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Pubblicato il rapporto “World Watch List 2022” sulla persecuzione dei cristiani nel mondo

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L’Afghanistan è stato classificato come il paese più pericoloso al mondo per chi professa la fede cristiana, scavalcando la Corea del Nord, ora al secondo posto, secondo la World Watch List 2022, pubblicata giovedì dall’agenzia di monitoraggio cristiana Open Doors. Quest’anno si registra il più alto livello di persecuzione da quando la lista è stata pubblicata per la prima volta, 29 anni fa. Secondo il report dell’organizzazione, la situazione è diventata più pericolosa per i cristiani in Afghanistan, dopo che i talebani hanno preso il controllo del Paese. “Quando viene scoperto che un individuo è di fede cristiana, la sua famiglia, clan o tribù deve salvarne l’onore, rinnegando il credente o addirittura uccidendolo. Poiché lasciare l’Islam è considerato un segno di follia, un cristiano può essere forzatamente rinchiuso in un ospedale psichiatrico, ha detto Open Doors nel rapporto annuale. Preoccupante anche la situazione in India, Paese democratico, ma sempre più influenzato dall’ideologia nazionalista induista, secondo la quale essere indiano significa essere indù. Le violenze contro cristiani e altre minoranze è ignorata o incoraggiata da leader politici indiani, e accompagnata da un’impennata di disinformazione sui media. Tuttavia tra i circa 100 Paesi monitorati il rapporto rileva un aumento della persecuzione. Salgono da 74 a 76 quelli che mostrano un livello definibile «alto, molto alto o estremo». Crescono a 360 milioni (340 nel 2021) i cristiani perseguitati, 5.898 quelli uccisi (da 4.761), con la Nigeria sempre epicentro di massacri (4.650) assieme ad altre nazioni dell’Africa subsahariana. Sono state 5.110 le chiese attaccate (4.488 l’anno precedente), 6.175 i cristiani arrestati (da 4.277) e 3.829 i rapiti (da 1.710). Nella lista dei primi dieci Paesi (calcolata solo sugli atti di violenza contro i cristiani) ben 7 le nazioni africane: Nigeria, Centrafrica, Repubblica democratica del Congo, Mozambico, Camerun, Mali e Sud Sudan. La Corea del Nord è stata in cima alla lista dei 50 paesi più avversi alla fede cristiana per oltre due decenni, secondo la Open Doors, poiché “qualsiasi nordcoreano sorpreso a seguire Gesù è a rischio immediato di reclusione, brutali torture e morte”, sostiene l’agenzia cristiana. Afghanistan e Corea del Nord sono seguite da Yemen, Somalia, Libia, Arabia Saudita, Maldive, Eritrea, Iran e Iraq. La World Watch List considera 4 tipologie di comunità cristiane: le comunità di espatriati o immigrati, le chiese storiche (cattolici, ortodossi, chiese protestanti tradizionali), le comunità protestanti non tradizionali (evangelici, battisti, pentecostali), e le comunità di convertiti al cristianesimo (da islam e induismo, spesso i più colpiti dalla persecuzione). Per Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” è preoccupante questo rapporto che ha sottolineato che un credente su sette di in tutto il mondo, affronta persecuzioni a causa della propria religione.

 

 

www.sportellodeidiritti.org

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