieri dall’11 novembre 1949, data di promulgazione del Breve relativo di Papa Pio XII, che in tal senso aveva accolto il voto unanime dei cappellani militari dell’Arma e dell’Ordinario Militare per l’Italia.
Il titolo di “Virgo Fidelis” era stato sollecitato in relazione al motto araldico dell’Arma “Fedele nei secoli”.
La ricorrenza della Patrona è stata fissata dallo stesso Pontefice il giorno 21 del mese di novembre, in cui cade la Presentazione di Maria Vergine.
La preghiera del Carabiniere alla “Virgo Fidelis” è dell’Arcivescovo Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, che nel 1949 era Ordinario Militare.
Eccone il testo:
“Dolcissima e gloriosissima Madre di Dio e nostra, noi Carabinieri d’Italia, a Te eleviamo reverente il pensiero, fiduciosa la preghiera e fervido il cuore!
Tu, che le nostre Legioni invocano confortatrice e protettrice col titolo di “Virgo Fidelis”,
Tu accogli ogni nostro proposito di bene e fanne vigore e luce per la Patria nostra,
Tu accompagna la nostra vigilanza, Tu consiglia il nostro dire, Tu anima la nostra azione, Tu sostenta il nostro sacrificio, Tu infiamma la devozione nostra!
E da un capo all’altro d’Italia suscita in ognuno di noi l’entusiasmo di testimoniare, con fedeltà sino alla morte, l’amore a Dio e ai fratelli italiani. E così sia!”. »
Fonte: (A.N.C.) di Varazze, Sezione “Salvo D’Acquisto”
www.ponentevarazzino.com
V I R G O F I D E L I S
L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE CARABINIERI SEZIONE DI VARAZZE
CON IL PATROCINIO DELLA CITTÀ DI VARAZZE E LA COLLABORAZIONE DI:
“Atelier d’Arte Gambaretto” di Albisola Capo e Gruppo Artisti Varazzesi
nei giorni: 21 – 22 – 23 – 24 e 25 Novembre 2018
O R G A N I Z Z A
(Presso la propria sede di Via Baglietto n.9-11)
MOSTRA DI PITTURA E CIMELI STORICI DELL’ARMA
DEDICATA ALLA “VIRGO FIDELIS”
P R O G R A M M A
mercoledì 21/11
? Ore 10,00 – 12,00 – apertura mostra arte visiva sui temi legati all’iconografia tradizionale dell’Arma dei Carabinieri ed arte personale degli artisti partecipanti
? 14,00 – 18,00
giovedì 22/11
? 10,00 – 12,00 e 14,00 – 18,00
venerdì 23/11
? 10,00 – 12,00 e 14,00 – 18,00
sabato 24/11
? 10,00 – 12,00 e 14,00 – 17,00
domenica 25/11
? 10,00 – 12,00 e 14,00 – 18,00
Dalla fondazione alla Seconda Guerra
mondiale
L’Arma dei Carabinieri fu fondata a Cagliari nel 1814 da
Vittorio Emanuele I di Savoia, con la denominazione di
“Corpo dei Reali Carabinieri”. Il loro nome derivava
dall’arma che portavano, la carabina. Il battesimo del fuoco
avvenne a Grenoble nel 1815, quando furono impiegati
contro i napoleonici. Seguirono poi interventi nel corso delle
guerre di indipendenza, di cui si ricorda una memorabile
carica a Pastrengo nel 1848. Variamente impiegati negli anni
successivi durante le guerre per l’Unità, si distinsero sia per
operazioni di guerra che per compiti di sicurezza pubblica.
Raggiunta l’Unità, i Carabinieri iniziarono a svolgere
funzioni più ampie di polizia e, nel 1861 ricevettero la
denominazione ufficiale di “Arma”, divenendo un corpo
militare integrato nell’Esercito (fino al 2000). La Prima
Guerra mondiale li vide impegnati sia sul fronte militare ma,
più che altro, con compiti di Polizia Militare a seguito della
disfatta di Caporetto che rischiava di dissolvere ciò che
restava dell’Esercito italiano. Il primo dopoguerra e
l’avvento di Mussolini, vide l’Arma tenuta in disparte per la
sua storica fedeltà al re, ciò nonostante fu utilizzata durante
la Campagna d’Africa, sia militarmente che,
successivamente, con compiti di ordine pubblico.
Dalla Seconda Guerra mondiale ad oggi
La Seconda guerra Mondiale travolse l’Arma, come il resto
d’Italia. L’episodio più saliente del loro impiego militare fu
la battaglia di Culqualber, in Abissinia, dove un intero corpo
di spedizione, si sacrificò, per quanto inutilmente, contro gli
Inglesi. L’armistizio dell’8 settembre 1943 portò l’Arma a
un inevitabile smembramento affidato più ai sentimenti
personali di ciascun membro che non a specifiche direttive,
tanto che la storiografia riporta di elementi sia a fianco della
resistenza (il sacrificio di Salvo D’Acquisto ne è simbolo)
che tra i Repubblichini a fianco dei tedeschi. La fine della
guerra vide una lenta riorganizzazione e l’impiego contro le
forze banditesche ed eversive specie in Alto Adige e in
Sicilia (Salvatore Giuliano). Gli anni ’60, con l’assunzione
del comando generale da parte del Gen. Giovanni De
Lorenzo, l’Arma si potenzia sotto ogni aspetto e diviene per
lo Stato un valido punto di riferimento al punto che, nel
1964, le venne addebitato addirittura un tentativo di
“golpe” (Piano Solo) come risposta al crescente terrorismo
interno. Il ventennio successivo, simboleggiato dalla figura
del Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa, vede l’Arma
totalmente concentrata alla lotta sia contro il terrorismo che
contro la mafia. Oggi, dopo l’inserimento in molteplici
missioni internazionali all’estero, in missioni soprattutto di
peace-keeping, che però non hanno evitato tragedie come
quella di Nassirya, il personale dei Carabinieri, continua a
svolgere il proprio ruolo sul territorio italiano.







