Innovativa proposta di teatro culturale sostenuta e promossa da Maria Galasso e Ivano Malcotti. Insieme hanno scritto “Il gallerista” (Erga Editori, 2009), libro che tratta di teatro e arte, la cui pubblicazione è stata promossa istituzionalmente in ambito di ricerca.
Maria Galasso è ricercatrice delle innovazioni artistiche, teatrali,musicali ed esperta nell’area linguistico-artistico espressiva. Si occupa attraverso sue innovazioni metodologiche, di progettazione formativa in tutti gli ordini di scuola e nei corsi universitari multidisciplinari di Educazione aalo Sviluppo dell’Unicef. Diverse le segnalazioni di merito ricevute in ambito culturale sia a livello nazionale sia internazionale. E’ redattrice di diverse riviste, autrice di saggi, articoli sui linguaggi della comunicazione. Ha in attivo libri finalizzati alla promozione della persona umana.
Ivano Malcotti è poeta, autore di testi musicali e teatrali. Svolge attività di ricerca e consulenza teatrale a livello istituzionale. Direttore di diverse riviste di arte e cultura. E’ tra i fondatori del Centro Studi Eielson. All’attivo numerosi libri, testi di canzone, spettacoli teatrali e progetti culturali. Fa parte di diverse giurie promotrici di giovani talenti.
Mentre la Politica va in pezzi serve un Teatro politico. Teatro politico non significa un teatro al servizio della Politica. Al contrario, significa un teatro indipendente, che non si vende sul ‘mercato’ della cultura e non si piega ai suoi interessi e tuttavia, anzi proprio per questo, è capace di prendere posizione e di sapere da che parte sta. Giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto il suo obiettivo è denunciare, demistificare, sabotare la grande macchina della cultura ufficiale, che, sotto la maschera di una presunta neutralità , sforna in modo seriale quantità industriali di luoghi comuni di largo consumo a stretto beneficio di pochi. Per questo il Teatro politico dev’essere istantaneo, cioè capace di ribattere in tempo reale all’immissione di nuovi prodotti di consumo nel mercato capitalistico delle idee. Poiché scegliamo di stare fuori da questo mercato il nostro teatro sarà , gioco forza, un teatro povero. Un teatro di parola, poco spettacolare, con allestimenti artigianali, spesso ospitato fuori dai luoghi tradizionali della rappresentazione teatrale: sedi di associazioni, circoli, scuole, piazze. Un teatro a cui non si assiste seduti comodamente in platea, ma più verosimilmente assiepati in uno stanzone, seduti su sedie di legno, magari un po’ sgangherate e scomode, scomode come i frammenti di vita che mettiamo in scena, un pugno nello stomaco che vogliamo dare per risvegliare lavoratori, studenti, pensionati, bottegai, cittadini, intellettuali storditi e/o disorientati dal sonno della ragione, che, proverbialmente, genera mostri. A tutti coloro che, come noi, di questo teatro politico istantaneo sentono il bisogno – attori, autori, musicisti, spettatori, curiosi – vogliamo rivolgerci per chiedere loro di fare qualcosa insieme, qualcosa di scevro da grandi pretese, toni roboanti e dichiarazioni solenni, ma, proprio per questo, senza alcuna soggezione, né timore di scomodare qualcuno.
Maria Galasso
Ivano Malcotti






