
Un equipaggio con età media sopra i novanta? Non è difficile farlo scendere in acqua, basta la voglia di esserci e tanta, tanta passione.
E così ieri, mercoledì 10 maggio, otto leoni del remo, condotti da un “giovane” timoniere che ha superato da tempo i settanta anni, sono scesi in acqua per dimostrare a tutti che si può fare. Sono tutti atleti che hanno detto la loro, ma che non accettano di attaccare il remo al chiodo. Franco Manno, Ferruccio Micocci, Giorgio Gatti, Sergio Cardoni, Gottardo Angella, Lucio De Angelis, Franco Zucconi, Renzo Mamma condotti dall’incredibile Dario Fogo e dall’entusiasmo di tutto il Circolo Canottieri Tirrenia Todaro si sono cimentati in una sfida contro l’età vincendo per distacco.
La loro fedeltà ai colori sociali è indiscussa come è testimoniato dalla lunghissima militanza nel circolo neroazzurro, ma questa iniziativa riveste un significato che va ben oltre la semplice uscita in barca. A solcare le acque del Tevere questa volta ci sono i protagonisti, dal secondo dopoguerra in poi, della vita sportiva capitolina. Quasi a ricordare a tutti che lo spirito sociale su cui si fonda l’anima di un circolo ha sempre radici profonde. Il Tirrenia non guarda al passato solo per mostrarsi blasonato agli occhi di tutti, il Tirrenia guarda al passato perché senza di esso non si costruisce il futuro. Solo forti valori societari possono creare compagini vincenti. Non si possono raggiungere risultati agonisticamente rilevanti senza il senso di appartenenza che si materializza nell’attaccamento ai colori sociali. Un sodalizio come il Tirrenia Todaro vive di questo.
Lo sanno bene i giovani atleti che si cimentano ogni giorno per migliorarsi. Questi nove atleti sono forti di una baldanza giovanile che li induce ancora una volta a lanciare una sfida: ci siamo soprattutto perché apparteniamo ad un modo di essere che si chiama Tevere. Quasi tutti hanno ricoperto la carica di presidente del Tirrenia, tutti hanno contribuito a realizzare il sogno che fu del fondatore Ernesto “Diddo” Todaro, per questo oggi sono scesi in acqua. Ma la cosa sorprendente è che sono disposti a ripetersi. Nello sport i vincenti non hanno età e questo è un patrimonio presente in ogni società di voga nel nostro paese. Altro che barca di Caronte, altro che anime prossime a passare a miglior vita, altro che Acheronte, qui si fa sul serio. Oggi si sono vissuti momenti emozionanti, qualche lacrima è scesa sui volti induriti dall’età e dal sole, ma tutto si è concluso come nella migliore tradizione davanti un piatto di pasta in riva all’amato fiume.
Pino Lattanzi







