E’ in via di completamento la stesura definitiva del nuovo Piano Urbanistico Comunale che sarà consegnato al più presto all’Amministrazione per poter avviare i confronti con tutte le espressioni della comunità locale prima della formale adozione del progetto da parte del Consiglio Comunale.
Lo sviluppo del Piano, in questi due anni di lavoro ha consentito di definire, sia attraverso il vasto dibattito pubblico successivo alla presentazione dello Schema Direttore del Piano, sia attraverso le verifiche istituzionali della Conferenza d’Ambito e del procedimento regionale sul contenuto della Valutazione Ambientale Strategica, una sostanziale condivisione su di una impostazione che si pone come proprio obiettivo principale la costruzione di nuove opportunità, capaci di creare sviluppo e lavoro partendo dalle valenze materiali ed immateriali che la città possiede, senza consumarle, ma anzi mirando a renderle durevoli, e atte a fondare su di esse un positivo futuro.
Centrale compito del Piano è diventato quindi quello di garantire la sostenibilità di tali valenze all’interno dei processi di sviluppo della città, ponendo particolare attenzione al rischio della loro vulnerabilità nei confronti di trasformazioni potenzialmente incidenti sui i caratteri di immagine, d’ambiente, di paesaggio che della città costituiscono il patrimonio più prezioso e non riproducibile.
Il lavoro di dare una veste tecnica definitiva a tale compito si è quindi sviluppato in questi ultimi mesi nella logica di definire un sistema articolato in:
• definizione degli assi di sviluppo sotto il profilo delle attività e delle scelte territoriali,
• progetti, modelli e regole per la manutenzione della città e la soluzione delle criticità urbanistiche esistenti, nella direzione della riqualificazione degli spazi sotto il profilo della forma urbana, della mobilità, della fruibilità, degli equilibri ambientali,
• riorganizzazione di spazi e servizi per favorire la permanenza dei giovani e l’autonomia delle persone anziane e delle persone più fragili, con attenzione alle esigenze dell’utenza ampliata,
• interventi di manutenzione dell’ambiente, con particolare riferimento al territorio collinare di matrice rurale, connessi a usi che sebbene economicamente complementari, presentano interesse strategico sia per la difesa dal rischio idrogeologico, sia sotto il profilo delle stesse attività produttive nel settore primario e dell’innovazione e diversificazione nell’offerta turistica qualificata.
Un sistema pertanto capace di costituire il supporto tecnico volto a favorire i tre assi prioritari di un futuro che secondo gli indirizzi ricevuti dall’Amministrazione sin dall’avvio del lavoro, deve articolarsi verso:
• le attività “avanzate” proprie di un futuro che sappia richiamare e sviluppare imprese “immateriali” ad alto e qualificato tasso di occupazione e massima compatibilità con l’ambiente.
• il turismo culturale volto alla moderna e qualificata formazione delle giovani generazioni, capace di legarsi alla storia della città, alle sue tradizioni d’avanguardia in campo economico e sociale, e quello rivolto alla nuova domanda di tipo sociale, di cura e di riabilitazione,
• il turismo sportivo inteso come ulteriore sviluppo e coronamento dell’eccellenza sportiva della città.
La traduzione di tale impostazione in uno strumento dotato di semplicità e comprensibilità della rappresentazione tecnica e del linguaggio normativo ma nello stesso tempo ricco di contenuti e d’informazioni, atte ad esempio a favorire il processo di rigenerazione del patrimonio edilizio esistente, con un innalzamento delle prestazioni degli organismi edilizi e urbani sotto il profilo della qualità architettonica e paesaggistica, della riduzione del rischio idrogeologico, dell’efficienza energetica, dell’accessibilità e della fruibilità, è stata il compito che il Gruppo di lavoro ha affrontato in questi ultimi mesi, anche nell’attesa di quella riforma della legge urbanistica regionale in termini più moderni ed efficaci, più volte annunciata e purtroppo sino ad oggi non pervenuta a conclusione.
In considerazione della scelta di ridurre al massimo il nuovo consumo di suolo limitando gli interventi trasformativi alla sola area della Colmata, e di conseguenza di favorire il corretto riuso del patrimonio edilizio, particolare impegno è stato posto nella costruzione di un repertorio informativo, che viene reso disponibile per tutti gli operatori, con una analitica schedatura di oltre 600 edifici, per ciascuno dei quali sono state illustrati i valori presenti a costituire elemento di conoscenza preventiva, atta a semplificare l’operatività degli interventi e garantirne la correttezza.
Nello stesso tempo il contenuto tecnico del Piano è stato arricchito in termini di dettaglio dalla definizione preprogettuale di una rete di spazi pubblici e collettivi (la città pubblica) a garantire quella qualità urbana elevata che deve continuare a caratterizzare Chiavari, riproponendone in diversi casi immagini proprie della storia civica oggi parzialmente dimenticate.
Un Piano quindi, quello in via di definizione finale, che vuole uscire dalla generica “zonizzazione” tipica di una mera funzione di controllo di un sistema sostanzialmente lasciato al “mercato”, ma che invece affronta in termini operativi la necessità di garantire l’aderenza tra gli obiettivi enunciati e le ricadute progettuali conseguenti, costruendo regole attuative dotate dei necessari requisiti di concretezza e fattibilità, sviluppando e sostenendo la qualità progettuale diffusa, sia nell’intervento pubblico che in quello privato.
All’interno di un quadro normativo, che vuol corrispondere concretamente ai problemi dell’oggi, non poteva mancare nella realtà di Chiavari uno specifico documento volto a favorire la riduzione del rischio idrogeologico attraverso una serie di misure e di buone prassi di cui tenere conto nelle programmazioni e nelle azioni diffuse sul territorio da parte di soggetti pubblici e privati, integrative e di dettaglio rispetto alle stesse previsioni di scala territoriale degli studi e interventi previsti dal Piano di Bacino.
A fronte di un territorio fragile, esposto a esondazione ed in parte a rischi di dissesti, costituito da piane alluvionali e da pendici collinari acclivi, interessato dall’artificializzazione dei corsi d’acqua e della rete minore, da una rilevante densità edilizia e di occupazione artificiale dei suoli, il PUC definisce una serie d’indicazioni e norme di cautela che sono scaturite dalla rilevazione diretta degli effetti prodotti dai recenti eventi alluvionali e dai fenomeni in atto.
Infatti, oggi gli interventi sul territorio devono necessariamente tenere conto delle condizioni di fragilità dovute sia alle mutate condizioni climatiche, sia alle condizioni di antropizzazione di un ambiente di per sé delicato, ponendo pertanto attenzione non solo alle condizioni degli argini di fondovalle ma a tutte le misure che permettono di migliorare l’assorbimento dei suoli e un più ordinato scorrimento delle acque, attraverso interventi sul reticolo minore, con attenzione alla presenza di manufatti barrieranti (strade, muri, edifici, parcheggi, sottoservizi di rete), alle confluenze improprie di rivi e impluvi, all’artificializzazione degli alvei.
Complessivamente quindi il progetto di Piano predisposto, accompagna la lettura e l’interpretazione delle varie parti del territorio nelle diverse categorie della conservazione, della riqualificazione e del completamento riservando alla sola area della colmata il ruolo di distretto di trasformazione, incrociando le ordinarie disposizioni normative per ciascun ambito con speciali disposizioni “di sistema” volte a considerare in termini premiali e incentivanti le diverse “positività” che caratterizzano il ruolo ed il futuro di Chiavari, dalla ricettività turistica alla distribuzione commerciale, dalla fruizione escursionistica a quella balneare, dal recupero degli oliveti, allo sviluppo della mobilità leggera ciclabile e del verde urbano.
Il Repertorio delle oltre 600 schede di edificio, il quadro delle fronti stradali di pregio e la raccolta dei progetti “pubblici” su diverse piazze e siti di valore della città, costituiscono il corredo operativo e conoscitivo che il Piano pone a disposizione di tutti gli operatori pubblici e privati nella logica del perseguimento di una sempre maggiore qualità urbana, insieme con le speciali disposizioni sul miglioramento delle dotazioni di servizio pubblico ed a favore della disponibilità di edilizia sociale .
Una valutazione a parte riguarda il sistema di fondovalle della città dell’Entella territorio da riqualificare e rigenerare con attenzione ai delicati equilibri ambientali e al tempo stesso volta a definire un sistema di riqualificazione di una porzione fondamentale della città, le cui scelte principali dovranno essere condivise a livello d’ambito con i Comuni contermini e non potranno prescindere da politiche attive per l’attuazione di progetti pubblici e privati, come previsto dal Piano Territoriale recentemente adottato dalla Regione.






