MARIO MORASSO – Profezia, a cura e con un saggio introduttivo di Pier Luigi Ferro
Diana edizioni, 2022.
Presentazione del volume
intervengono con il Curatore
Stefano Verdino
Francesca Colombi
Biblioteca Universitaria di Genova
Via Balbi 40
ex Hotel Colombia
giovedì 15 giugno 2023, ore 17,30
Profezia è un poemetto dimenticato, quasi perduto, che ha chiuso la stagione poetica e simbolista di Mario Morasso (Genova 1871-Varazze 1938), riportato oggi all’attenzione dei lettori nell’edizione curata da Pier Luigi Ferro per le edizioni Diana di Napoli, col corredo di un ampio saggio introduttivo che ne inquadra l’attività e il pensiero dagli anni della formazione genovese all’esordio del Novecento.
Lo scrittore genovese affida ai versi evocativi di Profezia il suo sistema ideologico basato «su una interpretazione dinamica della vita individuale prevalente sulla vita sociale» e l’annuncio oracolare di una sintesi tra volontà e voluttà, non priva di ascendenze dannunziane.
Mario Morasso è stato una figura centrale e molto discussa sulla scena culturale e politica tra Ottocento e Novecento. Fu un poligrafo estroso, un giornalista dalla prosa lutulenta, critico d’arte e opinionista politico su posizioni antidemocratiche, sostenute con vocalità imperiosa e provocatoria. Teorico dell’egoarchia e dell’imperialismo artistico, è stato tra i primi cantori della macchina e del culto della modernità, suggerendo molte delle idee che saranno sviluppate dal movimento futurista e da Marinetti.
Francesca Colombi è dottoranda in Letteratura italiana presso l’Università di Genova. Ha catalogato e commentato le postille di Edoardo Sanguineti sui volumi crepuscolari conservati presso la Biblioteca Universitaria di Genova, e sta svolgendo il medesimo lavoro di indagine sui libri degli anni Novanta posseduti dal critico. Ha analizzato dal punto di vista storico e variantistico la silloge Versi a Dina di Sbarbaro, di cui ha curato anche l’epistolario a Giovanni Giudici (San Marco dei Giustiniani 2021).
Pier Luigi Ferro ha fatto parte della direzione di «Resine. Quaderni liguri di cultura» e ha collaborato a «Il Ponte», con scritti raccolti poi in Attestature. La letteratura italiana tra Novecento e nuovo millennio (Il Ponte 2002). Ha curato la ristampa de Il Verso Libero di Lucini (Interlinea 2008) e del Poema del Candore Negro di Farfa (viennepierre, 2009). Nel 2010 è uscita la monografia Messe nere sulla Riviera. Gian Pietro Lucini e lo scandalo Besson (Utet) con prefazione di Edoardo Sanguineti. Il saggio La penna d’oca e lo stocco d’acciaio (Mimesis 2014) ha vinto il Premio Feronia Bettini per la saggistica. Ha curato, con Stefano Verdino, gli atti del convegno Sbarbaro e gli altri (San Marco
dei Giustiniani 2019) e la voce dedicata ad Adriano Spatola nel Dizionario Biografico degli Italiani.
Stefano Verdino è stato ordinario di Letteratura italiana e direttore del Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Antichistica, Arti e Spettacolo dell’Università di Genova. Ha collaborato a «L’Indice», «Il Secolo XIX», «Poesia» e numerosi altri periodici e riviste, nonché, come redattore o direttore, a «Nuova Corrente», «il verri» e «Resine». È autore di numerosi saggi critici e monografie dedicati alla letteratura italiana del Manierismo e dell’Otto-Novecento, tra cui Genova reazionaria. Una storia culturale della restaurazione (Interlinea 2012); Tragedia (Guida 2012). Ha curato, tra le altre cose, la raccolta completa delle Poesie di Mario Luzi (Mondadori 1998) e l’edizione del carteggio Camillo Sbarbaro – Carlo Bo, Lettere e dediche (1930-1964) (San Marco dei Giustiniani 2016).







