
Foto Mario Giacomelli – Passato 1986- 90 – Rita Giacomelli
Quasi tutta l’Italia è in zona gialla e i luoghi della cultura hanno riaperto.
ECCO LE NOSTRE PROPOSTE DI MOSTRE
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NUOVE APERTURE
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Il Realismo Magico di Mario Giacomelli
Fotografie dalla Civica Raccolta
Esposizione permanente
Palazzo del Duca, Senigallia (AN)
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Le realtà del sogno
Il Gruppo Misa da Cavalli a Giacomelli
Fino al 30 maggio 2021
Palazzetto Baviera, Senigallia (AN)
A cura di Simone Giacomelli e Katiuscia Biondi
Senigallia Città della Fotografia ha deciso di rendere omaggio ancora una volta a Mario Giacomelli, uno dei maestri internazionali della fotografia del Novecento, dedicando un’ala del Palazzo del Duca ad un’esposizione permanente delle sue opere donate negli anni ‘90 dall’artista stesso al Comune: 80 fotografie selezionate e allestite in collaborazione con gli archivi Giacomelli rappresentati dai due direttori Simone Giacomelli e Katiuscia Biondi.
Non una mostra temporanea quindi, ma una vera e propria musealizzazione che vuole raccontare l’universo poetico ed artistico di Giacomelli proponendo una lettura innovativa della sua opera per temi e suggestioni con opere esposte per la prima volta.
Le fa da corollario una esposizione temporanea a Palazzetto Baviera Le realtà del sogno. Il Gruppo Misa da Cavalli a Giacomelli che indaga appunto il Gruppo Misa.
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QUELLO CHE DOVEVA ACCADERE
Un intervento personale a più voci
dell’artista Giovanni Gaggia
Esposizione permanente
Museo Tattile Statale Omero, Ancona
A cura di Stefano Verri
“Quello che doveva accadere” è un arazzo realizzato dall’artista e performer marchigiano nel quarantesimo anniversario della strage di Ustica, che chiude idealmente un ciclo che ha impegnato Giovanni Gaggia per dieci anni e riprende concettualmente quello realizzato cinque anni fa a pochi passi dalla Mole, sotto l’arco di Traiano. La particolarità è che la frase “Quello che doveva accadere”, suggerita da Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della Strage di Ustica, è scritta in Braille.
Ad accompagnare l’opera anche una serie di contributi sonori, in cui persone attive nel mondo dell’arte e della cultura italiana propongono una propria personale riflessione sul rapporto tra arte e memoria.
Il 12 marzo nel corso di un’azione programmata a conclusione dell’esposizione, Giovanni Gaggia chiuderà l’opera in un tubo di metallo con una scritta Braille e rimarrà permanentemente al Museo Omero.
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RIAPERTURE CON PROROGA
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BIENNALE LIGHT ART MANTOVA
Elogio della luce tra destrutturazione e ricostruzione degli spazi
Prorogata fino al 9 aprile 2021
Casa di Andrea Mantegna, Mantova
A cura di Vittorio Erlindo
con una sezione di black light a cura di Gisella Gellini e Gaetano Corica
E’ una mostra interante che è partita da Ascoli Piceno, è passata a Roma e ora come ultima tappa è arrivata a Senigallia a Palazzo del Duca. Vuole essere un modo per fare una riflessione e una prima ricognizione sullo stato dell’arte dopo il sisma del 2016, perché la mostra espone parte delle 51 opere – tra cui Jacobello del Fiore, Vittore Crivelli, Vincenzo Pagani, Cola dell’Amatrice, Giovanni Baglione e altri – che sono state restaurate grazie al contributo di Anci Marche e il Pio Sodalizio dei Piceno e ciò ha permesso di effettuare nuove attribuzioni e acquisire maggiori informazioni relative alle tecniche e i materiali utilizzati per la realizzazione delle opere.
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Rinascimento Marchigiano.
Opere restaurate dai luoghi del sisma.
Prorogata fino al 5 aprile 2021
Palazzo del Duca, Senigallia (AN)
A cura di Stefano Papetti e Pierluigi Moriconi
La Biennale Light Art di Mantova, dal tema Elogio della luce tra destrutturazione e ricostruzione degli spazi, propone una vera e propria sfida tra la light art italiana e internazionale e l’edificio con cui si confronta, ossia la Casa di Andrea Mantegna, uno fra gli artisti e architetti più importanti e affermati del Quattro-Cinquecento italiano.
La Biennale Light Art presenta 34 artisti che con le loro diverse sensibilità offrono un ampio e articolato spaccato delle tecniche e delle poetiche utilizzate.
E’ divisa in due sezioni: Ligh Art e Black Light, ossia quelle opere che si illuminano grazie alla luce di wood, sperimentate già nel 1949 da Lucio Fontana.
Nella sezione della Black Light sono presenti opere di Federica Marangoni, Mario Agrifoglio, Leonilde Carabba, Paolo Scirpa, Giulio De Mitri, Carlo Bernardini ai quali la Biennale vuole rendere omaggio quali esponenti storici di questa forma di arte. Inoltre nella sezione dedicata alla Light Art sono stati coinvolti sia artisti di fama internazionale sia figure più giovani che si sono cimentate per la prima volta nella Light Art quanto nella Black Light.
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REWILD
Prima installazione
PROLOGUE: DIATOMS IN THE MULTIVERSE
Fino al 21 marzo 2021
Galleria d’Arte il Vicolo, Milano
A cura del collettivo The Curators Milan
REWILD è progetto d’arte dal taglio sociale e senza fini di lucro che vuole far riflettere sui temi legati al Climate Change. Ideato, curato e realizzato dal collettivo di creativi The Curators Milan si svilupperà in sei installazione nel corso dell’anno anno che uniranno arte, design e nuove tecnologie con l’obiettivo di far riflettere sul concetto di empatia attraverso cui si può stimolare la salvaguardia della biodiversità del pianeta e con essa la nostra stessa esistenza.
PROLOGUE DIATOMS IN THE MULTIVERSE la prima installazione multisensoriale e immersiva che racconterà le diatomee, organismi unicellulari responsabili del 50% di tutto l’ossigeno necessario all’equilibrio biochimico del pianeta.
La scultura in ferro Dardo dell’artista Ludovico Bomben dialoga con una scultura 3D: questa freccia tesa in equilibrio punta verso l’ologramma di una Diatomea, rivelandone tanto la fragile microscopica presenza quanto la determinante importanza. L’installazione diventa così un dialogo tra l’opera fisica di Bomben e una scultura 3D, tra reale e virtuale, mostrando la visione intermittente di un’evanescenza da fruire non solo attraverso la vista, ma anche i suoni.
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ENZO MARI
FALCE E MARTELLO
Tre dei modi con cui un artista può contribuire alla lotta di classe
Prorogata fino al 31 marzo 2021
Galleria Milano,
Milano
L’esposizione ripropone a distanza di quasi cinquant’anni, una riproduzione fedele della mostra che aveva dato avvio alle attività della Galleria, ossia quella di Enzo Mari dedicata al simbolo della lotta di classe.
Ricostruita filologicamente grazie ad un’operazione di ricerca che ha coinvolto principalmente l’Archivio della Galleria Milano e l’Archivio Enzo Mari, da qui le opere in mostra, raffiguranti tutte la falce e martello: i due singoli oggetti d’uso, il simbolo progettato in studio, una grande scultura lignea, bandiere in lana serigrafate in diversi colori, una litografia riproducente la ricerca con 168 simboli, una serigrafia in due colori.
Per l’occasione è proiettato anche il film Comitati politici – Testimonianze sulle lotte operaie in Italia nella primavera del ’71, realizzato da Mari con il Gruppo di Lavoro, composto da alcuni studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.
La mostra è corredata da un volume edito da Humboldt Book.
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