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Musica popolare e identità nazionali

Mercoledì 6 maggio 2015 presso la Biblioteca Universitaria di Genova, Hotel Colombia Via Balbi 40 alle ore 17.00, si inaugura un breve ciclo di tre incontri musicali dal titolo ”Musica popolare e identità nazionali” curati dal Dipartimento di Lingue e Culture Moderne dell’Università di Genova e dal Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Antichistica, Arti e Spettacolo durante i quali al racconto delle culture musicali e delle corrispondenti identità nazionali saranno affiancate performance e interpretazioni dal vivo di motivi tratti dai rispettivi repertori popolari.

La cultura nazionale non è il prodotto di una varietà di localismi, bensì il livello acquisito di solidità dell’architettura che li tiene uniti. Da sempre e in ogni latitudine, il patrimonio della musica e della canzone popolare rappresenta un elemento fondamentale nella costruzione e nelle rappresentazioni dell’identità, oltre che un archivio in progress della memoria collettiva, della microstoria e dei risvolti più emotivamente suggestivi di una società. Allo stesso tempo, è proprio grazie alla musica – insieme all’arte e alla letteratura – che lingue e forme distanti nella geografia si intrecciano scambiandosi mutuamente i loro codici e dando vita a nuove e ricchissime realtà culturali.

Insegnare le lingue e le culture significa confrontarsi anche con questi materiali che, forse meglio di altri, permettono di comprenderne e divulgarne le peculiarità e i linguaggi identitari, viaggiando attraverso il secolare rapporto che lega la poesia – e in generale la letteratura – alla musica popolare. Così, si può percepire alla stregua di un vero e proprio viaggio il percorso in tre tappe che la Biblioteca Universitaria di Genova propone fra maggio e giugno e che ha per titolo Musica popolare e identità nazionali – Percorsi di musiche, canti e parole attraverso Brasile, Europa ebraica, Mashreq e Maghreb.

Tre appuntamenti nel segno del dialogo fra diverse discipline, in cui docenti del Dipartimento di Lingue e Letterature moderne racconteranno altrettante culture musicali e le corrispondenti identità nazionali in contrappunto con artisti e performers che interpreteranno una scelta di motivi tratti dai rispettivi repertori popolari.

L’evento nasce con la collaborazione dell’Università di Genova, del DLCM (Dipartimento di Lingue e Culture Moderne), del DIRAAS (Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Antichistica, Arti e Spettacolo), del Centro Culturale Primo Levi, del Ministero dei Beni Culturali e delle Attività culturali e del Turismo, della Direzione generale delle Biblioteche e degli Istituti culturali e, naturalmente, della Biblioteca Universitaria di Genova.

PROGRAMMA DEGLI INCONTRI

Mercoledì 6 maggio ore 17.00 – Biblioteca Universitaria di Genova

IL BRASILE

con

Roberto Francavilla

(docente di Letteratura portoghese e brasiliana)

Barbara Casini

(voce e chitarra)

A produrre il miracolo di una cultura musicale così ricca come quella brasiliana è soprattutto l’incrocio fra la matrice popolare europea a quella africana. D’altronde, non si può leggere il Brasile, paese-continente dotato di uno dei patrimoni musicali più importanti al mondo, senza comprendere gli spostamenti umani e gli intrecci più eccentrici che lì hanno ibridato radici lontane: dall’arrivo dei portoghesi e l’incontro con gli indios alla diaspora africana con i suoi sincretismi; dalla megalopoli al sertão; dalla foresta amazzonica alle miniere e alle piantagioni. È proprio la musica ad aver svolto per secoli, e a svolgere tuttora, il ruolo di collante culturale del gigante latino-americano: il choro, il samba, la bossanova, i tropicalisti e i poeti che cantano (da Vinicius De Moraes a Chico Buarque) rivisitati dalla voce e dalla chitarra di Barbara Casini, in dialogo con Roberto Francavilla, docente di Letteratura portoghese e brasiliana.

Mercoledì 20 maggio ore 17.00 – Biblioteca Universitaria di Genova

L’EUROPA EBRAICA

con

Laura Quercioli Mincer

(docente di Letteratura e cultura polacca)

Raffaele Mellace

(docente di Storia della musica)

Enrico Fink

(voce e fisarmonica)

Diana Matut

(voce e narrazione)

Andreas Schmitges

(chitarra)

La musica ebraica ha origini antichissime, che risalgono ai tempi biblici. Nei vari paesi della Diaspora essa ha assunto le caratteristiche di un’espressione ibrida, nella quale agli influssi delle sonorità locali si unisce la ricerca di un’identità specifica. Nell’incontro del 20 maggio Diana Matut, musicologa, cantante e docente di yiddish all’Università di Halle-Wittenberg spiegherà, anzitutto grazie ad ascolti guidati, le peculiarità della musica rinascimentale ebraica in Europa Centrale e nell’Italia del Nord. Diana sarà accompagnata dalla chitarra di Andreas Schmitges. Il cantante e attore fiorentino Enrico Fink interpreterà e racconterà brani della tradizione chassidica e klezmer, caratteristica delle terre polacche. Introducono l’incontro Raffaele Mellace, docente di Storia della musica, e Laura Quercioli, docente di Letteratura e cultura polacca.

Mercoledì 10 giugno ore 17.00 – Biblioteca Universitaria di Genova

MASHREQ E MAGHREB

con

Manuela Giolfo

(docente di lingua, letteratura e filologia araba)

Muhammad Eid Al Chaleh

(voce e percussioni)

Abdelghani Harif

(liuto e voce)

La musica araba costituisce una tradizione che rivela una forte unità sovranazionale, nonostante l’enorme estensione della zona geografica d’influenza e l’arricchimento da parte dei differenti contributi locali. Organizzata secondo un sistema modale estremamente raffinato, essa è caratterizzata dal non aver sviluppato il concetto e l’uso dell’armonia. Molto spazio è riservato all’improvvisazione. L’amore che gli arabi da sempre hanno per la poesia ha conferito alla voce un grande rilievo come mezzo privilegiato d’espressione musicale. Il testo è il centro della partecipazione emotiva e scandisce le frasi musicali dei più antichi generi vocali. Il ?arab – l’incanto della parola cantata – vive nella grazia sofisticata dell’interpretazione di Muhammad Eid Al Chaleh – di Damasco – e di Abdelghani Harif – di Casablanca, che dialogano con Manuela Giolfo – docente di lingua, letteratura e filologia araba.