Paola Gianotti affianca il progetto Bike4Truce_Rims of Peace 2026, promosso dalla Fondazione Olos Onlus, diventandone testimonial e madrina ufficiale.
Il progetto nasce per sostenere e rilanciare il principio della tregua olimpica, sancito da una risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e sottoscritto da 165 Paesi, che prevede la sospensione dei conflitti armati nel periodo compreso tra una settimana prima dell’inizio dell’evento sportivo internazionale e una settimana dopo la sua conclusione (31 gennaio – 21 marzo 2026).
Bike4Truce_Rims of Peace 2026 si traduce in un ciclotour simbolico e non competitivo, che partirà da Milano il 17 marzo 2026 per raggiungere Bormio, nel pomeriggio di venerdì 20, attraversando Lombardia e Valtellina in quattro tappe. Lungo il percorso, gruppi di ciclisti potranno unirsi anche in autonomia, creando una mobilitazione diffusa e connessa attraverso i social.
Paola Gianotti e la bicicletta come impegno civile
Ciclista di endurance, coach e divulgatrice, Paola Gianotti è da anni impegnata nella promozione della bicicletta come strumento di cambiamento sociale, sostenibilità e dialogo. Detentrice di quattro Guinness World Record, tra cui quello di donna più veloce ad aver compiuto il giro del mondo in bicicletta, ha legato le sue imprese sportive a campagne di sensibilizzazione su sicurezza stradale, rispetto reciproco e diritti civili.
Nel 2016 è stata tra le promotrici del primo tentativo di candidatura della bicicletta al Premio Nobel per la Pace, iniziativa sostenuta anche dalla trasmissione Caterpillar di RAI Radio2.
Con Bike4Truce_Rims of Peace 2026, Paola Gianotti torna a sostenere questo messaggio in un momento storico particolarmente critico.
“La bicicletta è uno strumento semplice, accessibile, universale”, dichiara Paola Gianotti. “Proprio per questo può diventare un gesto politico nel senso più alto del termine: attraversare i territori, incontrare le persone, esporsi pacificamente per affermare che la guerra non è inevitabile. Bike4Truce_Rims of Peace 2026 è un invito a non restare fermi, a prendere posizione con il proprio corpo e con le proprie gambe, ricordando che la tregua olimpica non è un’utopia ma un impegno che il mondo ha già sottoscritto.”
Il progetto Bike4Truce_Rims of Peace 2026
Il ciclotour si inserisce nel percorso avviato da Bike4Truce, brand attivo dal 2011 e impegnato nella promozione della pace attraverso il ciclismo e il cicloturismo. L’iniziativa prevede, lungo il percorso, momenti di incontro con le comunità locali, l’inaugurazione di murales celebrativi e una raccolta fondi a favore dell’Associazione Marco Di Martino ODV ETS, impegnata in progetti di sostegno a minori in Togo.
Durante e dopo la pedalata verrà inoltre realizzato un documentario, diretto dal regista Mario Canci, che racconterà la partecipazione collettiva e le finalità dell’evento, anche in vista di una futura e rinnovata candidatura della bicicletta al Premio Nobel per la Pace.
Valerio Di Vincenzo, promotore di Bike4Truce_Rims of Peace 2026 e presidente della Fondazione Olos Onlus, afferma: “Il progetto è ambizioso, ma siamo convinti che, mai come oggi, in presenza di contrasti epocali che fanno temere la totale disgregazione e collasso degli equilibri mondiali, sia proprio la società civile a dover lanciare un forte segnale di convivenza pacifica con la sua pratica. Negli ultimi dieci anni ha fatto diverse esperienze di cicloturismo. Per me non si tratta soltanto di ‘vacanze in bicicletta’, ma di un modo diverso di viaggiare: lento, consapevole, profondamente legato ai territori attraversati e alle persone. Attraverso iniziative cicloturistiche seguiamo il modello delle organizzazioni che nascono ‘dal basso’ e che promuovono eventi ‘motivazionali’, che cercano alleanze con partner, grandi e piccoli, che realizzano nuove idee. Per questo i miei ringraziamenti vanno a Paola Gianotti che, per prima, ha creduto nel nostro progetto.
Per me la bicicletta è un mezzo ideale e reale, l’unico veicolo che è anche strumento capace di favorire la salute delle persone e degli ecosistemi e che ha un potenziale anche come arma pacifica di azione di massa.
Io ci credo, anzi, il mio sogno, e non solo il mio, è quello di candidare la bicicletta a Premio Nobel per la Pace.”
Un invito aperto ai ciclisti
Bike4Truce_Rims of Peace 2026 è aperto a ciclisti, associazioni e gruppi che vogliano partecipare anche solo a una singola tappa, condividendo il messaggio della tregua olimpica e della pace. L’iscrizione è gratuita; maggiori informazioni a questa pagina: https://www.archasalutis.it/bike4truce/il-ciclotour/.
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DETTAGLIO TAPPE
17/03: Tappa 1 | Milano – Trezzo sull’Adda
📏 43,3 km
🔗 Komoot: https://www.komoot.com/it-it/tour/2761054067
18/03: Tappa 2 | Trezzo sull’Adda – Lecco
📏 38 km
🔗 Komoot: https://www.komoot.com/it-it/tour/2761555191
19/03: Tappa 3 | Lecco – Sondrio
📏 88,9 km
🔗 Komoot: https://www.komoot.com/it-it/tour/2741291566
20/03: Tappa 4 | Sondrio – Bormio
📏 68,5 km
⬆️ Dislivello positivo: 1,110 m / ⬇️ Dislivello negativo: 220 m
🔗 Komoot: https://www.komoot.com/it-it/tour/2741324464
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A proposito di Paola Gianotti
Classe 1981, laurea in Economia e Commercio, Paola Gianotti è una coach e speaker motivazionale, ultra-ciclista e 4 volte
Guinness World Record, tra cui quello della donna più veloce ad aver circumnavigato il globo in bici. L’atleta porta avanti da
anni una campagna per la sicurezza dei ciclisti sulle strade. Investita da un’auto nel 2014, durante il suo giro del mondo, Paola ha riportato la frattura della 5^ vertebra cervicale. Al suo rientro, anche in collaborazione con Maurizio Fondriest e Marco Cavorso, che ha visto il figlio ciclista quattordicenne Tommy morire per un incidente stradale, ha fondato l’associazione “Io Rispetto il Ciclista”. Pedalando sulle strade del nostro Paese (Giro d’Italia nel 2018 e nel 2019, Giro del Piemonte e Giro della Toscana nel 2020, Giro della Calabria e della Sicilia nel 2021), Paola ha cercato di coinvolgere tutti i comuni italiani nell’installazione di cartelli che invitano a rispettare la distanza di 1,5m in fase di sorpasso di un ciclista. Ad oggi sono oltre 12.000 i cartelli sul territorio, installati in tutta Italia. Molte le iniziative a fini sociali o benefici, portate avanti dall’atleta fino ad oggi: da Bike The Nobel nel 2016, che l’ha vista pedalare da Milano a Oslo per candidare la bici per il Nobel per la pace, alla pedalata per regalare (104) biciclette alle donne Ugandesi, alla formazione di 35 meccanici di biciclette sempre in Uganda, fino al 2020 quando, in piena pandemia, ha pedalato per 12 ore sui rulli raccogliendo fondi per donare 10.600 mascherine agli ospedali Regina Margherita di Torino e Ospedale di Ivrea. Nel 2022, lancia il progetto Bike4Tree con il quale si impegna a piantumare 2022 alberi in Italia grazie allo spin-off dell’Università di Padova Wow Nature, e pedala per 2.200km da Stoccolma a Milano. Nel 2023 ha attraversato il Mato Grosso in Brasile in bici per documentare la deforestazione e proseguire il progetto di ripiantumazione degli alberi. Nel 2024 ha realizzato Cycling No Borders, una traversata in 18 tappe da Helsinki a Parigi per Rai Radio 2 per promuovere la mobilità sostenibile e monitorare la qualità dell’aria lungo il percorso. Oltre ad essere stata insignita del premio Don Puglisi, del premio Pulcheria, dell’Amelia Earhart, ha ricevuto un riconoscimento al Premio Brera. Ha tre libri all’attivo (“Sognando l’Infinito” ed. Piemme, “In Fuga Controvento” ed. Bradipo Libri, “La Svolta” ed. Feltrinelli) in cui racconta delle sue imprese, dei suoi giri e delle sue esperienze di vita, motivando e spronando al cambiamento.







