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PER GILSOUL (E THIERRY NEUVILLE) IL MONDIALE 2014 PER HYUNDAI NON E’ SOLO UN ANNO DI TRANSIZIONE…

gilsoul

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Ha disputato 27 gare del mondiale rallies: la prima con tale Luc Dewinter nel 2007 a Monte-Carlo e tutte le altre con Thierry Neuville e, per quel che vale, non solo alla fine dell’anno scorso si è laureato assieme al suo pilota vicecampione del mondo ma ha ricevuto anche il premio Michael “Beef” Park 2013 quale miglior navigatore, premio che ogni anno viene assegnato in onore dello sfortunato copilota britannico scomparso a causa di un grave incidente durante il Rally d’Inghilterra, nel 2005. Stiamo ovviamente parlando di Nicolas Gilsoul.

In occasione della presentazione della Hyundai Motorsport ad Offenheim abbiamo avuto occasione di scambiare quattro chiacchiere con il giovane belga che improvvisamente è balzato al centro dell’attenzione dei media internazionali dopo solo due anni nel mondiale: uno con la Citroen Racing ed uno con la M-Sport.
Tu e Thierry vi siete lasciati molto tempo per decidere sul da farsi nel 2014……..
. “Effettivamente – conferma Nicolas – non è stata una decisione facile perché alla M-Sport ci siamo trovati molto bene e non avevamo veramente nulla di che lamentarci. Ma poi, quando abbiamo visitato la struttura della Hyundai Motorsport ad Alzenau ci siamo resi conti che qui stava nascendo qualcosa di grande e che Thierry ed io avremmo potuto far parte di questo progetto. Ed in fondo questo è il sogno di ognuno che fa questo lavoro. A volte la vita è strana: alla fine del 2012, prima di passare alla M-Sport, non riuscivamo a trovare un team che ci volesse ed al termine della stagione scorsa tutti ci facevano la corte. Ma c’è chi ci ha voluto più di altri e così abbiamo deciso per la Hyundai”.
Da oggi cambieranno molte cose: avrete altri ingegneri e meccanici con i quali dovrete trovare il “feeling” giusto, vi troverete a bordo di una vettura completamente nuova e sicuramente differente da quelle con le quali avete gareggiato sino ad oggi ed anche gli obiettivi non saranno paragonabili a quelli che avevate fino ad ora. Dunque tutto nuovo?
“Si e no. Se parliamo di strutture, vettura e molte altre cose si. Ma a livello di ingegneri no perché abbiamo avuto la fortuna che il nostro ingegnere di macchina Paul Murphy ci ha seguito in Germania e questo per noi vale oro. Paul – continua Gilsoul – è stato quello che con un lavoro certosino, ad ogni gara è riuscito a trovare ancora qualcosa da migliorare e darci ogni volta una vettura perfetta.E questo è stato molto importante perché Christian Loriaux, l’ingegnere capo della M-Sport, ultimamente si occupava molto del progetto Bentley GT3 per la pista e quindi era di massima importanza per noi di avere in Paul una persona di riferimento ed affidamento”.
Mentre parliamo con Nicolas ci raggiunge Thierry Neuville e da lui subito vogliamo sapere se ha già guidato la sua nuova vettura e cosa ne pensa.
“Si, in Alsazia abbiamo avuto una breve sessione di test e non è stato facile perché la mattina quando abbiamo preso la vettura la strada sulla quale abbiamo percorso i primi metri era completamente gelata e quindi abbiamo svolto parte del nostro test con coperture chiodate”.
Strade come forse le troverai al “Monte-Carlo”…
“Già, proprio così. Comunque già la settimana prossima saremo nel sud della Francia per nuovi test e da quanto ho potuto constatare in Alsazia, al mio nuovo “ufficio” sembra non manchi assolutamente nulla tanto che sono rimasto positivamente sorpreso di quanto tutto il team sia riuscito a fare in così poco tempo. Ti dirò di più: sono anche convinto che la vettura sarà competitiva ed affidabile già da subito”.
Durante la conferenza stampa, il tuo capo Michel Nandan ha dichiarato che il 2014 sarà per la Hyundai più che altro un anno di transizione per accumulare esperienza. Dopo aver sfiorato cinque volte la vittoria l’anno scorso non ti sembra, personalmente, un piccolo passo indietro?
“No, assolutamente. Vivere un anno di transizione ed accumulare esperienza non vuol dire che non cerchi di batterti con i migliori per raggiungere le posizioni che contano”.
Però l’anno scorso eri probabilmente molto più vicino al tuo primo successo nel WRC che quest’anno. O mi sbaglio?
“Forse sulla carta si – ribatte Thierry – ma nessuno oggi può dire con certezza come andrà quest’anno. Guarda cosa è successo con la Volkswagen: anche per loro era un anno di transizione e poi com’è finita l’abbiamo visto tutti. Certo, noi non è che possiamo paragonarci a loro, ma è solo per dire a volte come vanno le cose”.
Ma allora punti dritto alla vittoria?
“Non esageriamo, diciamo a qualche podio più tardi nella stagione quando ci saremo abituati alla i20 perché certi automatismi ed il feeling con la vettura li trovi solo in gara e quasi mai nei test”.
Gentilmente Thierry si congeda e noi riprendiamo il discorso che avevamo interrotto con il suo navigatore. Nicolas, hai sentito cosa ha detto il tuo pilota, condividi?
“Al cento per cento come sempre. Forse siamo andati bene in questi anni perché la pensiamo sempre allo stesso modo e quando una volta non è così, lo convinco che ho ragione io. Oramai, da quando siamo un team professionista, la mia famiglia è lui visto che ci passo la maggior parte del tempo durante l’anno”.
Le prime gare cercherete solo di finirle oppure punterete a qualcosa di più?
“Non esiste ‘o il terminare le gare o il puntare a qualcosa di più’ perché le due cose sono un tutt’uno. Ogni pilota ed ogni navigatore, quando partecipa ad una gara, non pensa lontanamente che non potrebbe finirla e logicamente cerca anche di classificarsi più in alto possibile. È logico che durante la gara puoi anche prendere certe decisioni, solitamente in base alle condizioni della strada o delle gomme, che ti inducono a correre meno rischi ma questo non vuol dire impostare la corsa solo per arriva alla fine”.
Dal “Monte”, che sembra non portarvi eccessiva fortuna visto che negli ultimi due anni vi siete ritirati, cosa ti aspetti?
“Quello che mi aspetto sempre quando partecipo ad una gara: di cogliere il miglior risultato possibile. Lo so che il “Monte” è una gara difficile e che quando esci è finita perché non c’è la regola del Rally2 che ti dà la possibilità di rientrare in gara il giorno successivo. Ma questo non cambia nulla. Se si parte lo si fa per far bene, altrimenti si può anche rimanere a casa e risparmiarsi test, ricognizioni e tutto il resto”.
In Hyundai siete l’equipaggio di referenza. Dunque ci si aspetta molto da voi.
“Come ha già detto Thierry, il 2014 sarà un anno di transizione ma non per questo non faremo il possibile per far bene”.
Per nove anni Sébastien Loeb ha dominato il mondiale. Ora, con l’altro Sébastien – Ogier – sembra che la storia si ripeta. Una volta che tutto funziona al meglio come la vedi la lotta con il neocampione del mondo?
“Dura, molto dura ma con molta fiducia. L’anno scorso abbiamo dimostrato di saper andare anche più forte di lui ed ora che avremo a disposizione dei mezzi sicuramente migliori, penso che una volta o l’altra ci riusciremo. È solo questione di tempo…”.
Difficile essere più fiduciosi dei due belgi ma dall’altra parte, se non lo sono loro chi dovrebbe esserlo. Fra poche sarà finito il tempo dei se, dei ma, dei forse e dei si vedrà…
Ci sarà infatti un solo giudice che giudicherà le prestazioni di Thierry e Nicolas e questi è il cronometro. Stiamo a vedere quale sarà il suo verdetto! (Rolando Sargenti)
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