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Paralimpiadi: quinto il 4 con, sesto posto per il doppio

L’Italia del canottaggio chiude le Paralimpiadi con il quinto posto del quattro con (Mahila Di Battista, Andrea Marcaccini, Pierre Calderoni, Florinda Trombetta, tim. Alessandro Franzetti) ed il sesto del doppio (Daniele Stefanoni, Silvia De Maria). In queste specialità, sono la Gran Bretagna e la Cina a conquistare la medaglia d’oro ed a far festa nelle acque del Dorney Lake.

Dopo la qualificazione strappata a Belgrado ed il successo nel recupero di ieri, nulla da recriminare per il quattro con dopo l’odierna finale. Di Battista (Can. Gavirate), Marcaccini (Can. Firenze), Pierre Calderoni (CUS Ferrara) e Trombetta (Can. Milano), con al timone Franzetti (Can. Gavirate) difendono in maniera egregia il titolo paralimpico di Pechino 2008, conquistato in quell’occasione da Protopapa, Agoletto, Signore e Saccocci (al timone sempre Franzetti), lottando sino all’arrivo con grande determinazione. Lotta Gran Bretagna-Germania per l’oro, risolta a favore dei padroni di casa per 2’’06. L’Italia conquista la quinta posizione piazzandosi a 4’’69 dall’Ucraina, terza classificata, ed a 4’’48 dalla Cina. Sesto posto per gli Stati Uniti.

Buona partenza per Stefanoni (CC Aniene) e De Maria (Can. Caprera Torino) nel doppio. Quarti dopo i primi 250 metri, vengono superati poi da Stati Uniti ed Australia. Si conferma lo strapotere dei cinesi Lou e Fei, capaci in batteria di firmare il nuovo record mondiale di questa specialità. Argento ai francesi Bouge e Tardieu, attardati 5’’43 al traguardo, e bronzo per gli statunitensi Master e Jones. Gli azzurri sono sesti in questa Paralimpiade, risultato che segue il quinto posto all’ultimo Mondiale di Bled ed il quarto in Coppa del Mondo, quest’anno, a Monaco di Baviera.

“Mi aspettavo una gara così tirata, siamo partiti con la giusta cattiveria e concentrazione – ammette Stefanoni (CC Aniene) – Eravamo strafelici di esser entrati in finale, conoscevamo piuttosto bene il valore dei nostri avversari: ci abbiamo provato, in tutti i modi, ma purtroppo non siamo riusciti a esser incisivi nella seconda parte della finale. Va comunque bene così”. Il canottiere lecchese ringrazia la sua compagna d’avventura. “Non potevo trovare una compagna migliore di Silvia”. A seguirlo, sulle tribune del Dorney Lake, tanti amici ed il nipote Daniele Rusconi. “Mi hanno senz’altro dato una grande carica: ho sentito la loro presenza non soltanto durante queste gare ma anche nel corso del raduno di Gavirate poiché chiedevano continuamente informazioni sulla nostra condizione”.

“E’ stata una gara meravigliosa, arrivata dopo un difficilissimo recupero in cui abbiamo centrato il nostro obiettivo: l’ingresso in finale – sono parole della capovoga torinese De Maria (Can. Caprera) – In questi ultimo anni il livello del doppio si è alzato tantissimo e noi ci siamo dovuti impegnare moltissimo per esser competitivi con avversari di questo calibro”. Dopo il tennis, il canottaggio. “Rispetto a Pechino 2008, la differenza è stata tutta nel tifo: il pubblico inglese ha accompagnato le nostre prove con grandissimo entusiasmo”. I ringraziamenti. “Daniele mi ha insegnato moltissimo, in particolare come affrontare a testa alta questa Olimpiade. Qui a Eton, sono venuti mia madre e mio fratello, un pensiero va anche ai miei nipotini Luca-Gin, Andrea e Lorenzo per il grande affetto che mi hanno trasmesso”.

“E’ un quinto posto importantissimo, per noi vale oro”. Sono queste, a caldo, le parole di Alessandro Franzetti, timoniere del quattro con azzurro. Da Bled 2011 a Londra 2012, la barca azzurra ha scalato ben dieci posti passando per la qualificazione paralimpica ottenuta lo scorso 5 maggio a Belgrado. “Siamo molto giovani, l’età media della nostra barca e 23 anni. In questa Paralimpiade, siamo riusciti a difenderci al meglio. Oggi la finale è stata entusiasmante: la nostra soddisfazione è tutta nel fatto che abbiamo dato il massimo e non ci sono rimpianti per questa grande avventura”.

Florinda Trombetta, l’atleta Milanese non vedente, ha ricoperto il delicato ruolo di capovoga nella sua prima Paralimpiade. “E’ stato bello arrivare sin qui, speravamo in qualcosa di più dopo aver vinto il recupero ma il quinto posto è comunque un buon risultato. Noi siamo partiti da Gavirate con grande convinzione nei nostri mezzi: siamo arrivati qui ben preparati ed abbiamo dimostrato di esser un buon equipaggio in tutte e tre le gare”. Ad applaudirla il fidanzato Francesco Cusati, campione di baseball che, come Florinda, da non vedente ha saputo condividere con il proprio limite attraverso una straordinaria passione per lo sport.

D’accordo con Florinda il fiorentino Andrea Marcaccini. “Da Belgrado in avanti, siamo cresciuti parecchio ed il merito va condiviso con la nostra CT Paola Grizzetti ed i suoi collaboratori. Nella delusione del mancato raggiungimento del podio, siamo comunque contenti e ringraziamo tutti i nostri sostenitori, parenti e amici, per averci seguito con tanto calore”.

Poche parole per il ferrarese Pierre Calderoni. “L’emozione è grandissima, il risultato lo consideriamo il punto di partenza per le prossime gare. Siamo giovani ed abbiamo ancora grande voglia di esser protagonisti in questo sport”.

La varesina Mahila Di Battista (Can. Gavirate) analizza l’intero quadriennio. “Questa finale è stata il coronamento di quattro anni di grandi sacrifici. Confidavamo nella possibilità di raggiungere il quarto posto, considerando Germania e Gran Bretagna un gradino sopra noi, ma evidentemente Ucraina e Cina avevano più benzina di noi. Il livello in questa specialità è cresciuto moltissimo: noi abbiamo dato tutto e per questo siamo soddisfatti”.

Il prossimo appuntamento per il canottaggio azzurro sarà quello dei Mondiali Universitari dal 7 al 9 settembre a Kazan in Russia. Nel week end successivo, Varese ospiterà gli Europei.

Foto Canottaggio.org