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Premio di Letteratura Sportiva Gianni Mura, i vincitori

Premio letteratura sportiva Gianni Mura
Premio letteratura sportiva Gianni Mura - Fulvio Valbusa Randagio

Premio di Letteratura Sportiva Gianni Mura “Storie di sport, passioni e grandi imprese”
I edizione

Vincitori

Fulvio Valbusa, Serena Marchi
Randagio (Fandango )

Come un ragazzo delle montagne veronesi è diventato uno dei più forti fondisti di sempre? Cosa rimane di un grande campione dopo che ha smesso di gareggiare? Randagio è il racconto della vita di Fulvio Valbusa prima, e dopo lo sci. C’è un prima con la nascita in una famiglia umile e la morte del gemello Silvio a 15 anni che lo porta a scegliere l’agonismo: la sua è una predestinazione e un risarcimento, è lui il sopravvissuto tra loro due e deve prendere dalla vita quanto più possibile, per entrambi. Da quel momento in poi la sua sarà un’esistenza di grande sacrificio: lavora la mattina in una macelleria e si dedica ad allenamenti massacranti il pomeriggio tra le valli che conosce meglio. È una scalata: passo dopo passo grazie a un talento piegato dalla disciplina e dalla fatica, Valbusa raggiunge i suoi traguardi: il Campionato juniores, la chiamata nella Forestale, i Campionati italiani, i Mondiali e la consacrazione definitiva alle Olimpiadi di Torino nel 2006 con la medaglia d’oro in una staffetta che è rimasta nella storia dello sport italiano. E c’è un dopo, che per lui – diversamente da molti suoi colleghi – inizia con l’abbandono del mondo dello sci, e con un nuovo obiettivo che rivoluziona ancora la sua vita: seguire da guardia forestale il ritorno dei lupi in Lessinia. Dopo 150 anni, infatti, una coppia di grandi carnivori prende residenza sui monti veronesi. Fulvio se ne innamora immediatamente, riconosce in quell’animale – da tutti temuto e odiato, ma allo stesso tempo invidiato e ammirato – se stesso. Slavc e Giulietta diventano la sua nuova famiglia, qualcuno in cui riconoscersi e con cui sentirsi a casa sotto uno spicchio di cielo. La storia di un grande atleta e di un uomo sempre alla ricerca di nuove sfide, il racconto emozionante di una vita come tante e come tante assolutamente eccezionale.

Fulvio Valbusa è stato uno sciatore italiano di fondo dal 1989 al 2008. Campione olimpico, ha vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Torino nel 2006, la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Nagano 1996. Il suo palmarès conta una medaglia d’argento e quattro medaglie di bronzo in diversi Campionati del mondo, 36 medaglie ai Campionati italiani (venti medaglie d’oro, sette d’argento e nove di bronzo). Oggi è carabiniere forestale e telecronista per l’emittente televisiva Eurosport- Gruppo Discovery Channel.
Serena Marchi è giornalista, ghost writer e autrice veronese. Per Fandango Libri ha pubblicato Madri, comunque (2015), Mio tuo suo loro (2017) e Pink Tank (2019).

 

Silvia Salis
La bambina più forte del mondo (Salani)

A soli tre anni, Stella è già inarrestabile. Il suo regno è il campo sportivo di Villa Gentile, che di notte si trasforma in un luogo magico tutto da esplorare tra pozze di lava incandescente e mari di gommapiuma. Ma niente attira l’attenzione di Stella come la gigantesca gabbia al centro del campo, dove i lanciatori del martello si allenano senza sosta a scagliare lontano pesanti sfere d’acciaio. Stella non ha dubbi, un giorno anche lei farà parte dei fortissimi Difensori di quel castello fatto di corde intrecciate e aspirazioni. Anche da grande, quando le fantasie lasciano il posto a duri allenamenti, continua a lottare per realizzare quel sogno. Peccato che l’allenatore Robori non sia d’accordo: il lancio del martello è uno sport da maschi e Stella è solo una femminuccia. Ancora non sa che è praticamente impossibile impedirle di ottenere ciò che vuole, perché quella davanti a lui è la bambina più forte del mondo.

Silvia Salis è un’atleta olimpionica di lancio del martello. Inizia a praticare atletica leggera all’età di otto anni, specializzandosi nel salto in lungo, ma l’amore per il lancio del martello prende presto il sopravvento ed è a questa disciplina che Silvia dedicherà tutta la propria carriera sportiva. Dopo quindici anni di successi e due Olimpiadi, si ritira a causa di un infortunio e decide di impegnarsi nella politica sportiva. Già membro del Consiglio Federale FIDAL e del Consiglio Nazionale del Comitato Olimpico Italiano, nel 2021 è eletta Vice Presidente Vicario del CONI, prima donna a ricoprire questo ruolo. La bambina più forte del mondo è il suo primo libro.

Menzione speciale miglior libro sul tennis

Giorgia Mecca
Serena Venus Williams, nel nome del padre (66thand2nd)

Due sorelle, due destini, due campionesse. E dietro di loro un padre. Questa storia americana di famiglia e successo comincia in un giorno di giugno del 1978, con la romena Virginia Ruzici che vince la finale del Roland Garros e guadagna in una settimana quarantamila dollari. Richard Williams guarda per caso la partita, considera il tennis una noia mortale, ma rimane impressionato dal montepremi. «Dobbiamo fare due figli» dice alla moglie Oracene. «E pregare che siano femmine». È un uomo fortunato, Richard Williams. Il 17 giugno 1980 viene al mondo Venus Ebony Starr, quindici mesi dopo, il 26 settembre 1981, Serena Jameka.
Giorgia Mecca racconta la fenomenale carriera delle due tenniste, da figlie obbedienti e sorelle devote a numero uno e due della classifica mondiale e stelle della cultura pop. Dai campi comunali di Compton, periferia della periferia di Los Angeles, al Centrale di Wimbledon, la cattedrale dei gesti bianchi, costretta dal loro arrivo a vestirsi di nero. Le sorelle Williams hanno conquistato complessivamente 30 titoli del Grande Slam, 44 se si considerano anche le vittorie in doppio. Per riuscirci hanno dovuto combattere avversarie, razzismi, ingiustizie arbitrali, pregiudizi. E hanno dovuto piegare il proprio corpo. Soprattutto hanno dovuto smettere di sentirsi sorelle e diventare nemiche. Fino a ritrovarsi il 28 gennaio 2017, vent’anni dopo il loro primo faccia a faccia, sotto rete a scambiarsi il definitivo segno di pace. Sempre e comunque nel nome del padre.

Giorgia Mecca è nata a Torino nel 1989. Scrive di tennis per il quotidiano «Il Foglio» e per l’edizione torinese del «Corriere della Sera», e tiene una rubrica sportiva su «Internazionale Kids», il mensile dedicato ai bambini. Serena e Venus Williams, nel nome del padre è il suo primo libro.