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PGA TOUR: DAVIS LOVE III A SORPRESA NEL WYNDHAM CHAMPIONSHIP

Tiger Woods non ce l’ha fatta a tornare al successo dopo due anni dal precedente. Nel Wyndham Championship (PGA Tour), sul percorso del Sedgefield Country Club (par 70), a Greensboro nel North Carolina, si è classificato decimo con 267 colpi (64 65 68 70, -13), dopo essere partito per il giro finale al secondo posto.

Ha vinto a sorpresa Davis Love III con 263 colpi (64 66 69 64, -17), risalito dalla decima posizione e divenendo a 51 anni, quattro mesi e dieci giorni il terzo giocatore più anziano a imporsi sul circuito. Il capitano della squadra statunitense per la prossima Ryder Cup (2016) ha siglato il 21° titolo in carriera, per un palmares in cui figura anche un major (PGA Championship, 1997), nel 716° torneo disputato e a distanza di sette anni e 146 gare dal precedente (Children’s Miracle Network Classic, 2008).
Love III, che è arrivato in club house con notevole anticipo, ha dovuto attendere parecchio prima di avere la certezza della vittoria, perché sul campo in molti avevano ancora possibilità di portarlo quanto meno allo spareggio. Jason Gore, però, si è fermato al secondo posto con 264 (-16) e hanno occupato il terzo con 265 (-15) Scott Brown, il sudafricano Charl Schwartzel e l’inglese Paul Casey. Al sesto con 266 (-14) Brooks Koepka, Bill Haas, Webb Simpson e lo svedese Carl Pettersson, al 14° con 268 (-12) il tedesco Martin Kaymer, al 26° con 270 (-10) l’inglese Luke Donald e il colombiano Camilo Villegas, campione uscente, al 31° con 271 (-9) il fijiano Vijay Singh e al 38° con 272 (-8) lo spagnolo Gonzalo Fernandez Castaño. Decisamente sotto tono l’australiano Adam Scott , 63° con 278 (-2), e il sudafricano Ernie Els, 68° con 285 (+5).
Love III, che nella graduatoria dei vincitori più anziani è preceduto solo da Sam Snead (52 anni, 10 mesi e otto giorni – Wyndham Championship 1965) e da Art Wall (51anni, 7 mesi e 10 giorni – Greater Milwaukee Open, 1975), è ora anche il terzo tra coloro che hanno la forbice più larga tra i primo e l’ultimo titolo (28 anni, quattro mesi e quattro giorni). Hanno fatto meglio Raymond Floyd (28 anni, 11 mesi, 20 giorni) e Sam Snead (28 anni, sei mesi, 28 giorni).
Un bogey alla prima buca non sembrava proprio la premessa per una rimonta, ma nelle sei successive Love III ha guadagnato complessivamente quattro colpi sul par aggiungendovi un eagle, quattro birdie e un altro bogey. Nel rientro un eagle alla 15 per il 64 (-6) ha fatto la differenza. Il successo gli ha portato 972.000 dollari, su un montepremi di 5.400.000 dollari, e la possibilità di giocare almeno la prima delle quattro gare conclusive della FedEx Cup, che regaleranno al primo della speciale classifica a punti ben 10.000.000 di dollari.
Gore, leader dopo tre turni, ha perso un po’ di terreno con un birdie e due bogey, ma con un eagle alla buca 15 si è rimesso in corsa per il titolo, senza però conseguire il birdie per lo spareggio nelle tre buche che aveva ancora davanti. Sono arrivati al traguardo corti di due colpi, malgrado una buona progressione, Schwartzel (sei birdie e due bogey per il 66, -4) e Casey (cinque birdie e due bogey per il 67, -3)
Brown è riscorso agli effetti speciali con una “hole in one” alla buca 3 (par 3, yards 174), ma il seguito è stata altalena. Tre birdie e due bogey prima di arrivare alla 18 dove con un birdie avrebbe quanto meno riportato in campo Love III, ma il tentativo di forzare ha prodotto un altro bogey (68, -2).
Woods, che ha suscitato grande entusiasmo specie dopo la leadership al termine del secondo giro, ha praticamente sbagliato nel torneo una sola buca, l’11ª (triplo bogey) del giro finale. Per il resto ha espresso un bel gioco per tutto il campo, è tornato a tirare diritto dal tee, sia pure con qualche eccezione, e ha trovato un ottimo feeling con il putter, che tuttavia l’ha un po’ tradito nel terzo giro. Dopo il tre colpi lasciati alla 11ª, preceduti da un bogey e da un birdie, Woods, probabilmente deluso dalla consapevolezza di aver perso la gara, ha segnato un altro bogey (12ª), poi ha dato vita a un piccolo show finale con quattro birdie sulle ultime sei buche. In sostanza i quattro colpi persi in quel momento di black out sono stati quelli che alla fine lo hanno separato da Love III.
Ora, non essendo entrato tra i 125 che inizieranno la fase conclusiva delle FedEx Cup, Woods sarà costretto a un periodo di riposo forzato. E’ probabile che si sia reso conto di come, per tornare ad alti livelli, abbia necessità di giocare molto più spesso, anche per ritrovare completamente il ritmo di gara, che sembra un po’ scemare man mano che aumentano le buche disputate. Quasi certo che riprenda con il Frys.com Open, il primo evento della nuova stagione in programma dal 9 al 12 ottobre prossimi.

LPGA TOUR: LYDIA KO S’IMPONE PER LA TERZA VOLTA NEL CANADIAN OPEN – La neozelandese Lydia Ko, numero due mondiale, ha conquistato l’ottavo titolo nel LPGA Tour imponendosi con 276 colpi (67 68 69 72, -12) nel Canadian Pacific Women’s Open, sul percorso del Vancouver Golf Club (par 72), a Vancouver in Canada.
La 18enne, di origini coreane e nata a Seoul, ha superato con un par alla prima buca di playoff Stacy Lewis (276 – 68 70 71 67), numero tre del Rolex ranking, con la quale aveva terminato alla pari la gara. Al terzo posto con 277 (-11) le coreane Sei-Young Kim e So Yeon Ryu, al quinto con 278 (-10) Alison Lee e la taiwanese Candie Kung, in vetta insieme alla Ko dopo tre turni, al settimo con 279 (-9) l’inglese Charley Hull e la cinese Shanshan Feng, e al nono con 280 (-8) Lexi Thompson, la francese Karine Icher e la coreana Inbee Park, che ha mantenuto saldamente la leadership mondiale.
Ha operato una bella rimonta la giovanissima canadese Brooke M. Henderson, da 50ª a 23ª con 284 (-4), dalla quale gli appassionati di casa, tuttavia, si attendevano di più dopo il successo della scorsa settimana nel Cambia Portland Classic. Piuttosto deludente la norvegese Suzann Pettersen, 47ª con 289 (+1).
La Ko ha condotto il giro finale nel 72 del par con un birdie e un bogey e ha favorito il recupero dalla sesta posizione della Lewis con sei birdie e un bogey per il 67 (-5), poi però è stata pronta ad approfittare dell’occasione offertale nello spareggio dall’errore della sua avversaria. E’ la terza volta che vince questa gara, le prime due nel 2012 e 2013 quando era ancora dilettante. In tal modo ha eguagliato con tre successi due mostri sacri del LPGA Tour del passato, Meg Mallon e Pat Bradley. Per lei un buon assegno di 337.500 dollari sui 2.250.000 in palio. E’ uscita al taglio Giulia Sergas, 142ª con 154 colpi (79 75, +10).