Questa mattina Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, ha effettuato un sopralluogo nelle aree dell’ex ospedale psichiatrico di Pratozanino sulle alture di Cogoleto.
«Mi sembrava opportuno – spiega Pellerano – valutare di persona le condizioni delle strutture in particolare dei padiglioni 7-9 e soprattutto accertarmi dello stato di salute dei pazienti ospitati nell’area dopo l’incendio del 25 luglio, le cui cause sono ancora da stabilire.
Da quello che è emerso dalla visita di questa mattina, insieme ad alcuni responsabili sanitari e tecnici che seguono il cantiere, emergono particolari a dir poco assurdi. In primo luogo, uno dei due padiglioni interessati dai lavori di ristrutturazione mancava completamente di fondamenta: un particolare che era sfuggito ai tecnici della Regione durante il sopralluogo propedeutico all’avvio del cantiere e a cui è stato posto rimedio in corso d’opera e con un probabile aumento dei costi, rispetto al preventivo iniziale. Di quanto sia costata la “svista†chiederò delucidazioni all’assessore Montaldo.
Inoltre, nonostante l’acquedotto sia a poche centinaia di metri dalle strutture, risulta che la richiesta per l’allacciamento sia stata formalizzata solo due giorni fa, dopo quattro anni di lavori in corso, dal direttore dell’Asl 3 Corrado Bedogni. Il rischio quindi è che un domani potremmo avere i padiglioni pronti, ma senz’acqua. Inoltre, sempre in corso d’opera, si è scoperto che all’interno dei padiglioni erano presenti cisterne in eternit che sono state smurate con un lavoro sempre extra preventivo.
Ho già presentato in Regione un’interrogazione all’assessore alla Salute Claudio Montaldo per conoscere l’ammontare dei danni provocati dall’incendio e a che punto siano i lavori per rendere finalmente agibili le palazzine che dovrebbero ritornare a ospitare i pazienti. Ricordo che circa 20 malati, affetti da disturbi mentali e psichici, dal 2008 sono alloggiati nei prefabbricati. Altri 12 sono stati trasferiti in altre strutture dopo l’incendio scoppiato nella palazzina della Rsa Gian Soldi. Dovevano essere sistemazioni provvisorie e invece i container sono diventati la nuova casa per questi malati. Al danno per i pazienti si aggiunge anche la beffa per i contribuenti visto che per il noleggio dei moduli abitativi la Asl 3 genovese sborserà , entro fine anno, un totale di circa 900 mila euro.
Mentre le spese di affitto lievitano, proseguono a rilento i lavori di ristrutturazione dei due padiglioni, il 7 e il 9, dell’ex ospedale di Pratozanino che dovrebbero ospitare i pazienti a oggi “parcheggiati†nei box. Da quanto i tecnici mi hanno riferito questa mattina, nella migliore delle ipotesi entro l’inverno potrebbe essere pronto il padiglione 9 anche se non è certo se sarà immediatamente dotato degli allestimenti interni indispensabili per ospitare i malati. Inoltre, nonostante l’esborso di almeno 4,2 milioni di euro per i lavori, la Regione Liguria non è più proprietaria dei due padiglioni, che sono stati venduti insieme al resto dell’area alla Valcomp Due, l’immobiliare del gruppo Fintecna partecipata al 100% dal ministero delle Finanze che si è già aggiudicata anche gran parte delle aree dell’ex manicomio di Quarto.
Secondo il contratto stipulato con il nuovo proprietario dell’area, la Asl 3 ha in comodato d’uso gratuito i due padiglioni per vent’anni, di cui già cinque trascorsi in lavori di ristrutturazione .
Di questi lavori è stato a più riprese annunciato il completamento come imminente: a una mia precedente interrogazione, l’assessore Montaldo aveva previsto il trasferimento dei pazienti nel padiglione 9 a gennaio 2012 e il completamento del restyling del padiglione 7 ad aprile 2012. A oggi, cioè rispettivamente a sette e quattro mesi di distanza, i lavori non sono terminati.
Per di più, a causa dell’incendio divampato dieci giorni fa, parte dei pazienti sono stati sistemati in altre strutture anche lontane da Cogoleto, per esempio a Rossiglione, con tutte le conseguenze traumatiche che un allontanamento familiare può comportare in persone già psicologicamente fragili.
A questo punto chiederò che la giunta si attivi per reperire le risorse per il riacquisto da Valcomp dei due immobili ristrutturati, vista la cifra già spesa: sarebbe una scelta di buon senso che rimedierebbe, almeno in parte, alle scelte folli di questi anni e assicurerebbe un futuro degno ai pazienti».






