Francesco Molinari, quinto con 206 colpi (67 70 69, -10), ha mantenuto alto il ritmo e avrà chances di partecipare alla corsa al titolo nel giro finale nell’Arnold Palmer Invitational (PGA Tour) che si sta svolgendo sul percorso del Bay Hill Club & Lodge (par 72), a Orlando in Florida.
A dare speranze agli inseguitori è stato lo stesso leader, l’australiano Adam Scott, rimasto al comando con 201 (62 68 71, -15), ma dopo un vistoso rallentamento con un 71 (-1) con cui ha visto ridurre il suo vantaggio da sette a tre colpi sul secondo classificato, che ora è Keegan Bradley (204, -12). Questi è rinvenuto dal quinto posto con un 66 (-6), miglior punteggio di giornata, realizzato anche da Matt Every, risalito dal decimo al terzo con 205 (-11) dove è affiancato da Jason Kokrak. Insieme a Molinari c’è anche Chesson Hadley, mentre l’inglese Ian Poulter, settimo con 208 (-8) appare troppo lontano per poter rimontare, anche se i numeri non lo condannano definitivamente.
Navigano in media graduatoria lo svedese Henrik Stenson, 15° con 211 (-5), Brandt Snedeker, il nordirlandese Graeme McDowell e il gallese Jamie Donaldson, 19.i con 212 (-4), l’irlandese Padraig Harrington, il fijano Vijay Singh e il sudafricano Retief Goosen, 29.i con 213 (-3). In bassa Zach Johnson, 42° con 215 (-1), lo spagnolo Gonzalo Fernandez Castaño, 58° con 217 (+1), e l’inglese Paul Casey, 64° con 218 (+2).
Scott è partito con due bogey in cinque buche, poi ha recuperato con cinque birdie, frammisti però ad altri due bogey. Bradley ha offerto un gran finale con sei birdie nelle buche di rientro: in totale otto birdie e due bogey. Every, invece, ha fatto percorso netto con sei birdie.
Molinari ha iniziato e chiuso con un bogey e in mezzo ha inserito cinque birdie per il parziale di 69 (-3).
“Ho giocato bene – ha detto il torinese – anche in questo giro. Avrei potuto imbucare un paio di putt in più per il birdie, ma sono sicuramente contento per come mi sono espresso e soprattutto per l’approccio mentale. In qualche occasione non sono stato preciso dal tee, ma sono piccole sbavature che possono starci: conta l’insieme e il resto è filato nel modo giusto. Ora non vedo l’ora che arrivi domani, scendere in campo e fare più birdie possibili”.
Il montepremi è di 6.200.00 dollari dei quali 1.116.000 dollari andranno al vincitore.
LPGA TOUR: NELLA JTBC FOUNDERS CUP LYDIA KO AL VERTICE – La 17enne neozelandese Lydia Ko, passata recentemente al professionismo, ha posto la sua candidatura al titolo portandosi al comando con 200 colpi (67 66 67, -16) nel terzo giro della JTBC Founders Cup (LPGA Tour).
Sul tracciato del Wildfire Golf Club (par 72), a Phoenix in Arizona, dove sono uscite al taglio Giulia Sergas, 101ª con 146 colpi (75 71, +2), Giulia Molinaro, 110ª con 147 (75 72, +3), e Silvia Cavalleri, 125ª con 152 (79 73, +8), la leader ha un colpo di vantaggio su Jessica Korda e sulla coreana Mirim Lee (201, -15), quest’ultima in vetta nei primi due turni. Hanno possibilità di vincere il torneo almeno 19 concorrenti racchiuse nell’arco di cinque colpi, tra le quali, oltre alle prime tre, la coreana Sun Young Yoo, quarta con 202 (-14), Michelle Wie, la spagnola Azahara Muñoz e le coreane So Yeon Ryu, Amy Yang e Chella Choi, quinte con 203 (-13), Paula Creamer e Stacy Lewis, decime con 204 (-12), la coreana Inbee Park, numero uno al mondo, e Cristie Kerr, autrice del punteggio più basso nel turno con un 63 (-9), tredicesime con 205 (-11). Sono fuori gioco l’australiana Karrie Webb, 20ª con 206 (-10), la cinese Shanshan Feng, 34ª con 209 (-7), la norvegese Suzann Pettersen, numero due del Rolex ranking, 42ª con 210 (-6), e la giapponese Ai Miyazato, 53ª con 211 (-7).
La Ko, che dopo aver superato le proettes per quattro volte da dilettante cerca il secondo successo da pro (il primo nel World Ladies Masters a dicembre nel Taiwan Ladies Tour battendo So Yeon Ryu e Inbee Park), ha girato in 67 (-5) colpi con un eagle, quattro birdie e un bogey; la Kerr ha realizzato un eagle, otto birdie e un bogey. Il montepremi è di 1.500.000 dollari.






