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Orangogo, il portale che aiuta le società sportive a riprendersi dall’emergenza sanitaria

Orangogo
Farhad Alessandro Mohammadi, Ceo Mamazen

Torino – Dall’idea al successo, tra gli investitori troviamo Business Angel molto noti e, a breve, vedrà l’ingresso di un importante investitore istituzionale. La storia della prima piattaforma in Italia che aiuta i professionisti, le società e le associazioni a coltivare la passione sportiva e farsi conoscere online, inizia dall’incontro di Giulia Pettinau, founder e Ceo di Orangogo (https://www.orangogo.it/), e Mamazen Startup Studio (https://mamazen.it/), la fabbrica di idee torinese che per prima ha importato dagli Stati Uniti un modello di investimento basato sulla scalabilità veloce di un numero selezionato di progetti ad alto impatto strategico.

Un modello vincente, stando ai risultati della piattaforma che fino al 2022 ha raccolto 1,4 milioni di equity e che conta oggi oltre 22.500 società iscritte in 3.600 comuni e piccoli centri in Italia, in cui è possibile scegliere tra più di 260 discipline sportive.

Secondo quanto riportato dall’ISTAT nell’Annuario Statistico Italiano 2020 , nel 2019 il 35,0% della popolazione con più di 3 anni di età pratica almeno uno sport nel tempo libero, il 26,6% in maniera continuativa e l’8,4% saltuariamente. Negli ultimi 15 anni le percentuali di chi pratica sport continuativamente sono generalmente aumentate, passando dal 15,9% fino al 24,5%, considerando anche quanto l’importanza del moto e dell’attività sportiva sia apparsa a tutti in modo ancora più chiaro durante il periodo di emergenza sanitaria. Tuttavia, le associazioni e i centri sportivi si sono trovati ad affrontare chiusure improvvise durante i recenti periodi di lockdown che hanno proposto l’allenamento da casa, senza però mai riuscire a sostituire lo sport in presenza, per cui invece la domanda è sempre in crescita.

“Siamo molto felici che una realtà nata dal nostro Startup Studio possa offrire sostegno alle realtà sportive in questo complesso e delicato momento di ripresa. Orangogo rappresenta un esempio di come una startup nata con la collaborazione di uno Studio sia stata in grado di crescere e affermarsi sul mercato rapidamente, intercettando anche l’interesse di investitori istituzionali. Successi resi possibili dalla validità di un progetto che è andato ad intercettare un bisogno reale del mercato: quello di facilitare chi ama fare sport a trovare il corso giusto al momento giusto, nel modo più rapido e chiaro, grazie a un portale che ascolta le esigenze di tutti, a partire dai gestori dei centri sportivi” spiega Farhad Alessandro Mohammadi.

In un mercato, quello dello sport, che solo in Italia vale più di 3 miliardi di euro, di cui oltre 120 mila euro rappresentati da piccole società, professionisti appassionati di sport e associazioni sportive, tra cui dilettantistiche, sono proprio i piccoli centri quelli che hanno più necessità di promuovere la propria attività e farsi conoscere grazie alle potenzialità del digitale. Oltre a diffondere la buona abitudine di praticare sport, dai più grandi ai bambini, e far emergere chi ha talento (o lo sta scoprendo). Proprio come Giulia Pettinau, appassionata di sport e con uno spirito libero e indipendente che l’ha portata a cambiare professione per dedicarsi al sogno di fondare una startup che potesse coniugare la sua forte passione per lo sport. Classe 1982, laureata in Economia e Commercio all’Università degli Studi di Torino, dopo aver ricoperto il ruolo di Marketing Manager in Yaskawa, importante multinazionale nel settore dell’automazione industriale, oggi è pioniera della rivoluzione digitale nel settore sportivo con la creazione del primo motore di ricerca degli sport. Con Orangogo, Giulia fa parte di quella fetta di imprenditoria femminile concreta e analitica, con i piedi per terra e che non si arrende mai.

“Quando ho pensato a Orangogo, nome che poi è stato pensato da Mamazen insieme all’attuale logo, vedevo nella mia testa un luogo virtuale che permettesse alle persone di scoprire il proprio talento nel settore dello sport. Con Mamazen abbiamo affinato l’idea, fino a quello che oggi è il primo motore di ricerca degli sport – commenta Giulia Pettinau, e conclude: “Abbiamo cominciato occupandoci esclusivamente dei bambini, poi ci siamo allargati e dedicati anche agli adulti. Attraverso il nostro sistema gli utenti possono cercare le attività a cui sono interessati, scoprire le caratteristiche e le abilità che aiutano a sviluppare, sia fisiche che mentali, anche grazie a schede dedicate complete di ogni informazione. Ai centri sportivi membri, invece, siamo in grado di fornire un sistema per coordinare le diverse attività professionali, dalle iscrizioni ai pagamenti, dai documenti ai tornelli virtuali. In sostanza mettiamo in contatto le persone con lo sport e con chi lo gestisce. Ci sentiamo promotori del benessere, che passa attraverso la pratica di discipline pensate per favorire molteplici capacità e attitudini”.

Orangogo è solo uno dei tanti esempi di come uno Startup Studio sia in grado di supportare imprese che raggiungono il successo sul mercato. Negli Stati Uniti e in Silicon Valley questo modello è già affermato da diversi anni e ha dato alla luce startup come Dollar Shave, venduta per un miliardo di dollari a Unilever nel 2016.

A proposito di Mamazen
Mamazen, fondata a Torino nel 2017 e attiva dal 2018, è stata la prima realtà ad implementare il modello dello Startup Studio in Italia. Nato da un’idea di Farhad Alessandro Mohammadi, è oggi uno dei pochi Venture Builder in Italia con un modello consolidato di generazione e validazione di idee in grado di migliorare e ottimizzare il processo di creazione e lancio di startup. Con un board composto da esperti nel settore dell’imprenditoria e con diverse Exit alle spalle, l’obiettivo finale è aumentare il success rate delle imprese lanciate sul mercato per creare business sostenibili in grado di avere un impatto occupazionale a lungo termine.

Il profilo di Farhad Alessandro Mohammadi
Classe 1976, Farhad consegue la laurea triennale in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Torino prima di buttarsi nel digitale. Con 12 anni di esperienza nel settore, ha gestito il team di vendita di Bakeca.it e ha successivamente coordinato quello di Glamoo.com come Direttore Commerciale, seguito da un exit a Pagine Gialle. Co-Founder di Pony Zero, 6 milioni di euro di revenue nel 2017 ed exit nel 2018. Business Angel, membro del Club degli Investitori, Farhad fa parte del board di Studiohub assieme ad Alex Maleki (Idealab) e Elliot Parker (High Alpha), nomi di spicco degli Studio a livello internazionale.