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PROMETHEUS JOURNEY: Una sinfonia visiva mostra il viaggio verso il prossimo futuro

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Prometheus Journey è un film e un progetto tripartito, composto da una performance live e un cortometraggio che saranno raccolti in un sito web.

La prima fase del progetto, è caratterizzata da un video che unisce arte e scienza e mostra il primo capitolo della narrazione, la prima fase di un viaggio verso il futuro.

«Prometheus Journey inizia con un volo radente sulle pagine di un libro antico, la partenza di un viaggio di scoperta guidati dalle tracce sonore emesse dall’Universo. Un’ascesa in profondità, attraverso gli strati della memoria geologica, avvolti da miriadi di corpi celesti che seguono orbite ipnotiche, diretti verso i confini della tecnologia dove si confondono i limiti spazio temporali tra biologico e geologico». Stefano De Felici

Analogico/digitale, acustico/elettronico, micro/macroscopico, ordine/disordine, sono alcune delle dicotomie che entrano in gioco nella dialettica sonora e concettuale di questo film, realizzato senza l’ausilio di effetti speciali e, anzi, riscoprendo e riadattando tecniche artigianali nella ricostruzione dell’infinitamente grande attraverso l’infinitamente piccolo.

Lo stretto collegamento con la scienza è suffragato da Roberto Paura, direttore dell’Italian Institute for the Future (IIF), organizzazione no-profit che collabora con il World Futures Studies Federation che sostiene apertamente il progetto.
«Immaginare il nostro lontano futuro è una delle imprese più difficili per la mente umana, abituata ad affrontare il presente giorno per giorno. Per questo è importante puntare su opere evocative come il cortometraggio di Stefano De Felici, che ci spingono a riflettere sul destino della civiltà umana, sui rischi dell’Antropocene e sulle possibilità di trasformarci in una specie multiplanetaria. Non solo: De Felici enfatizza nel video il concetto che la sopravvivenza della nostra civiltà è legato alla preservazione della conoscenza accumulata nei millenni. Se è vero che “in principio era il Verbo”, cosa ne sarà di noi se la parola scritta andasse irrimediabilmente perduta? Eppure è un rischio che corriamo affidando all’etereo mondo digitale tutta l’informazione prodotta negli ultimi anni. Vint Cerf, tra i “padri” di Internet, ha messo in guardia dal rischio di un buco nero digitale se dovessimo perdere la memoria riversata sul web. Oggi molti esperti si occupano di elaborare sistemi per preservare la conoscenza della civiltà in caso di catastrofe. Lungi dall’essere esercizi di pessimismo, questi scenari ci aiutano a proiettarci su lungo periodo e anticipare i rischi a venire. Con l’Italian Institute for the Future abbiamo quindi voluto contribuire con suggestioni e idee all’elaborazione di “Prometheus”»

Grazie all’Italian Istitute for the Future (https:// www.instituteforthefuture.it/ ) e al suo Direttore Roberto Paura, è stato realizzato un piccolo e prezioso network che ha già coinvolto il Center for Near Space con la complicità dell’Ing. aeronautico Gennaro Russo e Future Fiction grazie all’ interessamento dello scrittore e editore Francesco Lo Verso (https://www.futurefiction.org/chi_siamo/).

L’intento è quello di trasportare lo spettatore in un’ascensione in profondità alla ricerca del vuoto, attraversando la memoria del cosmo e sfogliando gli strati geologici come fossero un museo in disordine.
Condividendo le premesse della ricerca artistica musicale, i due artisti visivi hanno sviluppato una propria traiettoria esplorando i limiti tra biologico e geologico, affrontando un viaggio nell’ecologia dell’inumano guidato dalle tracce sonore del cosmo tra galassie, pianeti ghiacciati e meteore

Il video nasce in collaborazione con il duo musicale Phase Duo, composto da Stefano Greco (elettronica, monochord) ed Eloisa Manera (violino e composizione) portatore di un linguaggio originale che ben si amalgama con la sperimentazione visiva realizzata da i videoartisti Stefano De Felici e Federico Mazza di Almost Videolab.
“Prometheus journey”, infatti, è la prima traccia di S/T, un disco con una forte identità anche rispetto ai nuovi approcci della musica da film e alle colonne sonore, quasi come fosse già la sonorizzazione di un lungometraggio immaginario nello spazio infinito.

«Grazie alla collaborazione con Phase Duo il progetto ha trovato una traiettoria di sviluppo sonora e musicale ideale. A cavallo tra analogico e digitale le invenzioni di Eloisa Manera e Stefano Greco hanno profondamente influenzato la realizzazione di Prometheus Journey, tanto da poterlo definire una sinfonia visiva» Stefano Felici

«Il mito di Prometeo è per noi il viaggio dell’uomo stesso che tramite memoria, intelligenza e l’uso della tecnologia cerca dolorosamente di raggiungere la conoscenza, nonostante sia contro l’ordine divino precostituito. Una sinfonia di loop elettroacustici e digitali dipingono perpetue cadute e rinascite a tinte epiche, mentre il violino si staglia con una melodia eterea che viaggia al di sopra di una cupa ed eterna pulsazione» Eloisa Manera

Ascolto dell’album S/T
https://autrecords.bandcamp.com/album/s-t-4

Il progetto è realizzato grazie al contributo di Moovie srl e Lampo Tv snc, che hanno curato la fornitura del materiale tecnico per realizzare circa 20 giornate di shooting in studio e le postazioni di edit in Avid per realizzare la post produzione.

Video di Prometheus Journey: https://www.youtube.com/watch?v=VfHlJCetFMA&;amp=&feature=youtu.be

BIO
Eloisa Manera. Violinista compositrice improvvisatrice italospagnola con una forte formazione classica, si sta affermando sempre più nell’ambito della musica jazz e creativa.
Dedita alla sperimentazione, all’arte e all’interesse per il carattere antropologico-migratorio della musica, come dimensione artistica catalizzatrice di culture diverse, si dedica alla musica da sempre con grande curiosità e dedizione indagando il rapporto fra scrittura e improvvisazione. Negli ultimi anni i recenti lavori a suo nome riguardano un lavoro in solo con l’uso di elettronica (Rondine) e un progetto ispirato alle Città Invisibili di Calvino con un Ensemble di 8 elementi.

Stefano Greco è un compositore elettronico e di colonne sonore, Dj/producer e sound designer. Dal 2004 ha esplorato varie aree della musica, iniziando a suonare la chitarra e producendo musica elettroacustica per spettacoli teatrali e di danza contemporanea. È il fondatore di Blau Studio a Milano (9 anni ormai). Suona dal vivo come Fana in solo e Phase Duo con la violinista Eloisa Manera.
Stefano De Felici fin dal 2005 realizza progetti partecipati mescolando teatro, cinema e performance dal vivo, con cooperative sociali, enti pubblici e privati. Tra i progetti realizzati il Festival di arti visive “Inchiostro d’ autore”, lo spettacolo teatrale “A passo di danza” e l’installazione site specific “The ghost train”.
Esordisce nella regia con il corto documentario “Cemento all’indice” nel 2008, un gesto situazionista , tra i protagonisti anche Carlo Freccero, Tatti Sanguineti e Danila Satragno.
Nel 2009 racconta l’ Italia della crisi con “Caccia Grossa”, documentario co-prodotto dall’AAMOD grazie al sostegno di Mimmo Calopresti, con cui vince il premio Miglior Documentario Festival Cinemaitaliano “Brava Gente” e viene proiettato al London International Documentary Festival e al FIPA di Biarritz .
Con “Non siamo scarti” nel 2012 riceve dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia la stella al merito sociale e vince il festival “Pillole d’ attualità al Festival Isola del Cinema di Roma” col quale ottiene una distribuzione e viene trasmesso dalla Rai .
E’ co-fondatore di Seemars video & animation studio con cui realizza ricerca audiovisiva sperimentando la tecnica mista (live action + animazione) sia per la televisione come il progetto “Cantiere” con SKY Arte che per installazioni ed eventi come il museo virtuale di Save the Children allestito durante EXPO milano.
Entra a far parte nel 2015 del collettivo di maker digitali di Almòst videolab dove sviluppa il corto “Ferruccio, storia di un robottino” con cui vince alla Casa del Cinema di Roma il premio ABcontest consegnatogli dai giurati Paolo Genovese, Riccardo Jacona e Carolina Crescentini . E’ in produzione per la realizzazione di un affresco narrativo audiovisivo e interattivo per il futuro Museo dell’ ex fabbrica Ferrania Film.