Ammucchiata. I vocabolari, nel (tentare) di spiegartela, non si dilungano molto. Si fermano a due sole definizioni.
La prima: gruppo disordinato ed eterogeneo di persone o cose (nel gergo politico, alleanza occasionale tra partiti, gruppi economici e similari, che ha come unico scopo la spartizione del potere o la soddisfazione di interessi momentanei).
La seconda: rapporto sessuale collettivo e promiscuo. Un bel casino, insomma, da qualunque parte la si guardi o la si legga. Eppure, il Mondiale 2013 della F1 si chiude, si chiuderà, con una bella ammucchiata, e l’aggettivo che l’accompagna deve essere visto assolutamente in maniera positiva.
Merito di questo Gran Premio di Abu Dhabi che si è infiammato già alla prima boa quando, come in un autoscontro di fanciullesca memoria, sono andati ko proprio i due piloti di casa, Thani Al Qamzi ed Ahmed Al Hameli: parenti serpenti o solo una fatalità, l’agonismo, la voglia di farsi ammirare e applaudire dallo sceicco, come al solito accomodato in tribuna?
Poi la corsa è continuata con un triello, dai lasciatecelo dire per una volta!, per concludersi con il successo di Sami Selio, bissato il successo dell’esordio a Brasilia, su Philippe Chiappe ed Alex Carella, per raccontare subito in giro quello che succederà tra due weekend a Sharjah: sarà uno show, con il tavolo del poker che si è rianimato più che mai. Tre uomini raccolti in un fazzolettino, un quarto che difficilmente potrà giocarsi le sue carte iridate, anche se i numeri sono ancora dalla sua parte.
Tutti gli altri fuorigioco, in un casa da gioco lontana, a partire da Jonas Andersson con i suoi 27 punti nella bisaccia. Pochini per potersi accomodare al tavolo dei quattro grandi, ai quali è rimasto attaccato anche Shaun Torrente che, avendo messo mano al motore dopo le qualifiche (come Terry Rinker e Andersson), aveva dovuto scattare dalla dodicesima posizione in griglia.
SELIO HA FATTO DODICI
Sami Selio, si diceva. Una successo di bravura ed esperienza, perché non è facile andare a vincere subito su un catamarano che, di fatto, aveva visto solo quarantotto ore prima. Lui lo ha fatto centrando il weekend perfetto: pole e vittoria, sulla BaBa nata a Busto Arsizio, come fanno solo i grandi.
Apparentemente senza difficoltà, anche se Chiappe per un paio di volte gli è quasi arrivato sugli scarponi, approfittando magari un pochettino dei due interventi della pace boat a cui si è accennato.
Per il finlandese si tratta della dodicesima vittoria in carriera (raggiunto Francesco Cantando): comincia la caccia a Jonathan Jones, ora commentatore televisivo proprio sui campi di regata di questa F1 iridata. Da sperare, ovviamente, che la cosa non avvenga a Sharjah perché, se tifiamo Carella (dovremmo forse nasconderlo?), è facile sottolineare che, per il piacentino, senza fare troppi calcoli, senza arrovellarsi troppo il cervello, la maniera più semplice per centrare il tris consecutivo, in un Mondiale che comunque oggi è stato (almeno) messo in salvo, è unica: la vittoria. Già, perché i cinque punti che dividono il vincitore di tappa dal secondo classificato lo metterebbero comunque al riparo da qualsiasi imprevisto.
CHE FATICA!
«Ma certo che lo so – ci anticipa Carella un attimo prima di salire sul podio -, è la prima cosa a cui ho pensato alla fine di questa difficile gara. E non si vada in giro a dire che ho fatto dei calcoli, o che la mia sia stata una corsa da ragioniere. Non è nel mio spirito. Sarà stato lo stress della vigilia, magari anche il caldo, ma credo di non aver mai fatto tanta fatica! Sono distrutto! Per il resto è andato tutto bene, posso e devo essere soddisfatto del terzo posto. Dopo le qualifiche abbiamo risolto anche i problemini che avevamo patito al motore: non ho alibi, ho dato il massimo. Quei due però andavano come matti, ho provato ad attaccarli anche più volte, ma inutilmente. Vuol dire che ci proverò tra due settimane, anche se potrebbe succedere tutto e il contrario di tutto. Adesso avremo anche il tempo necessario per fare i conti per bene».
E se ne va con un sorriso leggero leggero, letteralmente strappato di mano alla stanchezza. Già, ci ha provato l’Alex, ma è stato sempre Selio a dettare il passo, forse per una scelta tecnica azzeccata, dicono gli esperti (un’elica più corta?) grazie alla quale, una volta fuori dalle virate, riguadagnava in rettilineo tutto lo svantaggio che i due dietro gli avevano mangiato poco prima.
Da non dimenticare, e non si potrebbe non averlo notato per via… della doccia patita dal pilota piacentino, anche un altro (piccolo?) inconveniente: la Dac con il numero 1 sulla livrea, ha perso il tettuccio e la cosa, di sicuro (anche se Carella non ne fa cenno…) può aver provocato qualche problema di stabilità.
A proposito di bella gara, invece, cavallerescamente parlando, non si può non applaudire il quarto posto della norvegese Marit Stromoy, mentre ha chiuso nono, ma con tanta rabbia in corpo, il meratese Valerio Lagianella, portacolori del Team Singha orfano del Franz:
«Guardate qui – spiega mostrando il proprio catamarano appena riportato sotto la tenda -: Rinker, visto che non riusciva proprio a sorpassarmi, mi è venuto dentro come un dilettante qualsiasi. Ho uno scarpone da rifare!».
Bilancio in rosso (motore rotto) per Rinni Osculati, mentre Ivan Brigada, dopo due giorni di lavori ininterrotti, sorride per il punticino portato a casa: «Non dico che per noi sia come un trionfo, perché a molti scapperebbe da ridere, ma dopo quello che abbiamo patito c’è da accontentarsi». Arrivederci a Sharjah (12-13 dicembre). Qui è arrivata l’ora dell’Aquabike.
Gran Premio di Abu Dhabi:
1. Selio (Fin, Mad Croc-BaBa); 2. Chiappe (Fra, Ctic China) a 2”41; 3. Carella (Ita, Qatar) a 5”41; 4. Stromoy (Nor, Nautica) a 11”53; 5. Torrente (Usa, Qatar) a 20”84; 6. Al Rubayan (Kuw, Atlantic) a 1 giro; 7. Rinker (Usa, Azerbaijan) a 2 giri; 8. Roms (Fin, Mad Croc-BaBa); 9. Lagiannella (Ita, Singha); 10. Brigada (Ita, Caudwell) a 5 giri; 11. Marszalek (Pol, Singha) a 6 giri. Ritirati: Andersson (Sve, Azerbaijan), Osculati (Ita, Nautica) e Xiong Ziwei (Cina, Ctic). Non classificati: Al Qamzi (Eau, Abu Dhabi), Al Hameli (Eau, Abu Dhabi), Benavente (Por, Nautica) e Shepard (S.Af, Caudwell).
Mondiale (dopo 5 prove):
1. Selio (Fin, Mad Croc-BaBa) punti 64; 2. Torrente (Usa, Qatar) 62; 3. Carella (Ita, Qatar) 60; 4. Chiappe (Fra, Ctic China) 54; 5. Andersson (Sve, Azerbaijan) 27; 6. Al Rubayan (Kuw, Atlantic) 26; 7. Al Qamzi (Eau, Abu Dhabi) 22; 8. Stromoy (Nor, Nautica) 18; 9. Cantando (Ita, Singha) 12; 10. Roms (Fin, Mad Croc-Baba) 10; 11. Benavente (Por, Atlantic) 9; 12. Al Hameli (Eau, Abu Dhabi) 7; 13. Marszalek (Pol, Singha) 6; 14. Lagiannella (Ita, Singha) 5; 15. Rinker (Usa, Azerbaijan) 4; 16. Osculati (Ita, Nautica) 2; 17. Brigada (Ita, Caudwell) 1.
Le gare già disputate:
Brasile (Brasilia): 1. Selio (Fin, Mad Croc BaBa); 2. Torrente (Usa, Qatar); 3. Carella (Ita, Qatar)
Ucraina (Kiev): 1. Chiappe (Fra, Ctic China); 2. Torrente Usa, Qatar); 3. Carella (Ita, Qatar)
Cina (Liuzhou): 1. Carella (Ita, Qatar); 2. Selio (Fin, Mad Croc-Baba); 3. Chiappe (Fra, Ctic China)
Qatar (Doha): 1. Torrente (Usa, Team Qatar); 2. Andersson (Sve, Azerbaijan); 3. Al Rubayan (Kuw, Atlantic).
Abu Dhabi (Eau): 1. Selio (Fin, Mad Croc-BaBa); 2. Chiappe (Fra, Ctic China); 3. Carella (Ita, Qatar)






