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Ora CasaPound minaccia la Magistratura a Roma ma a gennaio 2018, se dalla Procura di Genova li avessero fermati, non sarebbe successo: Inviata oggi la documentazione a Roma

Risulta essere inviata oggi alle Autorità competenti di Roma la documentazione con la quale, già a gennaio 2018, il “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione” denunciava CasaPound:

«Ora CasaPound minaccia la Magistratura a Roma ma quando a gennaio 2018 li abbiamo denunciati nelle persone di Gabriele Parodi, Simone Di Stefano e Gianluca Iannone, accusati di aver violato le leggi che impediscono la ricostituzione e l’apologia del partito fascista, dalla Procura di Genova non li hanno voluti nemmeno indagare. Ricordo ancora bene quell’incontro con l’allora sostituto procuratore Luca Scorza Azzarà che iscrisse la nostra denuncia nel registro degli atti non costituenti notizie di reato (modello 45) »- ricorda Aleksandra Matikj, Presidentessa del Comitato – «e quando gli dissi: “Ma è possibile mai che lei non abbia ravvisato nemmeno un reato nella nostra denuncia? Ma secondo lei dire “Viva il duce!” e “Io sono fascista” è legale? Oppure chiamare puttana Laura Boldrini o negra la ministra Kyenge? Lo sa di rappresentare la Procura e lo Stato italiano? Mi dica che c’è stato un errore…”, il Pubblico Ministero mi minacciò: “Io non le devo dare alcuna spiegazione, io faccio quello che voglio. Ora se ne vada”, aggiungendo urlando: “Se ne vada, se no chiamo qualcuno che la scorti!”».

Successivamente il Procuratore capo Francesco Cozzi ha detto che non ravvisava nella nostra denuncia alcuna ipotesi di reato e quindi condivideva il ragionamento del PM titolare, pur facendo presente il tenore sicuramente poco educato dei commenti. Sono, dunque, rimaste impunite frasi come: “Viva il duce”, “Io sono fascista”, “Siamo orgogliosi di rappresentare il fascismo”, oppure contro noi migranti come: “… ora cadono le teste…”. Furono lasciate tranquillamente impunite pure le inaccettabili parole come “negra” per Cecile Kyenge, e “puttana” per Laura Boldrini».

Dopo pochi giorni, a Genova, veniva accoltellato un ragazzo soltanto perché Antifascista.

Seguirono diversi altri episodi in tutta l’Italia, di una violenza tanto sfrontata e grave da diventare un pericolo pubblico.

In effetti, ora stanno minacciando pure la Magistratura romana. E questo è il colmo.

È inaccettabile.

Intanto si chiarisca bene da Roma adesso il perché la Procura di Genova non ha agito, soprattutto in quel momento in cui CasaPound era ancora un partito politico di matrice neofascista che, perché non fermati, si sono addirittura poi candidati alle elezioni Europee.

Chiaro è oramai che si tratta di un movimento estremamente pericoloso che andrebbe fermato. Di certo, noi per Genova ci siamo sempre stati come Comitato, credo che il Patriottismo ci si addica: amiamo l’Italia e la rispettiamo. E come noi, dovrebbero proteggerla anche le Autorità competenti, in questo caso e soprattutto la Procura della Repubblica, che, si voglia ricordare, rappresenta lo Stato italiano.

Sul nostro tavolo, anche la possibilità di metterci in contatto con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Si lavora tanto per avere una società in cui ci sia del Rispetto reciproco e buon costume ma soprattutto un futuro senza violenza. Dobbiamo pensare anche ai giovani di oggi, che rischiano di assorbire questo clima aggressivo, salvare la nostra gioventù da chi predica la morte anche per noi Immigrati in Italia, sarebbe il primo passo per una civile ed amichevole convivenza», conclude la Matikj.