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Partecipate, Gioia (UdC): “Tursi taglia per spendere di più”

«La riorganizzazione delle partecipate del Comune di Genova deve passare per un serio programma di efficientamento delle attività e delle professionalità interne, prevedendo un drastico taglio delle sacche di spreco e degli stipendi dei membri dei cda.

Questa giunta sta dimostrando di essere in grado solo di produrre interventi spot, con marginale – se non nulla – ricaduta sulla riduzione delle spese, ma di non avere alcuna volontà di rivedere, nel suo complesso, l’attuale galassia delle partecipate attraverso una pianificazione delle competenze e della produttività aziendale». Così Alfonso Gioia, capogruppo Udc nel Comune di Genova, che da mesi, insieme al collega Paolo Repetto, sta conducendo una battaglia per la razionalizzazione delle partecipate del Comune. «In questi due anni – spiega Gioia – abbiamo assistito solo ad azioni sporadiche, piccoli tentativi privi di una progettualità complessiva a medio e lungo termine. Si taglia a occhi chiusi, senza considerare le conseguenze sui prossimi anni. L’ultimo caso è rappresentato da Themis srl, la società per la formazione partecipata dal 70% dal Comune che la giunta Doria vorrebbe chiudere: a fronte di un risparmio di 90 mila euro annui lordi per i tre dipendenti, andiamo incontro al concreto rischio di pagarne molti di più per affidare, in esterno, le attività a consulenti. Inoltre, sarebbe opportuna una riflessione ulteriore sulla gestione della formazione in vista della città metropolitana e del superamento delle Province, che si occupavano appunto di questa importante delega. Pensiamo ai corsi di formazione professionale che hanno sempre riscosso una grande partecipazione e hanno assolto per anni il compito di collante tra mondo della scuola e del lavoro. Perché non pensare di attribuire a Themis, vista l’esperienza maturata nell’ambito formativo, l’organizzazione di corsi professionalizzanti?
Prima di fare un salto nel vuoto, pensiamo sia necessario prendere in considerazione il piano di riduzione dei costi che, ci risulta, essere stato già stilato da Themis con un risparmio del 70% annuale, in primis trasferendo la sede della società in locali del Comune. In questo modo si eliminerebbero voci importanti di spesa come l’affitto e l’amministrazione di villa Rosazza (24 mila euro), i costi delle utenze (13 mila euro). Themis a oggi ha una struttura organizzativa snella, composta da soli tre dipendenti che quindi non hanno necessità di spazi enormi e costosi per svolgere la propria attività.
Mi risulta che la società, oltre a svolgere formazione ai dipendenti della pubblica amministrazione, sia anche impegnata in alcuni progetti europei e in corsi rivolti alle Asl liguri. Quanto ci costerà esternalizzare queste funzioni? Prima di disfarsi di questa società – con amministratore unico a costo zero secondo quanto riportato dal sito ufficiale del Comune di Genova – riteniamo sia opportuno analizzare le spese di eventuali consulenze per svolgere le identiche attività di Themis e ancora prima capire come poter rendere ancora più produttiva la società stessa, che nel 2012 ha fruttato 440 mila euro di ricavi dall’attività formativa al Comune.
Non solo: se questa società non ha funzionato come avrebbe dovuto, cerchiamo le responsabilità eventuali ed evitiamo di scaricarle solo sui dipendenti, l’anello debole e finale di una catena tenuta per troppo tempo da una politica che ha visto nelle partecipate pubbliche un poltronificio per “amici trombati”».