Il 15 e 16 Marzo il Comitato provinciale per l’Unicef di Pavia, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Pavia e con il patrocinio dal Comune di Pavia e dalla Provincia di Pavia, ha organizzato un seminario di lavoro a cui hanno partecipato i rappresentanti di molte organizzazioni istituzionali e del terzo settore, che operano nel contesto locale con i minori o per i minori.
Questi soggetti hanno raccolto il nostro invito a condividere il loro punto di vista di osservatori privilegiati deiprocessi sociali che interessano i minori nella città . Tale appuntamento siinserisce all’interno di un più ampio progetto che il Comitato locale per l’Unicef di Pavia porta avanti insieme al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Pavia, con l’obiettivo di creare una forte sinergia con gli altri attori locali impegnati a vario titolo sui temi della condizione minorile nel contesto locale, con l’obiettivo studiare e proporre soluzioni per l’avanzamento e la promozione dei diritti dei minori nel territorio locale.
Seguendo questa linea programmatica, i partecipanti al seminario costituiscono uno spaccato, il più ampio e inclusivo possibile, della realtà locale rappresentativa del terzo settore, del mondo della scuola e delle istituzioni: Associazione a ruota libera; Centro sportivo italiano; Associazione genitori a scuola – Pavia; Associazione Synodeya; Istituto “Dosso Verde”; AGD; Per fare un albero Onlus; AGE Siziano; Casa del giovane; Istituto Cossa di Pavia; Istituto comprensivo diVidigulfo; Officina delle arti; Centro affidi comune di Pavia; Comitato No Slot; Centro anti- violenza cooperativa liberamente; Progetto Con- tatto; Prefettura di Pavia; Questura di Pavia; Assessorato ai servizi sociali Comune di Pavia; Assessore istruzione comune di Casorate Primo.
Data la trasversalità ed eterogeneità dei partecipanti, i due giorni di incontro hanno rappresentato l’occasione per condividere un ampio ed importante momento di riflessione sulla condizione dei minori nel nostro territorio, attraverso: lo scambio di informazioni sulle attività portate avanti da ogni interlocutore; il confronto di pareri riguardanti l’implementazione delle politiche pubbliche, con un occhio di riguardo sulle relative debolezze, specialmente in un periodo di crisi economica, ma anche dal punto di vista della prassi legislativa edamministrativa; la condivisione di preoccupazioni generali e specifiche; l’individuazione di nuove problematiche ed emergenze, che, come è stato dichiarato unanimemente, richiedono l’individuazione di nuovi strumenti di lavoro congiunto.
Durante l’intero incontro, si è cercato di non perdere di vista il punto di riferimento offerto dalla Convenzione per i diritti del fanciullo.Tale strumento, di protezione e garanzia internazionale per i minori di tutto il mondo ha, a nostro parere, il pregio di immaginare un mondo virtuoso per il minore in cui la sua integrità e le sue potenzialità sono protette e valorizzate a 360 gradi. Si è cercato dunque di capire, tramite le varie testimonianze, a che punto di tale percorso verso una condizione ottimale quale quella immaginata dalla Convenzione si trova il nostro territorio.
In ultimo, l’incontro del 15 e 16 marzo ha rappresentato una importante occasione per riflettere sullo stato dell’arte del terzo settore cittadino, attraverso un reciproca conoscenza, uno spontaneo scambio di opinioni, l’individuazione di bisogni comuni – spesso sommersi – e l’interscambio di proposte di collaborazione.
Sulla base di questa due giorni incontri, confronti e discussioni, presentiamo una sentesi delle principali conclusioni raggiunte, alle quali cercheremo di dare risposta tramite una serie di attività che in ultimo presenteremo.
Principali conclusioni
Presentiamo un primo elenco non esaustivo di temi di riflessione emersi a titolo di conclusione dei lavori:
si denuncia, con un certo allarme, lo spostamento dell’intervento pubblico dalla prevenzione all’emergenza, principalmente a causa delle crescenti difficoltà economiche dell’operatore pubblico e a ricaduta di quelli privati;
si rileva la presenza di ostacoli amministrativi (sia dal punto di vista di carenze legislative, sia dal punto di vista di una ingente burocratizzazione) spesse volte responsabili del rallentamento o fallimento o sostanziale inefficacia dei singoli interventi, siano essi condotti dalle associazioni del terzo settore o dalle istituzioni;
si nota una certa distanza tra il terzo settore e il mondo giovanile, studentiuniversitari inclusi, specialmente per quel che riguarda la conoscenza dell’associazionismo locale con le conseguenti disponibilità di occasioni di volontariato, lavoro e partecipazione;
si esprime un certo interesse per il tavolo di lavoro da noi proposto, che colma parzialmente la mancanza di occasioni di comunicazione, incontro e confronto tra i vari interlocutori locali;
Prossime linee d’azione
Sulla base delle sopra-citate conclusioni, presentiamo ore le prossime linee d’azione che intendiamo perseguire:
Redigere una ricerca scientifica che veda coinvolti a titolo di realizzatori il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università e il capitale umano del comitato provinciale per l’Unicef, di concerto con gli osservatori privilegiati, volta ad individuare, studiare, analizzare e presentare una raccolta di politiche pubbliche, interventi di assistenza e di volontariato da raccogliere in un elenco di buone prassi, da poter essere riprodotte sul territorio;
Affiancare questo lavoro di ricerca con l’organizzazione di seminari di studio, tramite l’invito di esperti nazionali in materia di politiche giovanili, rivolti all’approfondimento del dibattito locale e a fornire occasioni di formazione per gli operatori locali;
Cercare di allargare il più possibile la quantità degli attori istituzionali e non,“fare reteâ€, assegnando al Comitato Unicef il ruolo di coordinamento del dibattito interno tra di loro, con l’obiettivo di permetterne un dialogo costruttivo, come quello realizzato durante i due giorni della tavola rotonda, in modo da migliorare la qualità delle loro azioni, permettere lo scambio di informazioni e facilitare la creazione di sinergie;
Organizzare incontri pubblici tra il mondo giovanile ed universitario con il terzo settore, in modo da diffondere una cultura del volontariato e della partecipazione alla realizzazione del bene pubblico collettivo.






