
Due giorni di battaglia in un’atmosfera infuocata ed in uno spicchio di universo ligure occidentale unico e caratteristico: il succo del torneo di palla elastica o pallonetto o “baletta†tra il 6 e 7 luglio in quel di Borgomaro. Il secolare capoluogo della valle del Maro, caro ai Ventimiglia, ai Lascaris ed ai Savoia, quindi mai genovese, battezza il suo nuovo principe nella figura del giovane Paolo Chiapello, che ha la meglio sul gruppo degli agguerriti competitori assieme ai suoi esperti vassalli, un Claudio Semeria vero faro del gioco ed un Silvano Anfossi prode nell’assalto.
Quest’ultimo ha mostrato altri due colpi notevoli del repertorio, la rovesciata bassa e il colpo di reni a riprendere la palla da terra. Notevole, come notevole è stato l’impegno di tutti. Il caruggio centrale di Borgomaro è particolare: più ostacoli che a Sant’Agata di Oneglia, tra poggiolo, grondaie a iosa, spigoli, anditi, portici e rientranze. E infine una lama di luce che entra fra gli onusti palazzi spesso accecando i giocatori. La palla rimbalza in modo irregolare sulle secolari tacche di pietra, che completano il quadro. Nove squadre al via, i battitori sono preoccupati, il gioco è lungo e pieno, appunto, di insidie. L’organizzazione dei ragazzi di Borgomaro è notevole. Si impegnano in tanti, tra quelli che giocano e coordinano come Simone Pellegrino ed un Claudio Merlo che si arbitra tutte le partite. Molto importante il ruolo degli sponsors, tra cui Fratelli Merano, Olio Carli, Macelleria Tallone, Agriturismo Ca’ Sottane, Videoservice, Marinai d’Italia Sezione Diano Marina, Azienda agricola Ramò, Frantoio Sandro Tallone, con il supporto basilare dell’associazione locale “U Castelluâ€, del Comune di Borgomaro e degli chef Agostino Gandalino e Mario Pellegrino. Il gruppo era completato dai goliardici accenni ad altri collaboratori come Self Godeur, Slow Fox e 24/24. Lo striscione di Liguria Inside era ben presente a tutti e la cena del sabato sera appariva come un miraggio nella calura estiva, ma si è rivelata all’altezza dei profumi diffusi lungo la strada mentre si soffriva tra le pietre. Dopo i gironi eliminatori che servono a definire la pianta dei quarti di finale, farciti di errori ed incredibili prove di “aggiustamento del tiro†nel difficile agone, domenica gli ottavi hanno visto la terna quasi locale di Claudio Somà con Davide De Guglielmi e Jaiss Davide Camia prevalere sulla terna orfana del devastante Giovanni Ranoisio e comunque con uno scaltro Giorgio Cherchi. Chiapello vince adattandosi finalmente al gioco, senza strafare, contro il trio di Balestra, Sasso e Dulbecco, che pure ha mostrato certa resistenza. Ventimiglia nulla può contro un Davide Somà in crescita ed Enrico Michelis prova a giocare la carta delle battute infide di fronte ad debordante Federico Odasso, che alla fine ha la meglio grazie anche all’esperienza di Roberto Bernardi e di un baluardo come Luca Lepri. Nelle semifinali e nelle finali continua la battaglia ed emerge un dato: la presenza dei giocatori di Moltedo è massimale. È vero, il campo ove hanno tirato i primi pugni è una piazza ampia, molto diversa da questo caruggio. Però si adattano, eccome se si adattano. È così che su tre squadre in semifinale, ci sono due battitori di Moltedì (Davide e Claudio Somà ) e due terzini (Claudio Semeria e Silvano Anfossi). Alla fine sarà terzo posto per Claudio Somà e terzo per Federico Odasso e gran finale per un Chiapello in grande spolvero con Semeria ed Anfossi che ha la meglio per 5 giochi a 3 di fronte ad un Davide Somà vinto ma non domo, anche lui coadiuvato da figure esperte come Piero Merano e Luca Arrigo.
L’attenzione ora si sposta sulla prova di campionato italiano a Brescia del prossimo fine settimana, prima della kermesse di Moltedo nel fine settimana successivo.






