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Progresso Ligure per Rapallo

Non parlo come Portavoce del Movimento Progresso Ligure per Rapallo ma come padre di 2 bambini che dopo una riflessione collegata al  Torneo Ravano (ho presenziato nel  ruolo di allenatore/educatore) dove purtroppo ho registrato atteggiamenti anti educativi da parte di istruttori/allenatori , mi sento spinto a scrivere e condividere con tutti voi questo comunicato stampa nella speranza di poter trasmettere qualcosa di utile.

IMPARATE A PERDERE, PER VINCERE:
Lo sport ci insegna a lasciar andare i figli, con difficoltà e anche sofferenza, per ritrovarli diversi alla fine di un percorso che può regalare gratificazioni immense.  
Nessuno però si fa educare da qualcuno di cui non ha sufficiente stima, fosse anche il papà o la mamma; occorre dimostrare dunque, anzitutto a se stessi come genitori e poi ai giovani, di avere qualcosa da dare che i figli non hanno ancora.
Un aspetto molto complicato su cui padri e madri dovrebbero “allenarsi” è quello di saper perdere. Non stiamo parlando di accettare le inevitabili sconfitte dei propri ragazzi sul campo. Parliamo di quello che è, per il genitore, l’esito della partita più importante, il riuscire ad accettare la loro emancipazione.
 Come evitare di abbandonarli a loro stessi, “rei” solo di maggior desiderio di autonomia? Sono tutti aspetti legati all’imparare a saperli prendere, accompagnandoli verso il loro futuro; non si tratta di un processo rapido e indolore ma di un percorso, da provare e riprovare, contraddistinto da una dinamica che si sviluppa in tre tempi.

ACCETTARE UN TERRENO DI CONFRONTO
Prima ancora che la partita abbia inizio, le squadre si dispongono in campo. Il terreno di gioco è uguale sia per chi gioca in casa che per gli ospiti.  La differenza, nello sport e in educazione, la fa l’esperienza e la qualità del gioco: non il campo. Accettare il confronto significa pertanto accettare di affrontarsi sullo stesso terreno di gioco, uguale sia per i genitori che per i figli. Per un padre o una madre a volte ciò non è facile. Sono abituati a crescere i figli, non a doversi confrontare con loro. Se è pur vero che le responsabilità degli adulti sono maggiori, perché il confronto possa produrre i frutti sperati essi devono accettare di condividere lo stesso perimetro di gioco e sviluppare la capacità di ascoltare, parlare avendo rispetto delle opinioni dei ragazzi e  dare valore al loro punto di vista.

VIVERE LA PARTITA DELL’ALLONTAMENTO
Il distacco non avviene come quando si strappa un cerotto: un dolore intenso al momento che poi passa. La separazione tra genitori e figli è paragonabile a un lungo campionato fatto di molte partite, alcune delle quali si vincono, altre si perdono o pareggiano. Si tratta di giocare ad affrontare e sperimentare l’allontanamento reciproco, partita dopo partita, attaccando e difendendo a seconda delle circostanze e delle energie disponibili con le tattiche più congeniali. Ogni azione non è che un episodio, una piccola tappa del lungo cammino che porterà a separarsi. Questo consente ai genitori di comprendere meglio cosa sta cambiando in loro, come la vivono, quanto si sentono preparati, sapendo che il processo avviene ogni volta, e richiede anni di allenamento.

STRINGERSI LA MANO AL TERMINE E RI… CONOSCERSI
La separazione ed emancipazione tuttavia non sono le ultime fasi del percorso. Come accade al termine di una gara corretta, i giocatori alla fine si ritrovano al centro del campo per stringersi la mano, talvolta abbracciarsi. È un importante gesto di riconoscimento reciproco.  Saper (ri)conoscere il figlio come altro da sé è la condizione per (ri)trovarsi, e sperimentare che quanto si pensava perduto è in realtà recuperato, seppure in modo diverso. L’ultima tappa è il nuovo incontro fatto di (ri)conoscimento e gratitudine reciproci, entrambi attraverso uno sguardo diverso. Si tratta di una grandissima ricompensa che giustifica l’aver attraversato tante situazioni ed esperienza delicate, inclusi momenti di incomprensione e conflitto.

Nella speranza di un futuro un azzurro possibile e soprattutto di poter vedere i bambini divertirsi più possibile per una loro crescita auguro a tutti un Buon Divertimento

Un Saluto

Il Portavoce di Progresso Ligure per Rapallo ma sopratutto da un Papà
Sig.re Daniele Rezzano