In occasione dell’incontro RADIO E SPORT
sarà presentato il volume
Tonino Raffa, giornalista e voce storica di Radio RAI
Filippo Grassia, opinionista di Radio Rai Perché la “moviola alla radio”
Emanuele Dotto, inviato di Radio RAI
Michele Cort i, giornalista sportivo e radiocronista
“Tutto il calcio minuto per minuto”, una delle trasmissioni più popolari
della Rai, il 10 gennaio scorso ha compiuto i suoi primi cinquant’anni. Un
compleanno importante per la storia della radiofonia e del nostro Paese,
l’occasione per rievocare e risvegliare le emozioni di un programma di successo
nato grazie alla brillante intuizione di Guglielmo Moretti, capo del
pool sportivo, Sergio Zavoli, all’epoca responsabile della redazione radiocronache
della Rai e Roberto Bortoluzzi che di “Tutto il calcio” fu l’ideale
padrone di casa per 27 anni prima di lasciare il testimone nelle mani di
Massimo De Luca e poi di Alfredo Provenzali. Un appuntamento che ha
saputo regalare queste emozioni a milioni di radioascoltatori. E che, mezzo
secolo dopo, ancora regala.
Nomi che riaccendono il ricordo e la fantasia dei tifosi: Niccolò Carosio,
capostipite in assoluto delle prime radiocronache di calcio, Enrico Ameri,
Sandro Ciotti, Claudio Ferretti, Ezio Luzzi. Personaggi che si sono impressi,
con la bravura, la voce e la loro spiccata personalità, nei timpani e
nel cuore degli italiani, sempre più fedeli al rito consolidato della domenica
pomeriggio. Rito che negli anni Sessanta vedeva come protagonista pressoché indiscussa la radio, mezzo di
comunicazione tra i più immediati che, con l’avvento della televisione e delle tecnologie sempre più sofisticate,
ha dovuto raccogliere una sfida importante per continuare a stare al passo con i tempi. E dunque, Riccardo
Cucchi, Bruno Gentili, Giulio Delfino, Filippo Corsini, Francesco Repice e molti, molti altri che, “rubando”
il mestiere ai vecchi maestri hanno portato avanti la bandiera di una trasmissione unica, che non somiglia a
nessun’altra. Attraverso le voci e le memorie di grandi giornalisti, di allora e di oggi, con questo libro si vuole
ripercorrere la storia di un programma, dei suoi attori principali e secondari, ma al contempo la storia di un
Paese e del suo costume attraverso cinquanta anni di calcio e di fede sportiva. E allora, mettiamoci comodi.
“Gentili ascoltatori buon pomeriggio… I campi collegati sono nell’ordine … Al microfono i colleghi… Via
con i risultati dei primi tempi”.
Con la radio è così. Chiudi gli occhi e vivi sognando la partita, trasportato dalla corrente di una voce ormai
amica e… “Scusa, scusa Ameri”… “Scusa Ciotti, il Milan è passato in vantaggio”… E allora l’adrenalina entra
in circolo e sì, può accadere che si sia testimoni, in diretta, di un risultato inaspettato, incredibile. Magari,
“clamoroso al Cibali!”.
Riccardo Cucchi, nato a Roma, è laureato in Lettere. Assunto in Rai per concorso
nel 1979, ha iniziato a far parte del gruppo dei radiocronisti di “Tutto il
calcio” nel 1981. Erano ancora i tempi di Ameri e Ciotti. Inviato speciale nel
1990, dal ‘94 è diventato prima voce della storica trasmissione e della nazionale.
Ha raccontato per Radio 1 sei mondiali e sette olimpiadi. Nel ‘92 e nel ‘93 è stato
anche telecronista di atletica leggera, sport che ha seguito per la radio dal 1988.
Tra le discipline sportive delle quali è stato specialista, la scherma, il canottaggio,
il basket e la pallavolo.






