Sono CATANO Donato, Direttore Generale della Sarzanese Calcio Femminile e ora svuoto il sacco perché di essere preso in giro e veder prendere in giro la mia società , le mie atlete e il mio staff tecnico e medico NON NE HO VOGLIA e NON LO PERMETTO A NESSUNO.
Organizzazione, sicurezze sul futuro e serietà di intenti; questo si chiede al Dipartimento del Calcio Femminile, al presidente TAVECCHIO e tutte le persone che con Lui collaborano da Roma, ma questo non stà succedendo anzi ci riteniamo presi in giro, come società dilettantistica, come amanti del calcio femminile, come atleti e come staff tecnico/medico del calcio femminile.
Una settimana fa esatta con un COMUNICATO UFFICIALE, nr.75 del 24 aprile 2013, veniva sancito per la serie A2 girone A, quello di cui né facciamo parte, la seguente ufficialità :
“…OMISSIS……PROMOSSA IN SERIE A la Società C.F. SCALESE.
Retrocede alla categoria inferiore la Società GSF SPEZIA.
In virtù degli scontri diretti la Società ATLETICO ORISTANO risulta essere
classificata all’8^ posto. La Società ATLETICO ORISTANO avendo un vantaggio di
oltre 10 punti in classifica dalla Società Pol. Matuziana Sanremo 11^
classificata, in ossequio al C.U. N. 27 del 4 ottobre 2012 la gara di Play-Out
tra l’8^ e l’11^ classificata non verrà disputata. Pertanto la SocietÃ
A.S.D. POL. MATUZIANA SANREMO retrocede direttamente alla categoria inferiore…OMISSISâ€;
quindi da come si evince la mia società , la SARZANESE CALCIO FEMMINILE, si è salvata.
Abbiamo ufficializzato tutto sugli organi di stampa, rotto le fila e iniziato ad organizzare altre attività . Oggi con una telefonata della Signora COTTINI e seguente e-mail ci viene detto “CI SIAMO SBAGLIATI†dovete fare i play-out ed andare il 5 maggio a giocare a VILLACIDRO, per chi non conosce la locazione regionale si parla di Sardegna.
Ma siamo fuori di testa o stiamo semplicemente scherzando? Come si possono cambiare nel giro di 4 giorni le carte in tavola (segnalo che già per tutta la stagione al riguardo sono usciti vari comunicati ufficiali dei quali alla fine nessuno riusciva a comprenderne il senso e l’effettiva organizzazione) e dire ad una società dilettantistica, perché quello è che siamo anche se disputiamo un campionato nazionale di serie A2, spendi ancora soldi dopo tutti quelli già spesi per l’iscrizione, in un periodo di crisi economica anche con gli sponsor trova 5000,00 euro e vai a fare il play-out in Sardegna tanto se poi retrocedi puoi fare domanda di ripescaggio…che lo faccio a fare, mi domando lo spareggio? A che pro? E poi perché mi cambi le carte in tavola?
Ma se una cosa succedesse nel calcio maschile, ad esempio in serie B dicono all’Hellas Verona che ora i punti di distacco non sono più 10 per evitare i play-off ma devono essere 15 vi immaginate le battaglie mediatiche e di città che ci sarebbero.
Ci viene chiesto di far crescere il calcio femminile, ma in queste condizioni si fa solo morire perché anche una ragazza che per tutta la stagione lotta, legge che è salva ed il suo sforzo è servito a raggiungere l’obiettivo e dopo solo 4 giorni gli viene detto di ABBIAMO PRESO IN GIRO, le passa la voglia di continuare.
E quella voglia mi sa passando anche a me, non ho più nessuna intenzione di continuare in un’organizzazione disorganizzata dove le cose ufficializzate alla sera non valgono già più al mattino, dove con tutti gli sforzi economici ed atletici che fai non servono a nulla perché qualcuno a Roma si sveglia e ti cambia le regole GIA’ SCRITTE.
Credo che siamo giunti al ridicolo e che altre società , anche quelle promosse in serie A e quelle sicure di partecipare alla serie A2 anche il prossimo anno, anche quelle dei campionati regionali questa volta facciano sentire la loro voce e si rifiutino di far parte di una disorganizzazione totale dove le sicurezze non esistono se non quelle di pagare le iscrizioni nei tempi prefissati, e che iscrizioni, per poi essere presi in giro per tutta la stagione e soprattutto cambiare il significato di un comunicato ufficiale.
Voler crescere, vuol anche dire sapersi organizzare, mantenendo quello che si dice e non cambiandolo dopo pochi minuti.
Da Direttore generale proporrò al mio Presidente di rifiutarci di fare questi play-out presa in giro per tutti noi della Sarzanese Calcio Femminile, senza considerare l’impossibilità di organizzare in maniera adeguata una trasferta in Sardegna nel giro di tre giorni lavorativi e soprattutto evitare un ulteriore esborso economico non previsto e non considerato visto che una settimana fa la Lega Nazionale Dilettanti, Dipartimento Calcio Femminile con il comunicato ufficiale nr. 75 del 24 aprile 2013 ci ha ufficialmente salvato.
Spero che le altre società che fanno parte del calcio femminile si uniscano a questa mia protesta e mi scuso se sono stato prolisso ma l’essere presi in giro non và bene.
Cordiali saluti
CATANO Donato
DIRETTORE GENERALE SARZANESE CALCIO FEMMINILE






