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PER COMBATTERE IL “PUNTERUOLO ROSSO” ESISTE UN METODO DI CURA

In merito all’allarme del cosiddetto “punteruolo rosso” che infesta le palme della nostra Riviera e che sta portando a drastiche decisioni come l’abbattimento delle piante, l’Associazione Internazionale “Amici del Monte di Portofino” ha chiesto spiegazioni a un’altra associazione ambientalista che ha sede a Roma, che ha compiuto studi sull’argomento.

Alla luce di quanto appreso, pensiamo che sia evidente come l’abbattimento delle piante, oltre a essere deleterio, comporti notevoli spese. Tuttavia una cura (molto, ma molto meno costosa dell’abbattimento stesso) esiste, ed è il “metodo Metwaly”, che consiste nell’applicazione dell’endoterapia, riconosciuto come il sistema più efficace a livello mondiale. Nel caso della lotta al “punteruolo rosso” della palma, l’endoterapia può essere utilizzata con successo sia come forma di lotta preventiva, riguardo agli attacchi del parassita, sia per quanto riguarda la cura delle piante infestate, con risultati positivi rilevanti. Il “metodo Metwaly” (costo massimo di 200 euro a fronte dei 2.000 per l’abbattimento…) propone una miscela di prodotti chimici e naturali che viene iniettata nel fusto della pianta a varie altezze, fino a raggiungere il cuore della palma, riuscendo a proteggerla e a distruggere le uova del parassita. Il metodo prevede anche l’aspersione di prodotti sulla chioma e sulla cima del tronco, concentrata nel punto preferito di attacco, con bassi dosaggi. In questo modo si colpiscono anche le uova e gli insetti adulti. Vengono colpite tutte le fasi di sviluppo del Punteruolo, dalle uova all’individuo adulto (il cui ciclo dura circa tre mesi, ma non è soggetto a stagionalità).
Generalmente sono necessari 3 trattamenti all’anno per il risanamento di palme infestate e per la prevenzione di piante sane.
Sarebbe bene che i Comuni del Tigullio si informassero maggiormente su questo metodo, prima di giungere a rimedi estremi, costosi e senza vie di ritorno…

Associazione Internazionale “Amici del Monte di Portofino”