Ex Stoppani, depositato in Procura l
«In attesa che il filone d’inchiesta avviato in procura faccia il proprio corso, occorre una presa di responsabilità politica per dare risposte precise ai liguri sulla vicenda Stoppani». Lo hanno dichiarato questa mattina i consiglieri regionali Maruska Piredda (Italia dei Valori) e Raffaella Della Bianca (Gruppo Misto-Riformisti Italiani) durante la conferenza stampa di presentazione della mozione sulla “situazione sullo stato di emergenza in relazione alla grave situazione determinata nell’ex stabilimento Stoppani di Cogoleto”, che nelle prossime settimane sarà discussa in consiglio regionale.
«Mi aspetto – dichiara Raffaella Della Bianca – che il presidente Burlando, faccia a breve chiarezza su questa vicenda che oramai si trascina da anni e di cui la soluzione sembra non arrivare mai. Periodicamente infatti vengono comunicati costi ulteriori per terminare almeno la messa in sicurezza del sito. Oggi sarebbero necessari altri 25 milioni di euro che si andrebbero ad aggiungere ai 40 già spesi. Purtroppo non è ancora del tutto chiaro a cosa siano servite le risorse fino a ora impiegate».
Un quadro dettagliato, che ripercorre l’annosa vicenda dell’ex industria chimica di Cogoleto, emerge dall’esposto presentato in Procura da undici ex lavoratori della Stoppani.
«I lavoratori aspettano risposte precise – dice Maruska Piredda – dopo che il tribunale del lavoro di Genova ha assolto quattro operai accusati di falso, insubordinazione e danno ambientale per il mancato funzionamento di due pozzi di emungimento, non è ancora chiaro a chi si debbano attribuire le responsabilità sulle anomalie riscontrate nelle operazioni necessarie alla messa in sicurezza del sito. Da quanto risulta dagli atti depositati in procura e dalle testimonianze, emergono alcune importanti incongruenze che devono essere approfondite. Su tutte, la questione della discarica del Molinetto, ferma da anni e su cui pende il rischio di una sanzione dell’Unione Europea qualora non sia riattivata. Non è chiaro come mai negli anni si sia preferito portare in varie parti d’Europa il materiale inquinante, anziché smaltirlo a due passi dal sito. Inoltre i costi per il ripristino sono lievitati dai 140mila euro preventivati nel 2006 agli attuali 2,5 milioni».
Le tappe e i numeri della Stoppani negli atti depositati in Procura:
Ø Fino al 2003 l’industria ha prodotto derivati del cromo esavalente, indispensabili per l’industria bellica
Ø Dal 2004 al 2006, dopo aver interrotto l’attività, la Stoppani accumula debiti
Ø Nel 2006 gli operai dell’ex fabbrica impegnano 35 mila euro (parte della propria liquidazione) per indire istanza di fallimento a cui si accodano altri creditori (tra cui anche lo Stato con una richiesta di 2,7 miliardi di euro per danno ambientale alla flora e alla fauna)
Ø Dal 2007 l’ex Stoppani è sottoposta a gestione commissariale
Ø Nel 2011, Francesco Musolino, prefetto di Genova, subentra a Anna Maria Cancellieri come commissario straordinario. Resta in carica Cecilia Brescianini, vicecommissario straordinario
Ø A febbraio 2012 l’Unione Europea ha chiesto il ripristino della discarica del Molinetto. Il costo delle opere per la messa in funzione della discarica è passato da 140mila euro (preventivo Eco.Ge del 2006) agli attuali 2,5 milioni di euro
Ø 40 i milioni spesi fino a oggi per la messa in sicurezza del sito (non ancora completata)
Ø 820 i milioni necessari per la bonifica del sito, di cui non sono ancora chiari i tempi di avvio
Ø Da 6 anni dura lo stato di emergenza ambientale di interesse nazionale per il sito dell’ex Stoppani






