Home Altri sport Padel

Premier Padel: da Riyad (quasi) nulla di nuovo

Premier Padel: da Riyad (quasi) nulla di nuovo
Galan e Lebron (foto: PadelWorldPress)

Vittoria vibrante dopo tre set di gran classe per Galan/Lebron in ambito maschile e più facile per Paula Josemaria e Ariana Sanchez tra le donne. Adesso destinazione Doha per la seconda tappa della stagione, questo fine settimana.

Partita la nuova stagione del grande padel, con la prima prova della lunga stagione che ha portato i top player in Arabia Saudita, per il Premier Padel Riyadh P1. Una settimana lunga e spettacolare, che gli appassionati italiani hanno potuto ammirare sul canale tematico Supertennis (64 dgt), culminata con la vittoria di Ale Galan e Juan Lebron al termine di circa due ore di gioco contro Arturo Coello e Agustin Tapia.

Due ore e poco più estenuanti, quelle trascorse nel campo centrale di Ryad, che hanno evidenziato di come e quanto i “galacticos” siano tornati dopo un 2023 a tinte non sempre solari, soprattutto dovuto a problemi fisici di Lebron.

In questo contesto, vittoria decisamente vibrante per loro, con Galan che si è preso senza dubbio alcuno il titolo del migliore player del torneo, è parso quello più in forma.

Da Milano a Riyadh, sono dunque ancora gli spagnoli a trionfare. Nelle semifinali Galan e Lebron si sono sbarazzati di altri due top, i “superpibes” argentini Martin Di Nenno e  Franco Stupaczuk mentre Tapia e Coello avevano prevalso su dei quasi sconosciuti, Ignacio Sager e Salvador Oria, spagnoli, arrivati dalle estenuanti qualificazioni, per poi incontrare lo scoglio di due “nomi” come Alex Ruiz e “gato” Tello, anche loro fuori.

Tornando alla finale, sono comunque voluti tre set per incoronare i vincitori che, grazie al 6-7 6-4 6-4 sugli avversari, ripartono nel 2024 così come avevano lasciato il 2023. Eppure la partita era iniziata male, con Coello e Tapia che per tutto il primo set non avevano concesso una palla break, pur non avendone sfruttate cinque.

Nel tiebreak, 5-2 per ‘Arturito’ e Agustin, raggiunti fino al 5-5 ma capaci di chiudere grazie anche a una volée sbagliata da Lebron. Nel secondo set, però, la situazione ha iniziato a capovolgersi: prima palla break nel terzo game, poi altre due nel quinto, infine quelle buone nel nono, con due errori di Coello, a cui se n’è aggiunto un altro sul set point che ha regalato al pubblico di Riyadh un altro set di padel stellare.

Anche il terzo e decisivo parziale è iniziato meglio per Lebron/Galan, con tre palle break nel terzo game, la prima delle quali subito sfruttata. Gli spagnoli hanno conservato il vantaggio, rischiando soltanto nell’ottavo game, con tre palle break annullate, la seconda con uno smash pazzesco di Galan. E con un altro smash, dopo due ore e 7’, Lebron ha chiuso la partita.

Durante la settimana si è assistito ad alcune “sofferenze”, come quella della rinnovata coppia Navarro-Gutierrez, fuori agli ottavi contro Juanlu Esbri e Javi Rico e fuori sono andati anche Momo Gonzalez con Fede Chingotto, battuti 6-3 7-6 da Mike Yanguas e Javi Garrido. Ancora devono rodarsi, certo è che da Doha, questa settimana hanno l’obbligo di rifarsi.

Anche la “leyenda” Fernando Belasteguin, quest’anno insieme all’interessante Luciano Capra per la sua ultima stagione di una carriera inimitabile, è uscito presto.

Nella parte “rosa” della kermesse, ad Ari Sanchez e Paula Josemaria sono bastati invece solo 72 minuti per conquistare la prima finale della stagione. Le spagnole hanno battuto 6-3 6-2 Delfina Brea e Bea Gonzalez, al termine di una partita che dai primi game aveva visto volare le numero uno del pianeta. Dopo il break in apertura (3-0), Brea/Gonzalez erano riuscire a tornare nel set nel settimo game, salvo poi concedere di nuovo il servizio nel game successivo.

Una volée di Josemaria ha dato un ulteriore vantaggio alle numero 1 nel terzo game del secondo set, con due errori di Delfi Brea che hanno portato a due i break di vantaggio. Una finale dominata anche nei numeri: 25 vincenti a 15 e 27 errori contro i 34 delle avversarie.

Anche in ambito femminile non sono macate le sorprese: Tra le donne, il risultato più sorprendente è stato senza dubbio il 6-3 6-2 con cui Jessica Castello e la classe 2005 Claudia Jensen hanno messo fine alla storia tra Triay e Ortega.

E gli italiani? Tra gli uomini, il giocatore che è andato più vicino alla qualificazione è stato Marco Cassetta:  classe 1999, in coppia con il belga Clement Geens, ha vinto molto agilmente il primo turno contro i padroni di casa Aljebreen/Alzayed (6-0 6-0), ma poi ha alzato bandiera bianca nel turno decisivo contro gli spagnoli Garcia/Hernandez, perdendo una partita molto combattuta (6-7 6-3 6-4).

Eliminati invece all’esordio i campioni italiani in carica e dominatori assoluti della scena italiana nell’ultimo periodo, ossia Simone Cremona e Lorenzo Di Giovanni. I due azzurri non sono riusciti a trovare il giusto feeling con il campo e le condizioni atmosferiche dell’Arabia Saudita e hanno perso subito in due set contro gli spagnoli Rocafort/Aromi (4-6 4-6).

Fuori al debutto anche Daniele Cattaneo e l’italo-argentino Bubu Salandro, che nulla hanno potuto contro l’ostica coppia composta dal veterano Miguel Lamperti e Jose Jimenez (1-6 4-6).

Giorgia Marchetti, l’azzurra ex tennista classe 1995, in coppia con la spagnola Sara Pujals, è riuscita a superare le qualificazioni, ottenendo così il pass per il main draw femminile. Dopo i due successi delle qualificazioni e la bellissima vittoria contro Bellver/Rodriguez, si è arresa alle più forti Gemma Triay/Marta Ortega per 6-2 6-2.

La prima uscita stagionale saudita del Premier Padel ha offerto un montepremi complessivo di 470.000 euro, record per la categoria appena al di sotto dei quattro Major Doha, Roma, Parigi e Messico.

Per finire, Il Premier Padel 2024 è iniziato in un continente, l’Asia, dove il padel è in rapida espansione. Nonostante vi sia approdato da pochi anni e non ancora in tutte le nazioni (è presente comunque in quasi due terzi dei paesi asiatici) sono 1.200 le strutture e più di 3.200 i campi da padel nel continente, con una fortissima presenza (di circa l’85%) nel Medio Oriente.

Da questa settimana si riparte, destinazione Doha, Quatar, con le stesse sinfonie. Alessandro Bugelli