
Non serve andare molto lontano o affrontare trasferte lunghe e faticose: per visitare i luoghi della Prima Guerra Mondiale basta trascorrere una vacanza al Passo San Pellegrino.
Dalla stazione a monte della seggiovia Costabella e della funivia Col Margherita partono numerosi percorsi costellati di resti e testimonianze lasciate dall’esercito Italiano e Austroungarico. Per chi vuole saperne qualcosa in più, durante l’estate ogni martedì e sabato mattina vengono organizzate anche escursioni guidate sulle tracce della Grande Guerra. Info: Ufficio Perle Alpine di Moena – tel. 0462 565038.
Tra gli itinerari più belli ci sono l’Alta Via Bruno Federspiel sulla Catena dei Monzoni, un’area estremamente preziosa anche dal punto di vista geologico e mineralogico, l’Alta Via Mariotta che si sviluppa su una dorsale panoramica tra il Col Margherita e Forcella Juribrutto, punto cardine della difesa italiana sulla Valle del Passo San Pellegrino, e l’Alta via Bepi Zac sulle Creste di Costabella, stupenda traversata con corde fisse e scale di legno lungo i vecchi camminamenti austriaci della Prima Guerra Mondiale. Senza dimenticare la zona di Cima Bocche dove le caverne, le trincee e i baraccamenti militari appartenuti ai due eserciti presentano ancora oggi il loro aspetto originario.
Da non perdere l’evento “Alba al Fronte” in programma sabato 9 agosto alle ore 5.00 sul Col Margherita. Racconti sulla Grande Guerra a cura dell’Associazione “Fronte dei Ricordi” di Moena accompagnati da uno speciale concerto del Coro Val Biois.
TREKKING E VIE FERRATE SULLE TRACCE DELLA GRANDE GUERRA
PASSO SAN PELLEGRINO
Alta Via Bruno Federspiel – Ferrata Monzoni
Lunghezza percorso: 13,7 km
Dislivello: 1091 m
Sentiero attrezzato che riesce ad unire perfettamente splendidi panorami ed interessanti spunti storici
riguardanti la Grande Guerra. L’escursione, piuttosto impegnativa, si svolge totalmente in quota, portando a
oltre 2300-2500 metri di altezza.
Dall’arrivo della stazione a monte della seggiovia Costabella si raggiunge il rifugio Passo delle Selle
seguendo il sentiero n. 616 lungo le tracce lasciate dalla Prima Guerra Mondiale. Si prosegue quindi su un
tratto attrezzato fino alla forcella Ricoletta, che dista circa 2,5 ore dal Passo delle Selle. Da qui si può
scendere verso località Fango con il sentiero n.616/b che si trova a poco più di 4 km dal Passo San
Pellegrino oppure proseguire fino a Cima Malinverno e F.lla della Costella per scendere a località Ronchi con
il sentiero n. 624 e proseguire per il paese di Moena.
Come variante è possibile anche scendere da F.lla Costella verso il Rifugio Valacia (2275 m) attraverso il
sentiero 616/624 e rientrare al Passo delle Selle passando per il Rif. Taramelli (2040 m) con il sentiero n.
603/604. Si consiglia il cordino di sicurezza (imbracatura-casco) e di organizzare i trasporti.
Alta Via Mariotta
Lunghezza percorso: 8 km
Dislivello: 780 m
Si parte dalla funivia Col Margherita che in alcuni minuti porta a quota 2513 m. Da qui si imbocca il sentiero
che segue la cresta in direzione ovest contrassegnato Alta Via Mariotta. Prima di incamminarsi, però, merita
uno sguardo al paesaggio circostante dai due balconi panoramici attrezzati con panchine e pannelli
informativi sulle vette circostanti e la loro descrizione geologica.
Superato quindi un breve risalto roccioso, la montagna precipita sulla destra verso la Valle di San Pellegrino,
mentre degrada a sinistra in una landa pietrosa verso il Passo Valles (Laste di Pradazzo). Senza significative
variazioni di quota si percorre la cresta che appare fittamente costellata dei resti di numerose trincee ed
avamposti che durante la guerra ospitavano le truppe italiane sul fronte di Bocche.
L’itinerario prosegue verso cima Juribrutto (2697 m), che si raggiunge in circa 1 ora e mezza. Tutt’intorno
trincee e resti di postazioni militari.
Si rientra a Passo San Pellegrino prendendo in discesa il sentiero n. 628 che dirige in direzione nord verso il
Passo San Pellegrino passando vicino al Col de le Palue, anche qui ci sono testimonianze del Primo conflitto
Mondiale in parte accessibili perchè rimesse a posto. Visitabili con elmetto e torcia. E’ possibile fare il
percorso al contrario prendendo il sentiero n. 628 dal Passo San Pellegrino nei pressi della Malga San
Pellegrino e poi usare la Funivia per scendere dal Col Margherita.
Alta Via Bepi Zac
Lunghezza percorso: 8 km
Dislivello: 820 m
Notevoli sia gli spunti di interesse storico che paesaggistico con una vista a 360° su tutti i gruppi dolomitici della Val di Fassa: il Latemar, il Catinaccio, il Sasso Piatto, la Marmolada e i Monzoni. Strada facendo si passa per gallerie, scale e passatoie in legno, postazioni militari e mitragliere risalenti alla Prima Guerra Mondiale.
Dal Passo San Pellegrino ci si incammina verso Baita Paradiso (2130 m) e poi verso il Rifugio Passo Selle (2510 m), a cui si arriva in circa 1 ora e mezza. Si procede quindi lungo il sentiero n. 637 che subito sale ripido verso nord alla cima del Piccolo Lastei (2697 m) e successivamente, con diversi saliscendi per le numerose rovine di guerra e le caverne scavate nella roccia, conduce fino al Gran Lastei (2716 m) e a Cima della Campagnaccia (2737 m).
Giunge ora il punto più impegnativo della ferrata che porta ai piedi del Sass De Costabella dove si trova l’Osservatorio Italiano. Per il ritorno si scende alla forcella Ciadin (2664 m) e con il sentiero n. 637 si rientra alla stazione a monte della seggiovia Costabella. Da qui si può scendere utilizzando l’impianto di risalita o per sentieri e prati.
Cima Bocche
Lunghezza percorso: 12 km
Dislivello: 826 m
Dal Passo San Pellegrino ci s’incammina lungo il sentiero segnavia n. 628, sul quale si procede sempre più in salita, verso ovest, sotto le coste del Col Margherita e di Cima Juribrutto. Giunti a quota 2267 (bivio per il Col de le Palùe) si gira a sinistra e procedendo lungo lo stesso segnavia, dal quale inizia a scorgersi Cima Bocche, si sale alla Forcella di Juribrutto.
Da qui, seguendo il sentiero n. 626 (che sale dalla malga e dal lago Bocche), si scende leggermente verso una conca sassosa, quindi, tenendosi sulla destra, si prende a risalire lungo la sassaia che taglia il fianco orientale del vallone roccioso. Dopo una quarantina di minuti si raggiunge la lunga cresta sud-est di Bocche, accanto ad un alto ometto di pietra, a quota 2550 m. La salita continua ancora verso nord sempre lungo il segnavia n. 626 e in breve si giunge a Cima Bocche (2745 m). Ritorno per lo stesso itinerario.






