«È positivo che abbia preso concretezza il progetto di trasferimento dell’Istituto Idrografico della Marina dall’attuale sede di Forte San Giuliano, oramai inadeguata, a quella potenzialmente più funzionale dell’ex lavanderia industriale Selom, nelle aree del demanio marittimo di Genova. L’Open Day dell’Idrografico è un’occasione unica per tutti i genovesi di conoscere un’eccellenza scientifica e tecnologica per la difesa, per la navigazione e la tutela ambientale dei nostri mari, presente a Genova da 141 anni, mi auguro che in un futuro prossimo questo momento di apertura dell’Istituto alla città si possa tenere presso la nuova sede, nel cuore del Porto Antico». Questo il commento di Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che domani, giovedì 13 giugno, parteciperà all’Open Day organizzato dall’IIM, in occasione della Giornata mondiale dell’Idrografia Onu, per fare conoscere il lavoro che si svolge all’interno della sede storica di Forte San Giorgio sulle alture di Genova Principe.
«Insieme all’onorevole Biasotti in Parlamento – spiega Pellerano – negli ultimi due anni, ho più volte portato all’attenzione del consiglio regionale l’esigenza, manifestata dall’Istituto e dalla Marina tutta, di una nuova sede più funzionale per uno stabilimento di produzione; il trasferimento di fronte ai Magazzini del Cotone renderebbe anche più visibile ed accessibile al pubblico un’eccellenza tecnico-scientifica attiva dal 1872, uno dei fiori all’occhiello del sistema marittimo genovese. Finalmente, anche grazie ad un appoggio trasversale a livello locale ed in Parlamento, sembra essersi delineato il progetto di realizzare la nuova “casa†dell’Istituto nei pressi del Porto Antico, sgombrando così, in via definitiva, il campo da possibili ipotesi di trasferimento in altre città . Un fatto questo che avrebbe comportato la perdita di molti posti di lavoro per Genova e l’irrimediabile dispersione di un know how unico in Italia.
Ricordo che l’Istituto Idrografico della Marina è l’organo cartografico dello Stato designato alla produzione della documentazione nautica ufficiale nazionale e dipende dal Ministero della Difesa. Svolge il rilievo sistematico dei mari italiani, avvalendosi delle navi idro-oceanografiche della Marina Militare, appositamente attrezzate, e di proprie spedizioni. Tra i suoi compiti anche la valorizzazione e il controllo dei dati raccolti, ma anche la produzione della cartografia e della documentazione nautica, sia tradizionale sia in formato elettronico, indispensabili per la sicurezza della navigazione nei mari nazionali e internazionali. La mission dell’Istituto Idrografico della Marina è infatti quella di “concorrere alla difesa nazionale, alla sicurezza della navigazione, alla conoscenza e valorizzazione di tutto quanto legato al mare, da un punto di vista scientifico, tecnologico e ambientaleâ€. Visto l’alto valore tecnico e scientifico di questo Istituto, nella nuova e prossima sede, ritengo che possa essere valutata l’eventualità di sinergie con altre realtà del tessuto economico e scientifico genovese. Per esempio il futuro Parco Scientifico e Tecnologico degli Erzelli, l’I.I.T., l’Acquario, l’Università , l’Accademia Italiana della Marina Mercantile. Certamente, la sede individuata nell’edificio ex Selom – che ha già ottenuto una valutazione favorevole da parte dell’Autorità Portuale e della Marina Militare – consentirebbe di rafforzare anche il rapporto con la Capitaneria di Porto e, vista la vicinanza al cuore turistico e marittimo di Genova, di promuovere il proprio patrimonio di tecnica e cultura custodito della biblioteca dell’Istituto.
Ricordo infine che l’IIM è legato a doppio filo con la caserma Gavoglio del quartiere del Lagaccio, dove oggi è ospitato un reparto dell’Istituto. Mi auguro, quindi, che la realizzazione della nuova sede dell’Idrografico possa sbloccare anche la riqualificazione della caserma a favore di un quartiere troppo spesso sacrificato e trascurato. Anche su questo tema, prima ancora del crollo di via Ventotene, avevo presentato un’interrogazione per conoscere che cosa stessero facendo Comune e Regione per restituire questi spazi al quartiere. Proprio in questi giorni pare che la sinistra in Regione sia svegliata dal lungo letargo cha ha interessato la caserma per anni e chiede al ministero della Difesa la cessione della Caserma a titolo gratuito. Mi chiedo cosa sia stato fatto nel frattempo e mi auguro non si tratti dell’ennesima promessa non mantenuta e subito dimenticata. Da chi governa Genova e la Liguria da quasi dieci anni la gente aspetta fatti, non parole».






